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Quel viaggio di Andrea Stella, che potrebbe aprire molte porte

13 settembre 2017: Papa Francesco

Papa Francesco fotografato il 13 settembre, nel giorno dell’udienza ad Andrea Stella e della consegna, da parte di quest’ultimo, della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ricevuta in custodia a New York dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres

Era esattamente il 20 febbraio 2007, quando, a pochi mesi dall’approvazione a New York della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, pubblicammo integralmente un’importante lettera aperta, intitolata Perché non condividiamo la scelta della Santa Sede, a firma di Luisella Bosisio Fazzi (allora presidente del CND-Consiglio Nazionale sulla Disabilità), Pietro Barbieri (allora presidente della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e Giampiero Griffo (in quell’occasione rappresentante italiano presso l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità).
In tale occasione, di fronte alla posizione espressa dalla Santa Sede di non voler ratificare la Convenzione ONU, quel messaggio si concludeva così: «Dopo i tanti ostacoli e opposizioni che abbiamo superato durante la discussione nel Comitato Ad Hoc da parte di Paesi dove i diritti umani non sono garantiti ai cittadini, ci sembra paradossale che ora sia la Santa Sede a porre in dubbio la necessità di rimuovere le profonde ingiustizie che vivono le persone con disabilità nel mondo. Ci auguriamo dunque che questa lettera aperta possa contribuire a far crescere nella consapevolezza dei milioni di cattolici nel mondo e della stessa Curia Vaticana, quanto importante sia questa Convenzione per le persone con disabilità».
A spiegare le ragioni della scelta attuata dalla Santa Sede, fu qualche settimana dopo, su queste stesse pagine, il cardinale Javier Lozano Barragán, a quell’epoca presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), dando vita a un dibattito assai acceso.

Da allora, come detto, sono passati oltre dieci anni e nulla è cambiato. Ma oggi quel tema torna a riprendere vigore e attualità, in corrispondenza di un’iniziativa da noi seguita sin dalle sue prime mosse, ovvero il Progetto WoW (Wheels on Waves, che sta per “Ruote sulle onde”), grande sfida che ha visto Lo Spirito di Stella, il noto catamarano accessibile di Andrea Stella, percorrere più di 6.500 miglia dagli Stati Uniti all’Europa, con l’obiettivo di lanciare un messaggio di uguaglianza e un appello ad abbattere tutte le barriere fisiche, mentali e culturali.
Il 13 settembre scorso, lo ricordiamo, è arrivato il momento principale del viaggio, con la consegna a Papa Francesco, da parte di Andrea Stella, della Convenzione ONU ricevuta in custodia a New York da António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite.
Qualche giorno dopo, proseguendo il proprio percorso, che lo porterà in ottobre alla tappa conclusiva di Venezia, Lo Spirito di Stella ha vissuto un ulteriore importante incontro in Sicilia con il Dalai Lama.

Soddisfazione viene espressa a tal proposito da Vincenzo Falabella, per l’incontro di Stella «con due personalità di indubbio carisma, fascino e autorevolezza, come Papa Francesco e il Dalai Lama. Due storici incontri che riaprono il tema del rapporto fra disabilità e confessioni religiose».
Ma non solo. È in particolare la consegna della Convenzione ONU al Santo Padre che a parere di Falabella, «evoca nel movimento delle persone con disabilità, credenti o meno, non poche aspettative». «La Santa Sede – ricorda infatti il Presidente della FISH, rimettendo al centro quel dibattito accesosi dieci anni fa – non ha ancora ratificato la Convenzione ONU e il gesto di Andrea Stella, insieme all’udienza con Papa Francesco può forse rappresentare l’occasione per riprendere il filo di una riflessione che potrebbe generare profondi cambiamenti sia in termini pastorali che, quindi, culturali».
«Contare infatti sulla condivisione ideale e formale della Chiesa attorno ai diritti e all’inclusione – conclude Falabella – così come profilati dalla Convenzione ONU, sarebbe di sicuro impatto su una comunità che non conosce confini nazionali. La temperie attuale e le grandi aperture di Papa Francesco su temi sensibili ci fanno ben sperare in positive evoluzioni». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.