Abbattitabù!

Quattro film che raccontano altrettante situazioni di differente disabilità, per trattare il tema della sessualità da un’angolazione insolita: è “Abbattitabù!”, rassegna cinematografica in corso a Lecce, inserita nell’omonimo progetto voluto appunto per abbattere i tabù su affettività, sessualità e disabilità, frutto di un protocollo d’intesa tra l’Università del Salento e l’ASL della città pugliese. Il prossimo appuntamento del 10 maggio prevede la proiezione di “Perdiamoci di vista” di Carlo Verdone, con il commento di Francesco Canale, componente del gruppo dei pittori di AbilityArt

Locandina della rassegna cinematografica "Abbattitabù!", Lecce, marzo-maggio 2017Quattro film che raccontano altrettante situazioni di differente disabilità, per trattare il tema della sessualità da un’angolazione insolita: consiste in questo la rassegna cinematografica Abbattitabù!, inserita nell’omonimo progetto voluto appunto per abbattere i tabù su affettività, sessualità e disabilità, frutto di un protocollo d’intesa tra l’Università del Salento di Lecce (Ufficio Integrazione Disabili) e l’ASL della città pugliese.

Iniziate il 29 marzo con La sfida di Jace di Stuart Gillard (2004), le proiezioni – tutte presso le Officine Cantelmo di Lecce (Viale Michele de Pietro, 12, ore 18.30, ingresso libero) – sono proseguite il 19 aprile con The Sessions – Gli incontri di Ben Lewin (2012) e prevedono ora per mercoledì 10 maggio il film di Carlo Verdone del 1994, Perdiamoci di vista.
Come per ciascuno dei film programmati, anche questa volta è prevista la partecipazione di un ospite, che commenterà l’opera, e che sarà nella fattispecie Francesco Canale, poliedrico artista con disabilità, meglio noto come “Anima Blu”, componente del gruppo dei pittori di AbilityArt, dei quali molto recentemente abbiamo avuto modo di occuparci anche nel nostro giornale.

Il ciclo di Abbattitabù! si concluderà poi mercoledì 24 maggio con Un sapore di ruggine e di ossa di Jacques Audiard (2012), che sarà commentato da Salvatore Sgura. (S.B.)

Ringraziamo Stefania Delendati e Francesco Canale per la segnalazione.

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