Tutti possono contribuire a un mondo senza barriere

Un mondo “a zero barriere”, non solo in riferimento agli ostacoli architettonici, ma anche a quelli sociali e culturali, rifacendosi cioè al concetto largo di accessibilità fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità: è sostanzialmente questo l’obiettivo dell’importante iniziativa internazionale “Zero Project”, cui tutti possono contribuire, presentando iniziative o progetti all’insegna delle buone politiche e delle buone prassi in tale àmbito. Per quest’anno il termine fissato per inviare le proprie candidature è quello del 4 luglio

Logo del Progetto "Zero Project"

Il logo di “Zero Project” (“Per un mondo senza barriere”)

Ci siamo già più volte occupati di Zero Project, importante iniziativa internazionale avviata nel 2011 dalla ESSL Foundation, insieme alla Fondazione World Future Council e dal 2013 con l’European Foundation Centre.
L’obiettivo principale, in sostanza, è quello di arrivare a un mondo con “zero barriere” – come esplicitamente dichiarato dal nome stesso del progetto – ovvero, ciò che avevamo ampiamente riferito nel corso di una lunga intervista con Ingrid Heindorf, componente del team che coordina il progetto, quello di migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità, sulla base dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e in particolare sul concetto ampio di accessibilità fissato nel nono articolo di essa (lo si legga nel box in calce), da una parte misurandone il livello di applicazione in vari Paesi, dall’altra cercando esempi di buone politiche e buone prassi in tutto il mondo, all’insegna dell’innovazione. Quelle politiche e quelle prassi, poi, vengono presentate e discusse – oltreché nel sito del progetto – anche nelle Conferenze Annuali di Vienna, curate dall’Ufficio delle Nazioni Unite presente nella capitale austriaca (la prossima sarà nel mese di febbraio del 2018).

Entro il 4 luglio prossimo, dunque, tutti potranno presentare candidature di iniziative (sono ammesse anche autocandidature), riguardanti sia la creazione di accessibilità per tutti, sia progetti rivolti a un particolare gruppo di persone con disabilità.
Come si legge nel sito di Zero Project, sono particolarmente ben accette candidature di iniziative o progetti a favore di persone con disabilità multiple e gravi, il tutto nell’àmbito di quattro sottogruppi, ovvero Ambiente costruito, Infrastrutture, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione, Prodotti e servizi.
Vengono per altro indicati ulteriori cinque settori di particolare importanza, per i quali sono richieste (e gradite) proposte di pratiche innovative. Si tratta di Sviluppo urbano, Turismo, Musei e arte, Emergenze e misure di salvataggio in caso di calamità, Adattamento della postazione di lavoro. (S.B.)

Come detto, le candidature di iniziative o progetti sui temi indicati nella presente nota possono essere inviate online, entro il 4 luglio, accedendo all’indirizzo https://database.zeroproject.org/Signup/ZP/2018. Per ogni altra informazione o approfondimento, scrivere a: office@zeroproject.org.

Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità
Articolo 9 – Accessibilità
1) Al fine di consentire alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, gli Stati Parti adottano misure adeguate a garantire alle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri, l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Queste misure, che includono l’identificazione e l’eliminazione di ostacoli e barriere all’accessibilità, si applicano, tra l’altro, a:
(a) edifici, viabilità, trasporti e altre strutture interne ed esterne, comprese scuole, alloggi, strutture sanitarie e luoghi di lavoro;
(b) ai servizi di informazione, comunicazione e altri, compresi i servizi informatici e quelli di emergenza.

2. Gli Stati Parti inoltre adottano misure adeguate per:
(a) sviluppare ed emanare norme nazionali minime e linee guida per l’accessibilità alle strutture ed ai servizi aperti o forniti al pubblico e verificarne l’applicazione;
(b) garantire che gli organismi privati, che forniscono strutture e servizi aperti o forniti al pubblico, tengano conto di tutti gli aspetti dell’accessibilità per le persone con disabilità;
(c) fornire una formazione relativa ai problemi di accesso con cui si confrontano le persone con disabilità a tutti gli interessati;
(d) dotare le strutture e gli edifici aperti al pubblico di segnaletica in caratteri Braille e in formati facilmente leggibili e comprensibili;
(e) mettere a disposizione forme di assistenza da parte di persone o animali e servizi di mediazione, incluse guide, lettori e interpreti professionisti esperti nella lingua dei segni, allo scopo di agevolare l’accessibilità a edifici ed altre strutture aperte al pubblico;
(f) promuovere altre forme idonee di assistenza e di sostegno a persone con disabilità per garantire il loro accesso all’informazione;
(g) promuovere l’accesso delle persone con disabilità alle nuove tecnologie ed ai sistemi di informazione e comunicazione, compreso internet;
(h) promuovere alle primissime fasi la progettazione, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di tecnologie e sistemi di informazione e comunicazione, in modo che tali tecnologie e sistemi divengano accessibili al minor costo.

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