Il grande sport che abbraccia il mondo della disabilità intellettiva

Si può considerare come un piccolo, grande “fatto storico” l’immagine che qui pubblichiamo, ove il presidente della Federazione Internazionale di Canottaggio Jean-Christophe Rolland è ritratto insieme al team “8+ Open Mind” della Società Canottieri Armida di Torino, in un abbraccio ideale a tutto il mondo della disabilità intellettiva. L’equipaggio torinese, composto esclusivamente da atleti con disabilità intellettiva/relazionale, aveva appena trionfato a Budapest, in una regata internazionale della categoria “Open Mixed”, battendo tanti altri atleti, con disabilità e non

Team "8+ Open Mind" della Società Armida di Torino a Budapest con Jean-Christophe Rolland, presidente della Federazione Internazionale del Canottaggio

Jean-Christophe Rolland (dietro al centro), presidente della FISA, la Federazione Internazionale del Canottaggio, fotografato a Budapest insieme al Team “8+ Open Mind” della Società Armida di Torino, in un abbraccio ideale al mondo della disabilità intellettiva

Grandissima soddisfazione in casa della Società Canottieri Armida di Torino, per il primo posto nella propria categoria (Open Mixed), ottenuto nei giorni scorsi in Ungheria, alla International Budapest Cup Regatta (gara del Circuito Capital’s Cup, disputatasi sulle acque del Danubio) da parte del team 8+ Open Mind, equipaggio interamente composto da atleti con disabilità intellettivo/relazionale, come avevamo spiegato nei giorni scorsi in fase di presentazione dell’evento.
Guidati dai tecnici Filippo Cardellino e Vittoria Cernuschi, gli atleti (Andrea Appendino, Matteo Bianchi, Matteo Bongiovanni, Marta Casetta, Umberto Giacone, Margherita Merlo, Alessandro Rossi e Lorenzo Sforza, senza per altro dimenticare Francesco Faiella, Giovanni Rastrelli e Manuel Vaccaro, rimasti per l’occasione a Torino) ce l’hanno messa tutta e, ancora una volta, sono riusciti a togliersi una grande soddisfazione, come già era avvenuto in altre regate internazionali.
Quattro di loro, poi (Appendino, Casetta, Merlo e Sforza) hanno partecipato anche alla gara promozionale indoor al remoergometro +1 Chromosome Ergo Sprint Race, organizzata in collaborazione con la Hungarian Down Foundation.

«Un ringraziamento particolare – dichiarano da Armida – va al pluricampione olimpico Giuseppe “Peppiniello” Di Capua, mitico timoniere dei fratelli Carmine e Giuseppe Abbagnale, per la recente e costruttiva collaborazione che ha portato a un netto miglioramento delle prestazioni della squadra. Alle emozioni della gara, poi, se n’è aggiunta un’altra davvero grande: il saluto e i complimenti di Jean-Christophe Rolland, presidente della FISA, la Federazione Internazionale del Canottaggio, che ha gentilmente accettato di farsi immortalare in un intenso scatto fotografico con i nostri ragazzi, in un abbraccio ideale al mondo della disabilità intellettiva».
«Quella di Budapest – sottolineano ancora dalla Società torinese – è stata una grande esperienza di vita, oltre che di sport, un’occasione unica per sviluppare ulteriormente il proprio grado di autonomia: va ricordato, infatti, che oltre ad essere il primo equipaggio interamente composto da persone con disabilità intellettivo/relazionale a partecipare a regate di livello internazionale, in questa trasferta il team 8+ Open Mind ha viaggiato senza il supporto delle famiglie, aderendo tra l’altro anche alla Campagna #sfidAutismo 2017, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo del 2 Aprile».

«Il saluto del presidente della FISA Jean-Cristophe Rolland al nostro team – afferma Gian Luigi Favero, presidente di Armida – è un fatto storico, che rappresenta un primo riconoscimento della Federazione Internazionale verso la disabilità intellettiva. Per questo dobbiamo rendere merito alla Federazione Italiana Canottaggio, che permette ai nostri ragazzi di disputare i Campionati Italiani. Siamo molto contenti della gara di Budapest, abbiamo ottenuto un ottimo risultato e ringrazio la Federazione Ungherese per la bella accoglienza».
«Sono estremamente felice – aggiunge Luca Audi, consigliere di Armida per il settore del pararowing – per questa ennesima prestazione straordinaria dei nostri ragazzi. Non ci sono più parole per descriverli; in questi quattro anni la squadra è cresciuta moltissimo, ottenendo risultati inaspettati e diventando un gruppo eccezionale, supportato da uno staff altrettanto eccezionale. Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza la fiducia e il supporto delle famiglie. Ad oggi, quello che mi rende più orgoglioso è la costruzione di un gruppo misto che, nonostante i cambi, riesce sempre e comunque a mantenere un livello altissimo, rappresentando un passo importante verso la totale integrazione e le pari opportunità. Grazie al team 8+ Open Mind, il nome della nostra Società si sta identificando sempre di più nel mondo come sinonimo di pararowing e non esiste nessun’altra società che possa vantarsi di questo».
«Che emozione! – esclama Cristina Ansaldi, tecnico di Armida – Anche questa volta come fosse la prima, anche a distanza! È una grande soddisfazione vedere il livello di consapevolezza e autonomia raggiunto da questo gruppo di atleti in appena due anni dall’ideazione del progetto 8+ Open Mind. Merita sempre ricordare il grande lavoro di squadra che c’è alle spalle di questo risultato (tra tecnici, famiglie e supporter, in sostanza la Società), a cui si aggiungono i contributi tecnici (come gli allenamenti con “Peppiniello” di Capua) e di formazione specifica con una psicologa specializzata sull’autismo e sulla disabilità intellettiva. La partecipazione alla gara indoor in favore della Hungarian Down Foundation e l’adesione a #sfidAutismo2017 consolidano maggiormente la figura dell’8+ Open Mind come portabandiera dello “sport per tutti”. Complimenti ragazzi, avete fatto un altro importante passo avanti!».
«Arrivati al termine di questa lunga, ma molto costruttiva trasferta – conclude Filippo Cardellino, altro tecnico di Armida – i ragazzi hanno imparato a crescere e ad essere squadra ancor più di prima. Si parte insieme e si arriva insieme: questo è stato il motto per tutti e quattro i giorni in Ungheria, che ci ha consentito di affrontare la regata a testa alta e di farci valere alla grande». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa.canottieriarmida@gmail.com (Marco Berton).

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