Altri ragazzi sordi che leggono e si raccontano

Partirà il 3 novembre la nuova stagione di “Hey ti voglio raccontare… Laboratorio di storytelling per ragazzi sordi”, ciclo di incontri con giovani sordi, promosso a Torino dall’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare), insieme alla Fondazione Akusia, iniziativa che lo scorso anno ha ottenuto ottimi risultati. Essa punta a rafforzare la fantasia e le capacità creative ed espressive dei giovani sordi, a partire dalle loro potenzialità e dalle inclinazioni personali, sottolineando l’importanza che la lettura e la capacità di raccontare storie hanno nella vita e nello sviluppo

Immagine utilizzata per la locandina della nuova stagione di "Hey ti voglio raccontare...", progetto dell'APIC

L’immagine utilizzata per la locandina della nuova stagione di “Hey ti voglio raccontare…”

«Rafforzare la fantasia e le capacità creative ed espressive dei giovani sordi, a partire dalle loro potenzialità, e le loro inclinazioni personali, sottolineando l’importanza che la lettura e la capacità di raccontare storie hanno nella vita e nello sviluppo»: era per questo che l’APIC di Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare) aveva voluto l’iniziativa Hey ti voglio raccontare… Laboratorio di storytelling per ragazzi sordi, svolta in orario extrascolastico e dedicata appunto al racconto, tramite diversi strumenti narrativi (fumetto, storia, fotoromanzo), per stimolare nei giovani sordi il piacere di leggere e di raccontare (e raccontarsi), in un ambiente diverso da quello familiare e scolastico. Il tutto attraverso lavori e discussioni di gruppo, giochi interattivi e attività teatrali, nonché tramite l’utilizzo di materiali realizzati dagli stessi partecipanti insieme agli operatori.
Il progetto – seguito puntualmente anche dal nostro giornale – aveva ottenuto ottimi risultati, arrivando tra l’altro dopo un precedente positivo laboratorio esperienziale, promosso sempre dall’APIC, e incentrato in quel caso sulle fiabe.

È dunque con particolare piacere che segnaliamo la nuova stagione di Hey ti voglio raccontare…, che ancora una volta vedrà a fianco dell’APIC – oltre al Servizio Passepartout del Comune di Torino – la Fondazione Akusia, che sensibilizza l’opinione pubblica sulle problematiche relative alle patologie limitative delle capacità comunicative di qualsiasi genere.
Il laboratorio, lo ricordiamo, è completamente gratuito, grazie al finanziamento dell’APIC, e si rivolge a un massimo di quindici ragazze/i con disabilità uditiva delle scuole medie e delle superiori.
Gli incontri – tenuti da tre psicologi con qualifica di assistente alla comunicazione – si svolgeranno di venerdì (sempre dalle 17 alle 18.30), a partire dal 3 novembre e fino al 20 aprile 2018, presso la Sala Colorandia del Servizio Passepartout del Comune di Torino (Corso Unione Sovietica, 220/d, Torino).

«Questa nuova stagione di Hey ti voglio raccontare… – spiegano i promotori – si focalizzerà sul racconto di sé e affronterà le tematiche rilevanti per lo sviluppo emotivo e relazionale dei ragazzi partecipanti, attraverso diversi canali espressivi e modalità narrative che risultino accattivanti. Ciò per promuovere la capacità narrativa, scoprire il piacere della lettura, stimolare l’espressività, la fantasia e il pensiero critico, supportare la socializzazione con i pari età. In tal senso, i partecipanti verranno coinvolti in vari lavori di gruppo: attività espressive, discussioni critiche, letture in cerchio, produzione di storie, momenti di teatro, role-play* e altre attività inerenti le tematiche portate dai ragazzi. Tutto il materiale prodotto verrà donato ai partecipanti al termine del laboratorio». (S.B.)

*Il “role-play” è un particolare tipo di esercitazione che richiede ai partecipanti di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di “attori”, di rappresentare cioè alcuni ruoli in interazione tra loro, mentre altri partecipanti fungono da “osservatori” dei contenuti e dei processi che la rappresentazione manifesta.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: laboratoriofiabeapic@gmail.com (Daniele Del Priore).

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