Sì alla vita, no agli istituti!

«Quest’anno – scrive Marino Lupi, presidente dell’Associazione Autismo Toscana – abbiamo voluto caratterizzare il 2 Aprile, Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, con lo slogan “Sì alla vita, no agli istituti!”, continuando da una parte la nostra battaglia contro il ritorno alla logica dell’istituzionalizzazione delle persone con disabilità, proseguendo dall’altra parte con l’impegno, in tanti luoghi della nostra Regione, per dare un futuro dignitoso ai nostri figli più fragili, che comprenda anche un lavoro vero, e non più solo laboratori di attività occupazionale»

Disegno con persona con disabilità e alberi colorati

Disegno dedicato alla disabilità e alla deistituzionalizzazione, pubblicato nel sito di Consorzio Parsifal

Quest’anno abbiamo voluto caratterizzare il 2 Aprile, Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, con lo slogan Sì alla vita, no agli istituti!, mettendo al centro delle nostre iniziative i nostri figli più fragili. Infatti, insieme alla grande maggioranza delle Associazioni e delle Reti Associative toscane, la nostra organizzazione ha espresso un NO fermo, non negoziabile, al ritorno alla logica dell’istituzionalizzazione delle persone con disabilità. Un NO, ad esempio, al convenzionamento della struttura Le Vele di San Giuliano Terme (Pisa), istituto che dovrebbe confinare cento persone con disabilità, con il rischio di aprire una ferita nella Toscana democratica, gettando al vento decenni di politiche per l’emancipazione delle persone con disabilità e aprendo scenari bui.
Altro oggetto della nostra protesta è il Polo della Disabilità di Empoli (Firenze), per ora solo un progetto, che però, se realizzato, sancirebbe la rilegittimazione definitiva degli “istituti” che la “Legge Basaglia” (180/78) aveva finalmente superato.
Abbiamo portato le nostre convinzioni presso la Terza Commissione del Consiglio Regionale Toscano (Sanità e Politiche Sociali), dove la gran parte delle Associazioni e tutte le Reti Associative hanno ripetuto all’unisono il loro NO ai nuovi istituti.

Non ci siamo, però, limitati all’opposizione. Abbiamo infatti detto “Sì alla vita”, impegnandoci in tanti luoghi della nostra Regione per dare un futuro dignitoso ai nostri figli più fragili, che comprenda anche un lavoro vero, e non più solo laboratori di attività occupazionale.
Un lavoro vero, come quello che svolgono gli Ortolani Coraggiosi di Ventignano a Fucecchio (Firenze), esperienza che si sta allargando, coinvolgendo ragazzi con autismo che insieme ad agricoltori e persone con altre disabilità stanno sperimentando l’uguaglianza sostanziale nel mondo del lavoro, ottenuta rimuovendo gli ostacoli che limitano di fatto la libertà e impediscono il pieno sviluppo della persona, in modo tale da dare corpo ai precetti costituzionali di accesso per tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

In questa prospettiva, la nostra e tutte le altre realtà associative della Toscana si stanno impegnando anche per dare attuazione alla Legge 112/16, la cosiddetta “Legge sul Dopo di Noi”, promuovendo la realizzazione di «soluzioni alloggiative per le persone con disabilità grave», che offrano «ospitalità a non più di 5 persone», e solo con deroghe motivate per «strutture con singoli moduli abitativi che ospitino fino a non più di 10 persone complessive».
Ecco, noi vogliamo questo. Il rispetto delle regole. Il rispetto delle Leggi. Vogliamo casa, relazioni umane costruttive, lavoro per i nostri figli. Noi Genitori, noi Associazioni, siamo maturi per progettare il loro futuro. Le Leggi Nazionali e Regionali ci danno questa opportunità e il fondo associato alla Legge 112/16 ci darà anche un incentivo economico. Siamo in attesa del bando della Regione, nella speranza di avere uno strumento agile che premi i progetti innovativi.

Aspettiamo ancora una volta fiduciosi, ma in ogni caso determinati ad andare avanti, a perseguire l’obiettivo dell’uguaglianza, che per le persone con disabilità significa dare risposte diverse a bisogni diversi. Principio, questo, che per le persone con autismo significa non essere identificate semplicemente con la loro disabilità, non riducendo l’individuo alla sua patologia. Un lavoro di lunga lena, ma che è molto meno difficile portare a termine di quanto comunemente si ritenga, come ci ha insegnato l’esperienza fatta sul campo in tutti questi anni.
Per questo, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, abbiamo chiesto un sostegno fattivo a tutti i cittadini delle nostra comunità, qualunque ruolo abbiano, nella convinzione profonda che proprio nelle comunità si costruiscono progetti e legami che emancipano le persone, che in questi contesti maturano le condizioni per concretizzare quel “progetto di vita” che valorizzi i nostri figli, i loro desideri, le loro aspettative, andando oltre i loro deficit o le loro disabilità. Noi siamo pronti!

Presidente dell’Associazione Autismo Toscana.

Stampa questo articolo