Per rendere protagoniste le persone con disabilità

Un totale di sette appartamenti, con spazi comuni che potranno essere gestiti in modo autonomo e condiviso da persone con disabilità: si chiama “Oasi” il progetto di residenza condivisa (“cohousing”), che sta per nascere a Bologna, grazie a una collaborazione tra l’ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) Città di Bologna, il Comune e l’Azienda USL. Un’iniziativa che punta a rendere le persone con disabilità protagoniste attive della loro vita

Luca Rizzo Nervo

Luca Rizzo Nervo, assessore del Comune di Bologna alla Sanità, al Welfare e all’Innovazione Sociale e Solidale

Sette appartamenti (sei monolocali e un bilocale), con spazi comuni che potranno essere gestiti in modo autonomo e condiviso da persone con disabilità: si chiama Oasi il progetto di cohousing [residenza condivisa, N.d.R.] che nascerà a Bologna (in via Barozzi, 7), grazie a una collaborazione tra l’ASP (Azienda Pubblica di Servizi alla Persona) Città di Bologna, proprietaria dell’immobile, il Comune e l’Azienda USL. Un progetto che punta a rendere le persone con disabilità protagoniste attive della loro vita.
«Oasi – spiega Luca Rizzo Nervo, assessore del Comune di Bologna alla Sanità, al Welfare e all’Innovazione Sociale e Solidale –  rientra in una strategia più complessiva volta a supportare le occasioni di autonomia abitativa delle persone con disabilità. Lo facciamo in collaborazione con ASP, AUSL e con le realtà dell’Associazionismo che si occupano di disabilità ed è un pezzo di un tassello con cui vogliamo dare risposte a bisogni, importanti per offrire appunto nuove e innovative opportunità abitative alle persone con disabilità».

Destinatari del progetto saranno persone con disabilità residenti a Bologna o in carico ai servizi sociali territoriali, che verranno individuate dall’Azienda USL  anche su segnalazione di Associazioni che lavorano sul tema dell’autonomia abitativa.
I criteri saranno diversi: l’autonomia, innanzitutto, intesa anche come necessità di emanciparsi dal proprio nucleo familiare o di uscire da realtà istituzionali. E poi quel minimo di indipendenza economica sufficiente a sostenere il canone di affitto e le spese per le utenze, a garantire il mantenimento del proprio alloggio e l’assistenza personale necessaria. In tal senso, se necessario, ci potranno essere interventi integrativi di carattere assistenziale o economico, nel rispetto del Regolamento Comunale, da parte dei servizi che hanno in carico la persona con disabilità.

Le persone selezionate per Oasi seguiranno un percorso per definire valori e princìpi comuni. «Sarà il momento fondativo – si legge in un comunicato del Comune di Bologna – di quel contesto abitativo condiviso che permetterà a ciascuno di mettere in campo le proprie risorse e di confrontarsi con gli altri, affrontando i propri limiti, ma esercitando attivamente la propria capacità di autodeterminazione».
Dal canto suo, l’ASP, nel frattempo, effettuerà gli interventi di manutenzione dell’immobile necessari, compresi gli eventuali adattamenti per ridurre l’impatto delle barriere architettoniche. (CERPA Italia – Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità)

Stampa questo articolo