Studenti in gioco per progettare un futuro accessibile

«È molto importante che gli studenti si confrontino con i temi riguardanti la disabilità, grazie anche al contatto con i diretti interessati, mettendo a disposizione le loro preziose competenze tecniche e le loro esperienze»: lo dichiara Franco Lepore, presidente dell’UICI di Torino, una delle Associazioni che hanno collaborato alla realizzazione di “ThinkUp for Disabilit” (letteralmente “Ideare per la disabilità”), concorso di idee innovative per l’accessibilità, lanciato presso il Politecnico di Torino, e rivolto a gruppi di futuri ingegneri

Concorso "Thinkup for Disability": studenti vincitori insieme a Presidente UICI di Torino

Il gruppo di studenti vincitore del concorso “ThinkUp for Disability”, insieme al presidente dell’UICI di Torino Franco Lepore (in prima fila, secondo da sinistra)

Nelle scorse settimane, una delegazione dell’UICI di Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) ha partecipato al ThinkUp for Disability (letteralmente “Ideare per la disabilità”), un concorso di idee innovative per l’accessibilità, organizzato dallo J.E.To.P. (Junior Enterprise Torino Politecnico) e rivolto a gruppi di futuri ingegneri. Nell’arco di una giornata, infatti, sette team di giovani iscritti al Politecnico, dopo avere ricevuto alcune informazioni per orientarsi nel mondo della disabilità, sono stati chiamati a elaborare altrettanti progetti di tecnologie indossabili, tesi a migliorare la vita quotidiana delle persone con disabilità.
La delegazione dell’UICI torinese, composta dal presidente Franco Lepore e dal responsabile del Comitato Informatico Alessio Lenzi, ha svolto un duplice ruolo: nella prima giornata ha tracciato un ritratto della disabilità visiva (soprattutto per gli aspetti riguardanti la vita quotidiana e la mobilità), aiutando gli studenti a individuare il campo di lavoro. Successivamente, insieme alle delegazioni di altre Associazioni di persone con disabilità, ha fatto parte della giuria interdisciplinare che ha valutato i lavori.

Il progetto vincitore (Bel2go) riguarda la mobilità delle persone con disabilità visiva e consiste in una cintura vibrante collegata con uno smartphone, strumento che intende agevolare i movimenti, soprattutto all’interno di grandi strutture (ospedali e altri edifici pubblici), precedentemente mappate. Interagendo con appositi sensori collocati lungo il percorso, il dispositivo guida la persona con disabilità visiva, permettendole di individuare precisi punti di interesse, come ad esempio uno specifico reparto o uno sportello. Le indicazioni vengono trasmesse sia attraverso le vibrazioni della cintura (particolarmente efficaci perché a trecentosessanta gradi), sia in forma di audio, tramite lo smartphone. Per la localizzazione non viene usato il segnale GPS – che spesso negli spazi chiusi non funziona molto bene – ma un sistema di accelerometri e giroscopi posti all’interno della cintura.

«Siamo felici e onorati di aver partecipato a questa iniziativa – commenta Franco Lepore perché è molto importante che gli studenti si confrontino con i temi riguardanti la disabilità, grazie anche al contatto con i diretti interessati, mettendo a disposizione le loro preziose competenze tecniche e le loro esperienze. Progetti come questo sono un arricchimento per tutti e ci auguriamo che trovino spazio sempre maggiore all’interno del mondo universitario e che le idee elaborate nel corso di questa iniziativa possano beneficiare delle risorse necessarie per concretizzarsi».
«Al progetto primo classificato – spiega in tal senso Carlo Abrate, responsabile Fundraising e Partnership di J.E.To.P. – assicuriamo la nostra consulenza a livello informatico, oltre che di comunicazione e marketing. Altri due progetti, poi, saranno sostenuti dal team Hackability del Politecnico e da Open Incet, il centro di Open Innovation della città di Torino. Trattandosi della prima edizione in assoluto, pensiamo che sia già un buon traguardo e speriamo che, in futuro, altre realtà vogliano unirsi alla cordata».

«Spesso – sottolinea Ortenzia Veltri, studentessa di ingegneria biomedica e componente del team Brutti e buoni, primo classificato nel concorso -non ci si rende conto di quanto, per una persona con disabilità, anche azioni molto semplici possano diventare complicate. Questa esperienza ci ha aperto un mondo, perché a volte, per mettersi nei panni di una persona con disabilità, basterebbe fermarsi e riflettere. Siamo convinti che Bel2go possa essere una soluzione efficace e sostenibile a livello economico. Tra l’altro, abbiamo individuato anche ulteriori linee di sviluppo da attuare in futuro: ad esempio, si potrebbe equipaggiare la cintura con emettitori e ricevitori in grado di individuare ostacoli fisici. In questo progetto abbiamo messo le nostre competenze e il nostro entusiasmo: speriamo davvero di poterlo concretizzare».

Da ricordare in conclusione che ThinkUp for Disability è stato realizzato con il sostegno del Programma di Cooperazione Alcotra, attraverso il Progetto Prodige. L’istituto SITI (Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione) ha sponsorizzato l’evento, coprendo una parte delle spese logistiche. (L.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Ufficio Stampa UICI di Torino (Lorenzo Montanaro), ufficio.stampa@uictorino.it.

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