Incontinenza: uno degli ultimi tabù medici

Centri riabilitativi dedicati, rimborsabilità farmacologica e una maggiore attenzione verso questo grande problema culturale, sociale ed economico: è quanto chiedono le organizzazioni impegnate sul fronte dell’incontinenza, ritenuta «uno degli ultimi tabù medici da sconfiggere», problema che colpisce in Italia ben 5 milioni di persone, anche in giovane età. Il 28 giugno sarà la XII Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza, con iniziative in tutta Italia e un evento a Roma, per fare il punto della situazione

Logo della Giornata Nazionale dell'Incontinenza del 28 giugno 2017«L’incontinenza è uno degli ultimi tabù medici da sconfiggere ed è nostro dovere divulgare il messaggio. Ma per farlo c’è anche bisogno di dare un impulso all’innovazione tecnologica e alla qualità dei dispositivi medici. In tal senso, le Istituzioni Locali non sempre guardano alle iniziative delle Associazioni di pazienti che a gran voce rivendicano l’apertura di centri riabilitativi dedicati, la rimborsabilità farmacologica e una maggiore attenzione verso questo grande problema culturale, sociale ed economico».

È questo il messaggio lanciato da Francesco Diomede, presidente della FINCOPP (Federazione Italiana Incontinenti e Disfunzioni del Pavimento Pelvico), in vista dell’imminente XII Giornata Nazionale per la Prevenzione e la Cura dell’Incontinenza del 28 giugno, evento sancito dalla Direttiva del Presidente del Consiglio del 10 Maggio 2006, su spinta della stessa FINCOPP, che da allora ne coordina ogni anno le varie iniziative, con il patrocinio del Ministero della Salute e la collaborazione dell’AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati) e dell’AIMAR (Associazione Italiana per le Malformazioni Ano-Rettali).

«Si stima – sottolinea ancora Diomede – che lo Stato spenda oltre 360 milioni di euro all’anno, tramite le Regioni e le ASL, per i soli pannoloni, mentre i farmaci antincontinenza sono a totale carico del paziente, costretto a una spesa media annua di 600 euro. Per contrarre drasticamente i costi, risulterebbe dunque vitale l’attivazione di “Centri specialistici per la prevenzione, la cura e la riabilitazione dell’incontinenza”. È inoltre necessario varare una legislazione tesa ad agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro e ad assicurare la mobilità della persona incontinente, grazie alla costruzione di bagni pubblici. Da parte nostra – certi del fatto che la prevenzione è sempre l’arma vincente – abbiamo iniziato una collaborazione con le scuole materne, dove professionisti della continenza e uroriabilitatori illustrano agli operatori scolastici, ai genitori, ai nonni e a tutti coloro che accudiscono i bambini a casa e nella scuola, alle buone abitudini da acquisire per svezzare i bambini stessi dall’uso del pannolino, sino alle buone pratiche per l’utilizzo del gabinetto, l’igiene intima e quella delle mani».

In linea generale, c’è un ulteriore decisivo elemento che caratterizza negativamente il problema dell’incontinenza: nonostante la diffusione di esso, infatti, che incide pesantemente sulla qualità e quantità di vita, provocando ansia e depressione nelle persone colpite, solo una minoranza di loro, vincendo imbarazzo e vergogna, si rivolge a un medico. La patologia, invece, come evidenziano i massimi esperti nel settore, può essere spesso curata con successo, tramite rieducazione perineale, farmaci, infiltrazioni locali, chirurgia mininvasiva, pace-maker e neuromodulazione.
Uno dei principali obiettivi della Giornata Nazionale, dunque, è proprio quello di aumentare nei cittadini, nelle istituzioni e nei professionisti socio sanitari, la consapevolezza delle cure, affinché l’Incontinenza venga correttamente diagnosticata e curata.

Patrocinato dal Ministero della Salute, come detto, l’evento del 28 giugno sarà pertanto sostenuto da ASL, ospedali e operatori socio sanitari (medici, infermieri, ostetriche e fisioterapisti), coinvolgendo direttamente cinquanta strutture ospedaliere del nostro Paese, che apriranno le porte ai cittadini per informazioni e diagnosi (gratuite) di questo disturbo, che – ricordando qualche cifra – colpisce in Italia ben 5 milioni di persone (uomini e donne) anche in giovane età, non risparmiando nemmeno i più piccoli: infatti, un bambino su 10, nella fascia di età che va dai 4 ai 7 anni, è colpito infatti da enuresi, nome scientifico dell’incontinenza.
Dal canto suo, la FINCOPP sarà presente con gazebo in diverse piazze Italiane, per fornire informazioni socio-sanitarie, consulenze di esperti, notizie sui dispositivi medici, consulenza legislativa, burocratica e tutela dei diritti.

E da ultimo, ma non certo ultimo, l’evento intitolato LEA e Codice degli Appalti, strumenti nelle mani dei Cittadini?, in programma sempre per il 28 giugno a Roma (Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale, Piazza Montecitorio, ore 9.30-13.30), tutto dedicato all’incontinenza e alle stomie, durante il quale i rappresentanti di FINCOPP, AISTOM, AIMAR, insieme agli esponenti istituzionali, agli specialisti del settore e al senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, relatore del Disegno di Legge bipartisan AS 2353 (Disposizioni in favore delle persone che soffrono di incontinenza), discuteranno dello stato dell’arte sull’incontinenza urinaria, fecale e stomale e, segnatamente, anche dei nuovi LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza) e della loro applicazione, che in questo àmbito tanto ha fatto discutere nei mesi scorsi.
«Sarà inoltre l’occasione giusta – dichiara Diomede – per lanciare un appello sulla rimborsabilità dei farmaci antincontinenza e sulla riabilitazione perineale, oggi carente in Italia, e più in generale per chiedere che questa patologia venga rivalutata, consentendo a tutti le terapie più adeguate che permettano di ridare dignità ai pazienti, riducendo allo stesso tempo i costi sociali». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: finco@finco.org.

Stampa questo articolo