L’arte che indaga la disabilità visiva

Verrà inaugurato domani, 27 aprile, a Napoli, il progetto fotografico-performativo “Blind Vision” di Annalaura di Luggo, artista che ha messo al centro del proprio lavoro venti persone cieche o ipovedenti, utilizzando un approccio tattile e fisico, per scoprire il valore di percepire il mondo anche in modi alternativi rispetto alla vista. Si tratterà di un importante evento, che punterà naturalmente anche a sensibilizzare la comunità sulla percezione di chi è stato privato della vista e di promuoverne l’inclusione sociale e culturale

Annalaura di Luggo

Annalaura di Luggo con due sue opere

Verrà inaugurato domani, giovedì 27 aprile a Napoli, presso la sede dell’Istituto per Ciechi Paolo Colosimo (Via Santa Teresa degli Scalzi, 36, ore 17), il progetto fotografico-performativo Blind Vision di Annalaura di Luggo, a cura di Raisa Clavijo, evento ufficiale del Maggio dei Monumenti di Napoli 2017, promosso dall’UNIVOC (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro Ciechi) del capoluogo partenopeo, con il patrocinio morale della Regione Campania, del Comune di Napoli e dell’UICI Provinciale (Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti), nonché con il “matronato” della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee.

«Per tale realizzazione – come spiegano i promotori dell’iniziativa – l’artista ha messo al centro del proprio lavoro venti persone cieche o ipovedenti, utilizzando un approccio tattile e fisico, per scoprire il valore di percepire il mondo anche in modi alternativi rispetto alla vista. E del resto, Annalaura di Luggo ha dedicato una parte significativa del proprio itinerario artistico proprio a riscoprire e a valorizzare l’unicità di ogni essere umano, attraverso un processo creativo che include la macro-fotografia dell’iride e tecniche di ricerca sociale, il tutto sviluppando una conversazione intima ed empatica con ogni soggetto ritratto, al fine di esplorarne l’universo interiore: le opere includono, conservandole, tracce della personalità dei protagonisti, dei loro pensieri e delle loro emozioni».

«Attraverso Blind Vision– sottolinea dal canto suo la curatrice Raisa Clavijo – di Luggo continua la sua ricerca artistica che esplora la base del pensiero umano e del comportamento nella nostra società contemporanea. Il suo processo creativo utilizza la fotografia non solo come una risorsa per documentare la realtà, ma anche come strumento per sviluppare metafore visive». «I risultati di questo progetto – aggiunge – non possono essere percepiti solo come “opere d’arte”, perché si prefiggono di condurre chi li ammira a una sublime esperienza di crescita personale che si basa sull’interazione».
Si tratterà altresì di un evento (l’esposizione sarà poi aperta al pubblico per tutto il mese di maggio) che punterà naturalmente a sensibilizzare la comunità sulla percezione di chi è stato privato della vista e di promuoverne l’inclusione sociale e culturale. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Gianluca Fava (gianluca.fava@uicinapoli.it).

Stampa questo articolo