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Gli alunni con disabilità visiva e una tiflologia al passo con i tempi

Ragazzo cieco e mappamondo

Un ragazzo cieco alle prese con un mappamondo

La formazione degli educatori e degli operatori tiflologici: strategie tiflodidattiche inclusive per favorire l’apprendimento e l’autonomia dell’alunno/studente disabile visivo: è questo il titolo del corso di aggiornamento che il NIS (Network per l’Inclusione Scolastica) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) proporrà da domani, 27 aprile, a domenica 30 aprile, presso la storica e prestigiosa sede dell’Istituto Francesco Cavazza di Bologna (Via Castiglione, 71), con l’obiettivo di valorizzare e “validare” le esperienze pregresse degli educatori e operatori tiflologici degli ex Istituti dei Ciechi e dei Centri di Consulenza Tiflodidattica (CCT) della Federazione Nazionale Istituzioni Pro Ciechi e della Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita di Monza, implementandone e adeguandone le conoscenze e competenze tiflodidattiche e strumentali e, soprattutto, garantendo loro una preparazione maggiormente al passo con i tempi e una formazione più efficace e idonea a promuovere il processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva del Terzo Millennio.

Oggi, infatti, nell’acceso dibattito scientifico in corso sulla figura del tiflologo, regna ancora sovrana la confusione sul ruolo e la funzione di esso. Taluni pensano addirittura che la Tiflologia sia una “scienza per pochi”, circoscritta a una ristretta cerchia di “eletti” collocati fuori dal tempo e dalla storia e che, soprattutto, essa non abbia nulla a che fare con la moderna Pedagogia.
Questo “paradosso scientifico” è dovuto al fatto che, dopo il declino dell’Istituto Romagnoli di Roma – unica scuola nazionale di metodo per gli educatori dei ciechi e degli ipovedenti – e la mancata attuazione della Legge 69/00 [“Interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap”, N.d.R.], che ne avrebbe finanziato la riapertura e rinascita, vi è l’assoluta necessità di definire il profilo professionale e il percorso formativo dei tiflologi italiani. Si paga cioè lo scotto della mancanza di una vera e propria “generazione” di esperti in Tiflologia, cui occorre porre necessariamente rimedio. E a ciò si aggiunga che – cosa ancor più grave – il ruolo del tiflologo, nel nostro Paese, non è garantito da alcun riconoscimento normativo.

La soluzione a queste criticità può e deve consistere nell’“istituzionalizzazione” di una nuova figura professionale, il cui profilo e percorso formativo il NIS dell’UICI sta provvedendo a definire, cercando pure di incardinarlo al Senato, con la presentazione di un emendamento al Disegno di Legge C 2656 (Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista), approvato alla Camera nel giugno dello scorso anno, che ha istituito ufficialmente le figure dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista.
E tuttavia, la definizione della nuova figura dell’esperto in Scienze Tiflologiche, cui si sta lavorando alacremente, non può prescindere dall’altrettanto inderogabile bisogno della sacrosanta salvaguardia e difesa ad oltranza della professionalità acquisita in questi anni dai preziosissimi consulenti tiflologi degli Istituti dei Ciechi e dei Centri di Consulenza Tiflodidattica della Federazione Pro Ciechi e della Biblioteca Regina Margherita.
Proprio a questi ultimi educatori e operatori tiflologici, dunque, è rivolto il corso di formazione che sta per prendere il via a Bologna, intendendo, come detto, promuovere e favorire l’aggiornamento delle loro conoscenze teoriche e pratiche (con particolare attenzione alla Tiflodidattica, all’autonomia, all’uso delle nuove tecnologie e al “contesto” e alla nuova “rete” dell’inclusione scolastica delineata dal recente Decreto Attuativo sull’inclusione, licenziato dal Governo) e delle loro strategie operative, per strutturare correttamente l’intervento educativo e la consulenza tiflopedagogica e tiflodidattica, insieme all’alunno non vedente e ipovedente e alla sua famiglia.
Le azioni formative del corso – per il quale rimandiamo i Lettori al link con il programma completo) – si articoleranno in relazioni teoriche e in attività pratiche, affinché i partecipanti possano acquisire le conoscenze e sperimentarle attraverso lavori di gruppo e laboratori.

Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile il programma completo del corso di Bologna del 27-30 aprile. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: direttorescientifico@irifor.eu.