Per conoscere meglio gli “invisibili dell’autismo”

Si possono infatti definire anche così le persone con sindrome di Asperger, il cui rendimento scolastico è in genere regolare – donde il loro diventare appunto “invisibili” – salvo poi, con il crescere dell’età, vedere aumentati i problemi di comunicazione sociale e ogni altra situazione derivante dalla sindrome. Per consentire dunque ai genitori di capire e di aiutare al meglio i propri figli, scambiandosi le reciproche esperienze, il Gruppo Asperger Veneto, nato nel 2016, proporrà dall’11 marzo a Verona un primo ciclo di incontri informativi, condotti da autorevoli esperti del settore

Ragazzo con sindrome di Asperger

Un ragazzo con sindrome di Asperger

Prenderà via l’11 marzo a Verona il primo ciclo di incontri per genitori di persone con sindrome di Asperger, organizzato dal Gruppo Asperger Veneto, Associazione nata nel mese di luglio dello scorso anno, per volontà di alcuni genitori che hanno sentito l’esigenza di unirsi per fare rete e creare iniziative specifiche sulla sindrome di Asperger, in collaborazione con le altre organizzazioni che operano per le persone con disturbi dello spettro autistico.

«I soggetti con la sindrome di Asperger – spiega Ruggero Mason del Gruppo Asperger Veneto – sono definiti gli “invisibili dell’autismo”, più “fortunati” sotto tanti punti di vista, ma “invisibili”, appunto, perché in genere si dice di loro che “è solo un po’ strano”, “è solo timido”, “è solo…”, ma ha “buoni voti a scuola e quindi cambierà con l’età”. Al contrario, invece, più l’età cresce, più aumentano i problemi di comunicazione sociale e ogni altra situazione derivante dalla sindrome».
«E del resto – prosegue Mason – se per l’autismo in generale alcune caratteristiche possono essere individuate già nei primi mesi di vita, la specificità dell’Asperger è che può essere  certificata solo verso i 5-6 anni, quando cioè ai ragazzi si chiede di sviluppare le abilità sociali necessarie a stare in classe con i compagni. In quel periodo, però, succede quasi sempre che l’attenzione sia rivolta soprattutto al rendimento scolastico, che nei soggetti Asperger in genere c’è; per questo si può dire che essi diventino “autistici invisibili”, cosicché le difficoltà di relazione sociale o altre specificità dei ragazzi colte dai genitori e dagli insegnanti vengono interpretate in base alle informazioni che si hanno e se non si è a conoscenza della sindrome e della necessità di una verifica specialistica, i comportamenti sono visti solo come “strani”, “particolari”, e destinati a cambiare con il tempo. Ecco quindi perché riteniamo necessario promuovere degli incontri specifici, per informare i genitori e dar loro le informazioni utili a capire e ad aiutare i figli, incontrando anche altri genitori, per scambiarsi esperienze e fare rete».

Come detto, i primi quattro incontri (tutti previsti di sabato mattina a Verona), prenderanno il via l’11 marzo e saranno tenuti da autorevoli esperti del settore, quali Fabrizia Bugini, Roberto Keller, Mireya Moyano, Bert Pichal, Enrico Valtellina e Leonardo Zoccante.
Tra i vari temi trattati – oltre a una serie di inquadramenti generali sui vari aspetti dell’Asperger e sull’impatto di essa in àmbito familiare – si parlerà anche dei possibili percorsi lavorativi o di ricerca, nonché del tempo libero. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@aspergerveneto.it.

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