Calamità e ricostruzione pubblica: considerare l’accessibilità

«Dopo una calamità, i fondi pubblici per ricostruire un territorio vengono stanziati per finanziare un ritorno alla quotidianità per migliaia di cittadini, oltre che per il conseguente rilancio sociale, economico e turistico della zona. Ma essi devono anche garantire l’accessibilità universale sugli interventi e, di conseguenza, il diritto alla fruibilità delle informazioni e dei servizi da parte di tutti»: prende il via da queste considerazioni, la petizione online “Calamità e ricostruzione pubblica: l’accessibilità è considerata?”, lanciata dall’Associazione Diritti Diretti

Petizione lanciata dall'Associazione Diritti Diretti, "Calamità e ricostruzione pubblica:l'accessibilità è considerata?"

L’immagine che accompagna la petizione online lanciata dall’Associazione Diritti Diretti

«Dopo una calamità, i fondi pubblici per ricostruire un territorio vengono stanziati per finanziare un ritorno alla quotidianità per migliaia di cittadini, oltre che per il conseguente rilancio sociale, economico e turistico della zona. Ma i contributi pubblici devono anche garantire l’accessibilità universale sugli interventi e, di conseguenza, il diritto alla fruibilità delle informazioni e dei servizi da parte di tutti i cittadini e turisti»: prende il via da queste fondamentali considerazioni, la petizione online denominata Calamità e ricostruzione pubblica: l’accessibilità è considerata?, iniziativa senz’altro degna di nota, cui tutti possono aderire, lanciata dall’Associazione abruzzese Diritti Diretti, ben nota ormai daanni per il suo impegno nell’àmbito della progettazione e della comunicazione sul turismo accessibile.

«È proprio sulla ricostruzione pubblica – sottolinea Simona Petaccia, giornalista e presidente di Diritti Diretti – che si gioca il futuro di un territorio, perché pubblici sono parecchi uffici e molte sedi istituzionali, culturali e scolastiche. Chiediamo dunque ai cittadini di firmare, se si vuole che, una volta ricevuti i fondi pubblici destinati al superamento dei danni causati dalle calamità, come i terremoti e il maltempo che in quest’ultimo anno hanno colpito – e continuano a colpire – ampie parti del Centro Italia, gli Enti destinatari pongano la giusta considerazione su una fruizione agevole e sicura degli uffici pubblici e dei luoghi di interesse artistico, storico e culturale».
«Crediamo infatti – conclude Petaccia – che la crescita socio-economica e il rischio di spopolamento dei territori colpiti dalle calamità siano sempre più connessi all’accoglienza per tutti, perché milioni di turisti con esigenze speciali vorrebbero visitare comodamente l’Italia, e tutti i suoi abitanti vorrebbero viverla al meglio». (S.B.)

A questo link si accede alla petizione Calamità e ricostruzione pubblica: l’accessibilità è considerata?, lanciata dall’Associazione Diritti Diretti. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@dirittidiretti.it.

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