Bene il ripristino dei Fondi, ora serve subito il Piano Nazionale

Le pressioni attuate dal mondo della disabilità hanno certamente avuto il loro peso nel portare il Governo e la Conferenza Stato-Regioni ad evitare i pesanti tagli decisi in precedenza sul Fondo per le Politiche Sociali e su quello per le Non Autosufficienze. Viene dunque espressa soddisfazione, ma le organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie non intendono certo abbassare la guardia, puntando invece con forza alla definizione del primo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza e a dei livelli essenziali di assistenza sociale garantiti in tutto il Paese

Cartello con la scritta "Non si risparmia sulla dignità"

Un manifesto sollevato a un’iniziativa di protesta di persone con gravi disabilità e dei loro familiari

L’anticipata convocazione del Tavolo per la Non Autosufficienza da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi, ha portato dunque al risultato auspicato da parte di tutte le organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, resesi portavoce, in queste settimane, di dure proteste e prese di posizione contro gli inaccettabili tagli al Fondo per le Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, decisi il 23 febbraio scorso, in sede di Conferenza Stato‐Regioni. Quei tagli, infatti, non ci saranno e i Fondi verranno dunque ripristinati.

Soddisfazione viene espressa a questo punto da Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), per il quale, tuttavia, non è certo il momento di abbassare la guardia. «È quanto mai necessario – dichiara invece – puntare con forza ad accelerare il percorso che porti finalmente alla definizione del primo Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, costruendo livelli essenziali di assistenza in àmbito sociale che siano validi in tutto il Paese e aprendo quindi una stagione in cui l’attenzione all’inclusione sociale sia realmente significativa e unificante».

Su toni analoghi si esprime il Comitato 16 Novembre (Associazione Malati SLA e Malattie Altamente Invalidanti), che ha deciso di ritirare ufficialmente il proprio presidio di protesta, programmato per il 4 aprile di fronte al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
«Siamo soddisfatti – si legge in una nota del Comitato – per avere superato con successo questa triste parentesi di tagli, ma chiediamo che si arrivi rapidamente al Piano Nazionale per la Non Autosufficienza, attraverso la definizione di livelli essenziali di assistenza da garantire su tutto il territorio nazionale e con il conseguente aumento delle risorse per finanziarli interamente. Solo in questo modo, infatti, possiamo sperare di ridare dignità alle persone con disabilità gravissima ed evitare di esporci ai futuri tentativi di tagli in nome del rigore di bilancio».

Dal canto suo, l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) si affida alle parole del proprio vicepresidente nazionale Stefano Tortini, che oltre a dichiararsi anch’egli soddisfatto per l’impegno del Governo e della Conferenza Stato-Regioni a ripristinare i Fondi per le Non Autosufficienze e per le Politiche Sociali, sottolinea che «in un momento come quello che il nostro Paese sta attraversando, non ci possiamo permettere di lasciare indietro le persone più deboli, che oggi sono i disabili gravissimi. Questa decisione rappresenta pertanto un passo importante per costruire un nuovo welfare, attento alle esigenze delle persone che vivono ogni giorno situazioni di grande difficoltà».

Anche l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), infine, ha deciso di revocare la manifestazione di protesta prevista per il 4 aprile in Piazza Montecitorio a Roma, indetta insieme a UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Viva La Vita Italia, Famiglie SMA (atrofia muscolare spinale), ConSLAncio, ASAMSI (Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili) e CAMN (Coordinamento Associazioni Malattie Neuromuscolari). «Non scenderemo in piazza – dichiara in tal senso Massimo Mauro, presidente dell’AISLA – ma rimarremo in stato di agitazione. Continueremo infatti a lavorare e a vigilare perché i Fondi siano effettivamente confermati e arrivino nelle case delle famiglie che hanno bisogno di questo aiuto fondamentale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
° Ufficio Stampa FISH (ufficiostampa@fishonlus.it)
° Ufficio Stampa Comitato 16 Novembre (fracicci91@gmail.com)
° Ufficio Stampa UICI (chiagiorgi@gmail.com)
° Ufficio Stampa AISLA (murgia@secrp.com)

Stampa questo articolo