L’istinto delle falene

È certamente un’opera di fantasia, il romanzo “L’istinto delle falene” di Stefania Culurgioni, giornalista professionista che si occupa soprattutto di temi sociali. Ma la storia (e le storie) che si racconta nel libro, di una giornalista precaria addetto stampa in un istituto di persone con disabilità psichica, sono difficilmente scindibili da varie esperienze di vita, il tutto per raccontare l’esistenza di persone fragili che “non lasciano traccia”, ma che possono però insegnare la libertà dell’anima e il senso stesso della vita

Copertina del libro "L'istinto delle falene" di Stefania CulurgioniLivia Terracciani è una giornalista trentenne e precaria alla quale viene proposto di fare l’addetto stampa in un istituto per disabili psichici, con uno stipendio fisso. Nel suo animo, però, non è felice. Con angoscia, infatti, immagina “vite prigioniere in stanze buie”, destini senza scelta. E tuttavia, in quell’istituto dove vive un mondo di disabilità che va dai bimbi con piccoli ritardi ad adulti psichiatrici gravi, di fronte a medici, infermieri e religiosi che li curano con abnegazione, in una frontiera ove il concetto di vita si reimpara, Livia comprende pian piano di poter capire molte cose.
A farle da guida, sorta di “Virgilio in carrozzina”, è Aronne, uomo con grave disabilità motoria, ossessionato dal sesso, ma dall’intelligenza tanto spietata quanto sarcastica. Fra loro nasce ben presto una curiosa amicizia: lui l’aiuta a capire cosa vuol dire una vita sempre uguale a se stessa e quanto sia profondo l’istinto di essere liberi, lei comincerà a chiedersi quante forme di libertà ci siano, e quanti tipi di vita si possano vivere.
Nel suo anno di permanenza, Livia si affeziona alla cleptomane Agnese Lambruschi, figlia di una nobile famiglia, al sarto Tommaso Sala, in istituto da quando era bambino, a Silvia Prina, avvenente quarantenne che si fissa su amori improbabili. Grazie a tutti loro capirà che certe vite sono come le falene, le farfalle notturne goffe e sgraziate, che spiegano le loro ali per volare verso la luce, restando prigioniere di una stanza. Anche Livia è una falena, e alla fine riuscirà a volare fuori dalla stanza, nel giorno pieno, grazie a quello stesso insopprimibile istinto.

È questa la storia dell’Istinto delle falene, romanzo pubblicato in proprio nella Piattaforma Amazon, disponibile sia su carta che in formato digitale, opera prima di Stefania Culurgioni, giornalista professionista che si occupa soprattutto di temi sociali e che ha collaborato con testate come «la Repubblica», «Il Giorno», «Il Giornale» e «L’Express». Attualmente è impegnata come free lance con «Vanity Fair» e con il mensile di strada «Scarp de’ Tenis», oltre a curare una striscia quotidiana su Radio Marconi.

È certamente un’opera di fantasia, L’istinto delle falene, costato quasi tre anni di lavoro alla sua Autrice. Al tempo stesso, tuttavia, è difficile non intravvedervi preziosi schizzi autobiografici di esperienze realmente vissute, il tutto per tratteggiare una storia davvero interessante, con la quale «raccontare – come sottolinea la stessa Culurgioni – le vite all’ombra di persone fragili che “non lasciano traccia”, ma che nonostante questo hanno da insegnare la libertà dell’anima e il senso stesso della vita». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il libro L’istinto delle falene all’interno della Piattaforma Amazon.

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