Roma: una nuova condanna per discriminazione

È stata resa pubblica in questi giorni la Sentenza con cui il Tribunale di Roma ha condannato Roma Capitale e la Società di Trasporti ATAC, per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità a causa del mancato abbattimento delle barriere architettoniche presso due stazioni della metropolitana, oltreché per il mancato funzionamento degli ascensori in un’altra stazione. Già negli anni scorsi analoghe condanne avevano colpito il Comune capitolino e sempre su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni

Stazione Flaminio della Metropolitana di Roma

La Stazione Flaminio della Metropolitana di Roma è una di quelle che hanno portato alla nuova Sentenza di condanna del Comune di Roma e dell’ATAC, per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità

Non è purtroppo la prima volta che il Comune di Roma viene condannato per discriminazione nei confronti delle persone con disabilità. Come avevamo di volta in volta riferito, infatti, era già successo nel 2012 e nel 2014, anche allora su iniziativa dell’Associazione Luca Coscioni. A quanto pare, quindi, cambiano le Giunte del Governo capitolino, ma non cambiano le Sentenze di questo tipo, che continuano invece ad arrivare abbastanza simili tra loro.
L’ultima di esse è stata resa pubblica in questi giorni, pur risalendo al 2 settembre, e proviene dalla Prima Sezione Civile del Tribunale di Roma, che ha appunto condannato Roma Capitale e la Società di Trasporti ATAC, «per condotta discriminatoria nei confronti delle persone disabili a causa del mancato abbattimento delle barriere architettoniche presso le stazioni della metropolitana “Flaminio” e “Piazza di Spagna” nonché per il mancato funzionamento degli ascensori presso la fermata “Subaugusta”».

La vicenda giudiziaria, come detto, è stata promossa anche in questa occasione dall’Associazione Luca Coscioni, traendo spunto dalla disavventura subita da due giovani in carrozzina, rimasti intrappolati per ben due volte e per più di un’ora sotto alla metropolitana, a causa del mancato funzionamento di ascensori e servoscala.
Roma Capitale e l’ATAC dovranno quindi risarcire il danno da loro subìto e rimuovere tutti gli ostacoli che ancora oggi impediscono a chi ha difficoltà motorie di accedere alle fermate della metropolitana prive di ascensori e servoscala o che, quando ci sono, vengono a quanto pare disattivati dopo un certo orario.

«Questa decisione del Tribunale di Roma – si legge in una nota dell’Associazione Coscioni – dimostra ancora una volta l’autentica via crucis che molte persone con disabilità devono affrontare ogni giorno a causa della presenza delle barriere architettoniche sparse ovunque sul suolo capitolino, che impediscono a chi soffre di ridotte capacità motorie di accedere ai mezzi di trasporto pubblico».
La stessa Associazione Coscioni, dunque, si appella ad Andrea Venuto, nuovo disability manager del Comune di Roma, come abbiamo segnalato nei giorni scorsi, al quale chiede innanzitutto «di impegnarsi affinché siano presto attuati gli interventi ordinati dal Tribunale di Roma, con la speranza che si possano cominciare a vedere rapidamente i primi segni della famosa discontinuità promessa dall’attuale Amministrazione Comunale». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Associazione Luca Coscioni (Sabrina Antonini), sabrina.antonini@havaspr.com.

Stampa questo articolo