Percorsi Assistenziali per i Soggetti con Bisogni Speciali

È questo il significato dell’acronimo “PASS”, nome del programma presentato nei giorni scorsi dalla Regione Toscana ed elaborato in collaborazione con le organizzazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, iniziativa che punta a semplificare l’accesso ai servizi sanitari da parte delle stesse persone con disabilità, superando in particolare le cosiddette “barriere invisibili”, legate cioè all’organizzazione dei servizi e alla formazione del personale e muovendosi in modo tale da assicurare una distribuzione adeguata e omogenea su tutto il proprio territorio

Donna con disabilità fotografata di spalle in una struttura sanitaria (foto di Annalisa Benedetti)

(Foto di Annalisa Benedetti)

È questione ben nota – seguita da da sempre in «Superando.it» – che un prelievo di sangue, una visita specialistica, un accertamento diagnostico possono essere assai più complicati per una persona con disabilità che per gli altri. «E non a causa delle barriere architettoniche, che pure ci sono – come giustamente viene sottolineato da Lucia Zambelli nel sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli -, ma per quelle barriere cosiddette “invisibili”, legate all’organizzazione dei servizi e alla formazione del personale, che rendono più complicato per i cittadini disabili sottoporsi a visite, esami, terapie, tanto da scoraggiarli, allontanarli e determinare in molti casi un peggioramento delle loro condizioni di salute».
Nel tentativo di risolvere questi problemi, la Regione Toscana ha presentato nei giorni scorsi il Programma PASS (acronimo che sta per Percorsi Assistenziali per i Soggetti con Bisogni Speciali), iniziativa promossa in collaborazione con i coordinamenti delle organizzazioni che si occupano di disabilità.

In sostanza PASS prevede una piattaforma web per registrare i bisogni speciali delle persone con disabilità e rendere disponibile l’informazione ai principali sistemi informativi sanitari; la realizzazione di agende dedicate, sia per le visite specialistiche che per la diagnostica, dove le persone possano essere seguite da personale formato e con un’organizzazione adeguata a rispondere ai loro bisogni; la presenza di un “facilitatore” e di un’“équipe dedicata” per i casi più complessi; la formazione del personale, avvalendosi dell’apporto di persone con disabilità, loro familiari e associazioni, da estendere anche ai percorsi formativi a livello universitario.
Si punta inoltre a prevedere accorgimenti, arredi particolari e personale specificatamente formato, per servizi quali i punti prelievi, gli ambulatori specialistici, quelli di radiodiagnostica e quelli di odontoiatria speciale, muovendosi in modo tale da assicurare una distribuzione adeguata e omogenea a livello regionale.
Dopo l’estate, quindi, verranno attivati i moduli formativi e i lavori di adeguamento al sistema formativo, avviando nel frattempo le “esperienze pilota”, e fissando l’inizio del 2018 quale termine per far partire la prima fase di realizzazione della rete. (S.B.)

Per approfondire, suggeriamo la consultazione (a questo link) dell’articolo intitolato Parte in Toscana il programma PASS, per semplificare l’accesso ai servizi sanitari da parte delle persone disabili, pubblicato dal sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa).

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