L’autismo “invisibile” che si mostra

Sono numeri che hanno sorpreso gli stessi organizzatori, quelli dei partecipanti al primo incontro del ciclo dedicato ai genitori, organizzato dal Gruppo Asperger Veneto, nato lo scorso anno per dare visibilità e diffondere informazione su tutto ciò che riguarda le persone con sindrome di Asperger, spesso definite anche come gli “invisibili dell’autismo”. «Numeri che fanno capire – sottolinea Giovanni Marcolini, presidente del Gruppo – come nella nostra Regione ci sia la necessità di informarsi e la voglia di trovarsi tra chi vive con questa sindrome, per mettersi in rete e non sentirsi soli»

Verona, 11 marzo 2017, incontro organizzato dal Gruppo Asperger Veneto

“Tutto esaurito” al primo incontro del ciclo dedicato ai genitori, organizzato a Verona dal Gruppo Asperger Veneto

Ore 8.30: prime persone in coda per entrare all’incontro d’avvio del ciclo rivolto ai genitori, e organizzato a Verona dal Gruppo Asperger Veneto, già presentato a suo tempo dal nostro giornale: iscritti paganti 83, partecipanti alla fine 138, aula piena e circa 30 persone “presenti” da casa in streaming. Numeri che hanno sorpreso gli stessi organizzatori.
«Quando abbiamo fondato la nostra organizzazione nel luglio dello scorso anno – commenta Giovanni Marcolini, presidente del Gruppo Asperger Veneto – eravamo 10 genitori da tutto il Veneto che si erano ritrovati per fare squadra e far conoscere la sindrome di Asperger. Quest’anno abbiamo dunque pensato a un ciclo di incontri per i genitori, ma dovendo farlo presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Verona, credevamo che i partecipanti sarebbero stati pochi, allaluce del tema e dell’ubicazione. Ebbene, avevamo visto male! I numeri del primo incontro, infatti, cui hanno partecipato famiglie intere con i figli, insegnanti, genitori di ragazzi, ma anche persone con Asperger adulte, ci hanno fatto capire come nella nostra Regione ci sia la necessità di informarsi e la voglia di trovarsi tra chi vive con questa sindrome, per mettersi in rete e non sentirsi soli. Durante questa prima mattinata sono nate molte conoscenze, amicizie, il tutto all’insegna del fare. Cercheremo perciò di sostenere questa voglia di aggregazione attraverso la creazione di Sezioni Provinciali del nostro Gruppo, in modo tale che sia più facile ritrovarsi. Il corso, per altro, ci ha già dato parecchia visibilità e i nostri Soci sono arrivati a 78, di cui alcuni anche da fuori Regione».

L’incontro di Verona è iniziato con Leonardo Zoccante, dirigente presso il Servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Policlinico G.B. Rossi di Verona e responsabile del Laboratorio dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo dello stesso, nonché docente presso l’Università di Verona, il quale ha tratteggiato le caratteristiche della sindrome di Asperger.
«I soggetti con la sindrome di Asperger – è stato scritto a proposito di quest’ultima – sono definiti gli “invisibili dell’autismo”, più “fortunati” sotto tanti punti di vista, ma “invisibili”, appunto, perché in genere si dice di loro che “è solo un po’ strano”, “è solo timido”, “è solo…”, ma ha “buoni voti a scuola e quindi cambierà con l’età”. Al contrario, invece, più l’età cresce, più aumentano i problemi di comunicazione sociale e ogni altra situazione derivante dalla sindrome».
Zoccante si è avvalso di un linguaggio semplice e di esempi pratici nei quali i genitori presenti si sono pienamente riconosciuti; per loro, ad esempio, una delle preoccupazioni principali, quando sono con altre persone, è «cosa dirà il figlio», più ancora che «controllare dove va», oppure quei gesti spesso dettati dalla volontà di capire il mondo, che non da altre più comuni intenzioni: «Infilare un dito in un bicchiere d’acqua – racconta un genitore – e non vedere più la continuità del dito; tirarlo fuori dal bicchiere e tornare a vederne la continuità; provarci dunque varie volte, per capire il perché. Tutto ciò, naturalmente, alla “gente comune” appare incomprensibile».

È intervenuta poi Mireya Moyano, psicologa che opera soprattutto con bambini e ragazzi con autismo, presentando una panoramica sull’“universo Asperger”, per fare comprendere la sindrome nei suoi vari aspetti e particolarità, come ad esempio la sua diversa manifestazione nei soggetti maschili e femminili.

L’incontro doveva concludersi alle 12.30, ma per un’altra mezz’ora buona i partecipanti hanno voluto fermarsi, sino a quando non è rimasto che dare appuntamento al 22 aprile, sempre a Verona, quando Roberto Keller, medico specialista in Psichiatria e Neuropsichiatria Infantile e psicoterapeuta, responsabile del Centro Pilota della Regione Piemonte per i Disturbi dello Spettro Autistico in Età Adulta presso l’ASL TO 2, oltreché dirigente di Psichiatria al Dipartimento di Salute Mentale della medesima ASL e docente alla Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università di Torino, tratterà il tema Alterazioni sensoriali, ansie, idee ossessive, crisi. (R.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@aspergerveneto.it (Ruggero Mason).

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