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Se la cultura decide di aprirsi a tutti

Persone con disabilità motoria in carrozzina in visita a un museo«A cinque anni dal lancio del nostro progetto Operatori museali e disabilità, la partecipazione dei direttori di così tanti musei italiani ci rende molto soddisfatti per l’interesse suscitato a livello nazionale dal progetto, che ci auguriamo possa essere replicato anche in altre Regioni italiane, per favorire sempre di più l’inclusione attraverso la formazione degli operatori e garantire a tutti il diritto alla partecipazione alle attività museali e culturali in generale».
Viene commentata così, da Fabrizio Serra, direttore della Fondazione Paideia, la giornata di lavoro svoltasi nei giorni scorsi a Torino e denominata I musei verso una cultura dell’accoglienza (se ne legga anche la nostra presentazione), iniziativa voluta per diffondere e promuovere su scala nazionale modelli organizzativi e gestionali che rendano i musei pienamente accessibili a tutti, in grado cioè di accogliere ogni visitatore, a partire da quelli con disabilità o con bisogni particolari.
Particolarmente nutrita la partecipazione di direttori e rappresentanti di molte importanti istituzioni museali italiane, dalla Pinacoteca di Brera all’Hangar Bicocca di Milano, dalla Fondazione Musei Civici di Venezia alle Gallerie dell’Accademia di Firenze, dal Museo di Santa Giulia di Brescia al Museo Nazionale di Ravenna, dal MACRO (Museo di Arte Contemporanea) di Roma al MAGA (Museo Arte Gallarate) di Gallarate (Varese).

Organizzata dalla Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), in partnership con la citata Fondazione Paideia, l’iniziativa ha coinciso sostanzialmente con l’approdo su scala nazionale del progetto Operatori museali e disabilità, già sopra menzionato da Serra, promosso anch’esso nel 2012 a Torino da CRT e Paideia, e che ha già formato oltre seicento operatori museali con corsi base e di secondo livello, incrementando in modo sostanziale le conoscenze e le competenze relazionali di chi lavora a contatto con il pubblico, indipendentemente dal grado gerarchico e dalla funzione ricoperta: dagli addetti alla biglietteria alle guide, dal personale di sala ai referenti delle attività didattiche per bambini, fino ai ruoli di direzione.
Alla presenza di psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, esperti di comunicazione e contando anche sulle testimonianze di famiglie in difficoltà, oltreché sulla presentazione di casi concreti, la giornata torinese ha fatto registrare il giusto mix di ingredienti in grado di rendere una visita culturale pienamente appagante per tutti i visitatori: accoglienza, attenzione alla comunicazione e cura della relazione sono infatti i fattori-chiave al centro dei nuovi modelli organizzativi e gestionali, ancor prima che strutturali, per rendere la cultura un’esperienza “per tutti” e “di tutti”.
«Abbattere le barriere culturali – sottolinea in tal senso Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione CRT – che sono ingombranti tanto quanto quelle architettoniche, è un passo importante per aprire realmente i luoghi d’arte a tutti. La nostra Fondazione, da sempre in prima linea per promuovere i valori della piena accessibilità e dell’inclusione sociale, ha sperimentato sul territorio locale un progetto innovativo di formazione del personale museale che può diventare una buona pratica a livello nazionale: attraverso un cambiamento diffuso di mentalità, infatti, tutti i musei possono farcela ad accogliere al meglio i visitatori con disabilità».

La nuova edizione di Operatori museali e disabilità è ora in programma per i prossimi mesi, a partire da maggio e fino a novembre, presso la sede di Paideia (Via San Francesco d’Assisi, 42/g, Torino), con quattro corsi base e intensivi rivolti a operatori provenienti da musei del Piemonte e di tutta Italia, seminari di approfondimento sulle tecniche di progettazione delle attività didattiche e percorsi laboratoriali di secondo livello per l’accoglienza di persone con disabilità.
Da segnalare infine anche la disponibilità dell’omonimo volume (Operatori museali e disabilità, appunto, con il sottotiolo Come favorire una cultura dell’accoglienza, Roma, Carocci Faber, 2017), firmato da Fabrizio Serra, Franco Tartaglia e Silvio Venuti, con postfazione di Roberta Caldin e un contributo di Gabriella Damilano, libro che analizza i risultati e i contenuti del progetto, con uno spazio dedicato alla voce degli operatori dei musei protagonisti dell’esperienza formativa, fornendo un prezioso contributo a tutte le istituzioni museali sul piano dell’organizzazione interna e dell’immagine pubblica. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa Fondazione Paideia (Marco Buccino), mbuccino@glebb-metzger.it.