Come realizzare un libro tattile

«Tutti credono – scrive Gianluca Rapisarda – che i libri tattili siano molto facili da realizzare e che, in linea di massima, debbano semplicemente presentarsi come opere con pagine rilegate, copertina rigida, indicazione del titolo e dell’autore e figure e testo completi e resistenti alla manipolazione. In realtà, le suddette caratteristiche tecniche – pur essendo quelle considerate ineludibili, per produrre libri tattili validi e di qualità – vanno necessariamente integrate con una serie di ulteriori accorgimenti che è opportuno elencare»

Gianluca Rapisarda con un libro tattile

Gianluca Rapisarda con un libro tattile realizzato da una scuola della periferia di Catania, frequentata da un bimbo cieco pluridisabile

In vista dell’ormai imminente svolgimento ad Assisi (16-18 giugno) della quarta edizione di Tocca a te! [se ne legga già ampiamente su queste stesse pagine, N.d.R.], il Concorso Nazionale di editoria tattile illustrata ideato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, per diffondere la cultura del libro tattile per la prima infanzia e della grafica accessibile, quali preziosi strumenti di inclusione scolastica, mi sembra doveroso un approfondimento “tecnico” su tali fantastici “capolavori editoriali”.

I libri tattili sono libri per tutti. Essi si devono quindi ritenere rivolti a un pubblico di bambini vedenti, ipovedenti e non vedenti, di età compresa tra i 3 e i 12 anni. Si tratta di libri e opere d’arte realizzati per educare e risvegliare i sensi, libri per immaginare e imparare a “guardare” la realtà con occhi e mani nuove, opere uniche, fatte a mano, per offrire strumenti originali di mediazione e inclusione e annullare ogni barriera fisica, linguistica e culturale. In sostanza, libri adatti a facilitare l’incontro tra persone di origini e con abilità diverse.

Tutti credono che i libri tattili siano molto facili da realizzare e che, in linea di massima, debbano semplicemente presentarsi come opere con pagine rilegate, copertina rigida, indicazione del titolo e dell’autore e figure e testo completi e resistenti alla manipolazione. In realtà, le suddette caratteristiche tecniche – pur essendo quelle considerate ineludibili, per produrre libri tattili validi e di qualità – vanno necessariamente integrate con una serie di ulteriori accorgimenti, che segnaliamo qui di seguito:
– Non vi sono restrizioni per quanto riguarda la forma e la dimensione dei libri tattili, purché essi risultino solidi e maneggevoli, così da poter essere esplorati facilmente e letti senza difficoltà dai bambini.
– Non vi sono restrizioni circa la lunghezza del testo, purché esso sia ben leggibile (buoni contrasti cromatici per gli ipovedenti e minimo corpo tipografico 16) e con un’ortografia corretta. Al testo tipografico deve corrispondere sulla medesima pagina anche il testo in caratteri Braille. Dal canto suo, la Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi si impegna gratuitamente ad aiutare i partecipanti che non conoscano il Braille nella trascrizione del testo.
– Le illustrazioni tattili non devono essere numericamente superiori a 12.
– Le principali materie prime usate per realizzare i libri tattili sono la carta, la stoffa e il filo e comunque non vi sono restrizioni circa l’utilizzo dei materiali tattili impiegati nelle illustrazioni, purché essi non presentino evidenti pericolosità. Non è consigliabile, ad esempio, produrre libri che presentino specchi, vetri, lame e altri materiali taglienti o tossici.
– Non vi sono restrizioni circa la tecnica di rilegatura, purché essa non impedisca l’apertura totale delle pagine sul piano di lettura, così da facilitare l’esplorazione aptica [“tattile”, N.d.R.] delle immagini e del testo.
– Al testo va allegata la corrispondente traduzione in inglese, necessaria nel caso il libro venga prodotto per essere distribuito anche all’estero.

Direttore scientifico dell’IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), consigliere della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi (direttorescientifico@irifor.eu).

Stampa questo articolo