Il Braille, strumento sempre attuale di pari opportunità

«Inventato quasi duecento anni fa, il sistema Braille ha rappresentato e ancora oggi rappresenta per oltre trenta milioni di ciechi nel mondo la vera opportunità per fruire, al pari degli altri cittadini, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione. La modernità e l’efficacia del sistema sono ulteriormente dimostrate dall’impiego sempre più ampio del Braille nell’àmbito delle tecnologie informatiche e digitali»: così Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI, presenta la Decima Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio, che prevede numerose iniziative promosse in tutta Italia

Alfabeto Braille

L’alfabeto Braille

«Inventato a Parigi quasi duecento anni fa, il sistema Braille ha rappresentato e ancora oggi rappresenta per tutti i ciechi nel mondo la vera opportunità per respingere lo spettro dell’analfabetismo e per fruire, al pari degli altri cittadini, dell’istruzione, della cultura, dell’informazione. La modernità e l’efficacia del sistema, se mai ve ne fosse ancora bisogno, sono ulteriormente dimostrate dall’impiego sempre più ampio del Braille nell’àmbito delle tecnologie informatiche e digitali, dove oggi viene addirittura integrato sotto forma di tastiera virtuale, come mezzo di scrittura touchscreen».
Così Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI (Unione dei Ciechi e degli Ipovedenti), introduce la Decima Giornata Nazionale del Braille del 21 febbraio prossimo, fissata dalla Legge 126/07, ove si parla tra l’altro di «una ricorrenza volta a sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti».
Si tratta altresì di una celebrazione che contribuisce a dare ulteriore valore al sistema inventato da Louis Braille, il genio francese divenuto cieco a soli tre anni in seguito a un incidente nel laboratorio del padre. La data del 21 febbraio è stata scelta perché coincidente con la Giornata Mondiale della Difesa dell’Identità Linguistica, promossa dall’Unesco.
«Il Braille – aggiunge Barbuto – è un sistema che aiuta più di trenta milioni di ciechi nel mondo: è diventato la “vista” dei ciechi. Così come i vedenti usano gli occhi per leggere qualsiasi libro e giornale, noi abbiamo il Braille, unico strumento che consente un accesso diretto e non mediato alla cultura».

Tra le numerose iniziative promosse per l’occasione dalle Sezioni Territoriali e dai Consigli Regionali dell’UICI in tutta Italia, ne segnaliamo due fra tutte, vale a dire il convegno organizzato a Pistoia, Capitale Italiana della Cultura 2017, per la giornata di sabato 18 febbraio, dal titolo Il valore della testimonianza e dell’impegno a 10 anni dalla scomparsa di Carlo Monti [Carlo Monti fu uno tra i primi ciechi a rompere la tradizione delle “scuole speciali”, N.d.R.], che vedrà la partecipazione, oltreché del già citato Mario Barbuto, di Nicola Stilla, presidente del Club Italiano del Braille, di don Andrea Bigalli, referente per la Toscana dell’Associazione Libera, di Tommaso Daniele, presidente onorario dell’UICI, di Emanuela Scribano dell’Università di Venezia, di Antonio Quatraro e Barbara Leporini, presidente e consigliera dell’UICI Toscana, di Virgilio Moreno Rafanelli, vicepresidente dell’UICI di Pistoia.
Lunedì 20 febbraio, poi, il convegno di Bari intitolato Il Braille è la via maestra per la libertà di pensiero, ancora con Mario Barbuto e Nicola Stilla, insieme a Luigi Iurlo, presidente dell’UICI Puglia, e agli altri rappresentanti dell’UICI locale Giuseppe La Pietra, Giuseppe Catarinella ed Enrico Palladino. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Chiara Giorgi (chiagiorgi@gmail.com).

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