Gli Insuperabili: una scuola calcio e molto più

Creare una scuola calcio per ragazzi e ragazze con disabilità intellettive e relazionali, ma anche motorie, basata sul concetto che lo sport sia un potente strumento di socializzazione e integrazione, che può migliorare a ogni livello la qualità di vita: è partita vicino a Torino, l’avventura degli Insuperabili, ma oggi coinvolge centinaia di giovani in dieci città italiane

Immagine in home pagie degli Insuperabili

L’immagine che accoglie i visitatori nel sito dell’Associazione Insuperabili

«Mi piacerebbe giocare a calcio»: tutto è partito dal desiderio di quell’amica. Davide ed Ezio si sono messi quindi a cercare una scuola calcio, «ma non siamo riusciti a trovare nulla», dicono. C’era un motivo: la ragazza è nata con la sindrome di Down.
Era il 2011 e la voglia di quell’amica si trasformò in un progetto, che oggi coinvolge centinaia di giovani in dieci città italiane, con l’obiettivo di uscire dai confini.
Sono partiti in pochi, sui campi della Società di Grugliasco, nei pressi di Torino: «C’erano solo quattro atleti, ma è stata la scintilla che ci ha fatto cominciare e caricarci di passione per avere voglia di andare avanti».
Davide Leonardi, oggi presidente dell’Associazione, racconta così la nascita di Insuperabili, che è diventata qualcosa di più che una scuola calcio.

Insieme ad Ezio Grosso, hanno saputo costruire una realtà che non è più solo torinese: è entrata infatti a far parte del Progetto Reset Academy, sviluppandosi in città come Genova e Roma o Siracusa, e coinvolgendo testimonial come Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della Nazionale.
L’idea è stata quella di creare una scuola calcio per ragazzi e ragazze con disabilità intellettive e relazionali, come l’amica dalla quale è nata l’esperienza di Insuperabili, ma anche fisiche e motorie: «Lo sport è uno strumento di socializzazione e integrazione. Gli allenamenti e le partite, lo stare insieme per un obiettivo, il divertimento e l’impegno che ognuno ci mette portano miglioramenti a ogni livello e migliorano la qualità di vita», raccontano dall’Associazione.

Il team è composto da allenatori, psicologi, logopedisti e fisioterapisti e il progetto fa anche parte di quelli della Piattaforma OSO (Ogni Sport Oltre) della Fondazione Vodafone, molto attenta allo sport paralimpico.
Ma non è tutto: le storie degli Insuperabili, infatti, sono anche raccontate in un fumetto, la cui sceneggiatura è stata ideata e realizzata da due grandi professionisti del settore, come Fabrizio Accattino, sceneggiatore di Dylan Dog, e Mattia Simeoni, esperto fumettista.

Testo già apparso in “InVisibili“, blog del «Corriere della Sera.it», con il titolo “La partita (già) vinta del team Insuperabili”. Viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@insuperabili.eu.

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