La dislessia oltre l’ambito scolastico

È in programma nella mattinata di oggi, 1° marzo, una conferenza stampa, nel corso della quale il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano e la deputata Laura Coccia presenteranno una Proposta di Legge volta a favorire l’inserimento lavorativo e sociale per le persone dislessiche e con altri DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento). «Si tratta di un importante passo avanti – secondo Franco Botticelli, presidente dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) – nell’affermazione dei diritti delle persone con DSA anche in età adulta e non solo in àmbito scolastico».

Disegno raffigurante una persona adulta con dislessia

Un disegno raffigurante una persona adulta con dislessia

Tra breve, in questa stessa mattinata di oggi, 1° marzo, il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano e la deputata Laura Coccia presenteranno nel corso di una conferenza stampa – insieme ai rappresentanti dell’AID (Associazione Italiana Dislessia) e della FID (Fondazione Italiana Dislessia) – una Proposta di Legge volta a favorire l’inserimento lavorativo e sociale per le persone dislessiche e con altri DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento).
«Questa Proposta di Legge – commenta Franco Botticelli, presidente dell’AID – ha l’obiettivo di colmare alcune lacune della Legge 170/10 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico) e rappresenta un passo avanti nell’affermazione dei diritti delle persone con DSA, anche in età adulta. Ad esse, infatti, va garantito l’utilizzo degli strumenti compensativi e delle misure dispensative anche in sede di concorso pubblico, patente e test d’ingresso all’università. È inoltre fondamentale garantire loro pari opportunità di accesso al mondo del lavoro, attraverso procedure di selezione che ne valorizzino competenze e potenzialità».
«Si tratta in sostanza – conclude Botticelli – di allargare i diritti già previsti in àmbito scolastico, consapevoli che la dislessia non sparisce con il crescere dell’età, ma accompagna tutta la vita del dislessico».(S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@aiditalia.org.

DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento)
I DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento), sono disturbi del neurosviluppo che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione, dipendenti dalle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo. Non sono quindi causati né da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in dislessia (disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo), disortografia (disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica), disgrafia (disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura) e appunto discalculia (disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri).
Le difficoltà dei bimbi con DSA solitamente ne condizionano anche in modo pesante le prestazioni scolastiche, anche perché non sempre gli approfondimenti diagnostici vengono svolti tempestivamente (ancora tanti bambini accedono infatti ai servizi alla fine della scuola elementare o alla scuola media), a causa di una sbagliata interpretazione o sottovalutazione del problema. Si parla ancora, ad esempio, di pigrizia, demotivazione o disagio psicologico, problemi che senz’altro a volte possono essere associati al disturbo, ma che rappresentano dei correlati o delle conseguenze dei DSA, non la causa.
Per ridurre l’interferenza di questi disturbi, è possibile ricorrere all’ausilio di strumenti compensativi e dispensativi, appositamente previsti dalla normativa italiana (Legge 170/10).
A occuparsi nel nostro Paese di dislessia e degli altri disturbi specifici dell’apprendimento vi è l’AID (Associazione Italiana Dislessia), nata con la volontà di far crescere la consapevolezza e la sensibilità verso questi problemi, che si stima colpiscano in Italia colpisca circa un milione e 900.000 persone.
Più recentemente, infine, è nata anche la FID (Fondazione Italiana Dislessia), con finalità di solidarietà sociale e ricerca scientifica. (S.B.)

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