Giovanni Nigro, una vita contro le distrofie muscolari

«È stato un pioniere nel costruire quell’alleanza medico-paziente che vede il mondo medico-scientifico mettersi a disposizione di quello sociale, delle persone, senza separazioni, senza distanze. Ed è anche riuscito a trasmettere quel modello di presa in carico che oggi è per noi importantissimo, dove la persona è al centro e i problemi di natura sociale e sanitaria vanno gestiti insieme». Così Marco Rasconi, presidente della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), ricorda Giovanni Negro, medico e tra i padri fondatori di tale Associazione, scomparso la notte scorsa

Giovanni Nigro e Federico Milcovich

Una foto dei primi Anni Ottanta del professor Nigro (a sinistra), insieme al fondatore della UILDM Federico Milcovich

Il professor Giovanni Nigro – scomparso nella notte scorsa – ha conosciuto la UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), «per caso, leggendo un trafiletto di giornale che annunciava un meeting a Trieste, organizzato da pazienti con malattie muscolari e operatori nel campo. Era il 1961 – raccontava egli stesso qualche tempo fa – e il primo impatto fu disastroso, in quanto nessuno aveva nozione delle malattie muscolari, né di quanto fosse necessario fare per migliorare le conoscenze e tentare una terapia. Rimasi tuttavia affascinato dal carisma di un uomo robusto, tenace e volitivo, che presiedeva il congresso: era Federico Milcovich, che già allora aveva intuito come solo associando ricerca, assistenza clinica e assistenza sociale, partendo dalle basi comuni, si potesse raggiungere un risultato. Su queste basi venne fondata la UILDM, con Milcovich che la guidò da segretario per più di cinque lustri».

Per Marco Rasconi, attuale presidente nazionale della UILDM, «il professor Nigro è stato una persona straordinaria, che oltre sessant’anni fa ha intrapreso un cammino che ancora oggi molti non riescono a capire, che va addirittura oltre il concetto di inclusione. Egli infatti è stato uno dei pionieri nella costruzione di quell’alleanza medico-paziente, ovvero quando il mondo medico-scientifico si mette a disposizione di quello sociale, delle persone, senza separazioni, senza distanze. Oltre a crearlo e a costruirlo, è riuscito anche a trasmettere quel modello di presa in carico che oggi è per noi importantissimo, dove la persona è al centro e i problemi che deve affrontare, di natura sociale e sanitaria, vanno gestiti insieme, come anche le loro soluzioni».

Padre fondatore della UILDM, nel 1967 Nigro ne fondò anche la Sezione di Arzano (Napoli) – al quale la stessa è stata intitolata in occasione dei quarant’anni dalla fondazione – e il primo Centro di Riabilitazione per le Malattie Muscolari in Campania. Dal 1968 fu Consigliere Nazionale dell’Associazione, diventandone anche Presidente Nazionale dal 1979 al 1986. Successivamente ha ricoperto anche il ruolo di presidente della Commissione Medico-Scientifica UILDM e ancora quello di Consigliere Nazionale.
«Il professor Nigro – dichiara Alberto Fontana, segretario nazionale della UILDM – è stato un vero punto di riferimento per la nostra Associazione e anche per me, un esempio importante con la sua determinazione, la sua grande intelligenza e la sua visione. Mi piace portare con me la sua immagine mentre viaggia per le Regioni del Sud, per visitare i miodistrofici, come li chiamava sempre lui. Si tratta di un momento di grande sofferenza, che allo stesso tempo ci offre l’opportunità per ricordare un grande Uomo per la UILDM e un grande Uomo per il Paese, che è stato in grado di essere Uno di noi e che non ha mai cercato rispetto al proprio essere medico una possibilità di guardarci in modo diverso dall’essere Uomo».

Due storie, due vite, quella di Giovanni Nigro e della UILDM, inscindibili e imprescindibili l’una dall’altra, come fanno capire anche le parole di Luigi Querini, vicepresidente nazionale dell’Associazione. «Con il professor Nigro – dice – se ne va un altro pezzo di storia importante della nostra Associazione. La passione dimostrata in tanti anni nei confronti della UILDM, la sua grande professionalità arricchita da uno straordinario senso di umanità nei confronti della nostra comunità, lo hanno sempre contraddistinto. Sono onorato di essere riuscito, nel 2016, a consegnargli il Premio Fedeltà Federico Milcovich e a dargli il modo di trasmettere a tutta l’Associazione il suo ultimo messaggio di speranza e di incoraggiamento».

«Oggi per me e per la storia della UILDM di Napoli – conclude Salvatore Leonardo, presidente della UILDM di Arzano – è il giorno più triste, a causa della perdita di colui che ha iniziato questo grande cammino. È indescrivibile, per me personalmente, il dolore per la scomparsa di una persona che è stata per me un secondo padre, una guida, un Uomo che ha dato e mi ha dato tanto. Ci hanno unito un affetto e un legame che resteranno per sempre. Grazie Professore, per avere dedicato tutta la vita alla lotta contro le distrofie muscolari. A suo nome e con il rispetto di sempre, continueremo a portare avanti il progetto di aggregazione e unione chiamato “UILDM Giovanni Nigro”». (C.N.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: uildmcomunicazione@uildm.it (Crizia Narduzzo).

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