Quella “famiglia inclusiva” che ha attraversato l’Atlantico

Con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ricevuta a New York dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e custodita gelosamente a bordo, per consegnarla in settembre a Papa Francesco, “Lo Spirito di Stella” – il catamarano accessibile di Andrea Stella – ha compiuto la tappa più impegnativa del Progetto “WoW” (“Wheels on Waves”, ovvero “Ruote sulle Onde”), attraversando l’Oceano Atlantico e arrivando alle Isole Azzorre, per continuare a diffondere il suo messaggio di uguaglianza e il suo appello ad abbattere tutte le barriere fisiche, mentali e culturali

Lo "Spirito di Stella" sulle acque dell'Atlantico, giugno 2017

“Lo Spirito di Stella” in navigazione sulle acque dell’Atlantico

«È stata la nostra prima traversata atlantica da ovest verso est. Abbiamo allungato il percorso di molte miglia per limitare gli effetti di alcune basse pressioni che portavano venti fortissimi. Ma non è bastato per evitare tre giorni con vento forza sette e onde alte quattro metri. Non sono mancati nemmeno gli imprevisti, come la rottura del dissalatore dopo solo una settimana dalla partenza. Raggiunto però il 30° parallelo, dove il clima era nettamente più caldo, abbiamo scoperto che lavarsi con un secchio e l’acqua dell’oceano può essere anche piacevole. Le difficoltà in barca capitano continuamente, come del resto nella vita di tutti i giorni, solo che in mezzo all’oceano devi affidarti solo alle tue capacità e alla fine capisci che si può superare tutto. In compenso in cucina non ci siamo fatti mancare nulla, abbiamo pescato un marlin da 30 chili, abbiamo fatto il pane e anche la pizza. Senza internet, eravamo isolati dal mondo ma connessi con la natura che ci circondava di cui ammirare ogni alba e ogni tramonto. Grazie Maria, Stefano, Matteo, Daniele, Gino, Roberto, Marco, grazie Oceano!».
Sono queste le impressioni “a caldo” di Andrea Stella, l’imprenditore e velista vicentino con disabilità, ben noto per le grandi imprese già compiute con il suo catamarano accessibile Lo Spirito di Stella, appena conclusa la traversata atlantica, con l’approdo al porto di Horta, nelle Isole Azzorre.

Durata ventuno giorni, è stata questa la tappa più impegnativa del Progetto WoW, acronimo di Wheels on Waves (“Ruote sulle onde”), iniziativa da noi presentata a suo tempo e voluta per lanciare un messaggio universale di uguaglianza e un appello ad abbattere tutte le barriere fisiche, mentali e culturali.

Equipaggio dello "Spirito di Stella", giugno 2017

La “famiglia inclusiva” dello “Spirito di Stella”, durante la traversata atlantica

Come avevamo infatti raccontato nel maggio scorso, Stella era partito a fine aprile da Miami – città per lui particolarmente significativa, in quanto proprio lì, diciassette anni fa, un proiettile vagante gli aveva leso la colonna vertebrale -, facendo tappa successivamente a Norfolk, Annapolis e Great Kills.
Quindi, a New York, l’incontro con il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che gli aveva affidato in custodia la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che verrà consegnata in settembre a Roma, a Papa Francesco, dopo una serie di altre tappe europee, tra Portogallo, Gran Bretagna, Spagna e Francia.
Il 26 maggio, quindi, la partenza dalla “Grande Mela”, insieme alla compagna Maria Foscarini, al capitano Stefano Locci e al sailor Matteo Baldi, oltreché con Gino Bigai, persona con tetraplegia, Daniele Passoni, Marco Faggin e Roberto Dal Tio, che con Stella fanno parte dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Tiliaventum di Lignano Sabbiadoro (Udine), con la quale Lo Spirito di Stella – inteso sia come imbarcazione che come Associazione – collabora in varie attività legate agli sport del mare, rivolte alle persone con disabilità.

Ora, dopo una sosta di qualche giorno alle Azzorre, il viaggio dello Spirito di Stella proseguirà verso la città portoghese di Lagos, per continuare quindi in direzione di Gibilterra, Cartagena, Valencia, Barcellona e Marsiglia, fino all’arrivo alla Spezia il 1° settembre.
«A bordo – sottolinea Stella – si alterneranno persone di origine, età, cultura e abilità differenti, tutte accomunate da una storia di coraggio e determinazione. Per questa “famiglia inclusiva” la barca rappresenterà un luogo dove imparare a vivere in armonia, rispettando e valorizzando le proprie diversità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Floriana Pigato (press@wheelsonwaves.com).

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