Franco Piro, il cui ruolo fu centrale per la Legge 104

In un’epoca in cui si affacciavano nel Paese i movimenti per l’uguaglianza e i diritti civili, Franco Piro – scomparso a Bologna all’età di 68 anni e che fu deputato tra il 1983 e il 1994 – fu anche uno dei “fulcri” su cui quei movimenti facevano leva in Parlamento, per garantire provvedimenti che allargassero i diritti di cittadinanza delle persone con disabilità. E tra le norme per le quali va ricordata la centralità del suo ruolo, vi è la Legge Quadro 104/92 sulla disabilità, della quale ricorrono in questo 2017 i venticinque anni

Franco Piro

Franco Piro, scomparso a Bologna all’età di 68 anni

Fu certamente una figura di spicco del mondo politico, tra gli Anni Settanta e gli Anni Novanta, quella di Franco Piro, improvvisamente scomparso a Bologna nella notte scorsa all’età di 69 anni. Prima infatti di tornare a insegnare all’Università di Bologna, fu deputato tra il 1983 e il 1994, ricoprendo anche il ruolo di presidente della Commissione Finanze di Montecitorio (1989-1991).
Forse non sono in molti, però, a ricordare oggi che Piro – persona con disabilità motoria, sin da giovane a fianco dell’Associazione ANIEP di Gianni Selleri – fu particolarmente impegnato nella lotta per i diritti delle persone con disabilità in un’epoca in cui si affacciavano nel Paese i movimenti per l’uguaglianza e i diritti civili. «Egli è stato – sottolinea Pietro Barbieri, coordinatore della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – uno dei “fulcri” su cui quei movimenti facevano leva in Parlamento, per garantire provvedimenti che allargassero i diritti di cittadinanza delle persone con disabilità. E tra le norme per le quali va ricordata la centralità del suo ruolo, vi è proprio la Legge Quadro 104/92 sulla disabilità, della quale ricorrono in questo 2017 i venticinque anni».
«Verso la fine degli Anni Ottanta e l’inizio dei Novanta – annota ancora Barbieri – il ruolo di Piro fu centrale, tanto da diventare l’organizzatore di eventi di dibattito e discussione che prefiguravano l’idea stessa della Conferenza Nazionale sulla Disabilità, attualmente prevista per legge. E piace ricordare inoltre, in questa triste occasione, che egli si dedicò pure alla crescita di giovani con disabilità, tra cui, ad esempio, Luca Pancalli, attuale presidente del CIP (Comitato Italiano Paralimpico)». (S.B.)

Stampa questo articolo