Azioni umanitarie e disabilità: il ruolo di primo piano dell’Italia

Anche a Roma e a Ginevra – durante due iniziative volute per sollecitare l’impegno internazionale a garantire alle persone con disabilità adeguata attenzione in caso di disastri naturali o causati dall’uomo, applicando la “Carta per l’Inclusione delle Persone con Disabilità nelle Azioni Umanitarie” – l’Italia ha svolto un ruolo di primo piano. Il nostro, tra l’altro, è stato il primo Paese europeo ad avere elaborato nel 2015 un “Vademecum su Aiuti Umanitari e Disabilità”, con il contributo della RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), di cui fanno parte anche le organizzazioni DPI e FISH

Soccorritore solleva in aria una persona in carrozzina

Operazione di salvataggio di una persona in carrozzina

Sottoscritta da ben 150 Enti – tra cui l’Italia e la RIDS (Rete Italiana per la Disabilità e Sviluppo) – la Charter on Inclusion of Persons with Disabilities in Humanitarian Action (“Carta per l’Inclusione delle Persone con Disabilità nelle Azioni Umanitarie”) era stata presentata a Istanbul nel maggio dello scorso anno, con l’obiettivo di sollecitare l’impegno internazionale a garantire alle persone con disabilità adeguata attenzione in caso di disastri naturali o causati dall’uomo, in linea con l’articolo 11 (Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie) della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
Nei giorni scorsi, due importanti iniziative hanno attirato l’attenzione della comunità internazionale sull’applicazione di tale documento e in particolare dei cinque princìpi fondamentali su cui esso si basa, vale a dire la non discriminazione, la partecipazione, le politiche inclusive, le risposte e i servizi inclusivi, la cooperazione e il coordinamento.

Il primo dei due eventi si è tenuto il 12 giugno a Roma, in occasione dell’Assemblea Mondiale del World Food Programme (“Programma Alimentare Mondiale”), il secondo, invece, il 22 giugno a Ginevra, in occasione della riunione dell’ECOSOC (United Nations Economic and Social Council, ovvero “Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite”).
In entrambi gli incontri, e più in generale in tale àmbito, va ricordato che l’Italia ha finora svolto un ruolo di primo piano, avendo ad esempio il nostro Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale già definito nel 2015 un Vademecum su Aiuti Umanitari e Disabilità, il primo di un Paese europeo sul tema. E fondamentale, per l’elaborazione di questo documento, è stato il contributo della citata RIDS, innovativa alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative – AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau) e EducAid – insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).
«La RIDS – spiega il presidente Giampiero Griffo – opera nel campo degli aiuti umanitari, rafforzando il ruolo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni, come dimostra la creazione di consulenti alla pari per l’emergenza nella Striscia di Gaza e la realizzazione di ricerche emancipative sulla disabilità in India e ancora in Palestina, dove le persone con disabilità diventano veri e propri “ricercatori” sulla propria condizione, basandosi sull’approccio del rispetto dei diritti umani fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità». (S.B.)

Sul tema delle situazioni di emergenza riguardanti le persone con disabilità, suggeriamo ai Lettori di accedere al nostro articolo Terremoto: dove si combatte la paura preparando la risposta, che nella colonnina a destra del testo riporta il lungo elenco di contributi da noi pubblicati su tali questioni.

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