Una donna sorda che fa onore all’Italia

Umbria di nascita e trentina di adozione, Vanessa Migliosi, quarantacinquenne donna sorda, ha ricoperto alte cariche nelle organizzazioni dello sport praticato da persone sorde, distinguendosi anche per i suoi studi biologico-molecolari sulla sordità, oltre a impegnarsi ad alto livello nel mondo del volontariato. «Come sarebbe stato lieto e orgoglioso Francesco Rubino – scrive Marco Luè -, al quale Milano ha intestato la “Via Francesco Rubino, ideatore dello Sport per non udenti”, se avesse oggi conosciuto questa signora sorda, tanto acculturata e determinata socialmente»

Vanessa Migliosi

Vanessa Migliosi

La mia competenza degli avvenimenti sportivi internazionali “deaf” [sordi, N.d.R.] temo che si sia fermata all’anno 1993, quando dopo i diciassettesimi World Games for the Deaf, disputati quell’anno a Sofia, in Bulgaria, non fui più membro del CISS (Comité International Sport des Sourds), oggi denominato ICSD (International Committee of Sports of the Deaf), e mancando le comunicazioni scritte del «Bulletin» che redigeva mensilmente in lingua inglese il segretario generale dello stesso, Knud Søndergaard, non sono più stato in grado di tenermi aggiornato sugli eventi succedutisi dopo quell’anno, poiché le informazioni poi date solo parzialmente a livello informatico dalla nuova FSSI (Federazione Sport Sordi Italia), bisogna andarle a scovare sul web.
Forse per questo, dunque, non mi era ancora accaduto di leggere né di sapere in qualche modo che la nostra giovane connazionale sorda Vanessa Migliosi era stata eletta nel Direttivo dell’ICSD, al Congresso di Taipei del 2009, in Taiwan, prima italiana nominata a quell’importante carica, ed erede al femminile di grandi dirigenti sportivi del passato, come Francesco Rubino e Furio Bonora, ma anche di Marzio Zanatta, questi mio coetaneo, scomparso prematuramente, che era stato premiato dal CISS nel 1993 per il suo encomiabile impegno e competenza di Technical Delegate del Football, il calcio, carica che aveva occupato dal 1981.

Se però sui tre miei Amici summenzionati ci sono tante pagine di Storia dei Sordi a ricordarli e a farli conoscere ai contemporanei e ai posteri, così non è per Vanessa Migliosi, nata sorda a Spoleto (Perugia) nel 1972, con la famiglia che si è poi trasferita a Trento, dove lei ha iniziato e completato gli studi, dall’asilo al liceo scientifico in scuole normali, senza interprete e aiuti particolari, iscrivendosi poi all’Università e laureandosi in Biologia a Parma nel 1996, con 110 e lode e una tesi tutta da decifrare per chi non ha competenza specifica: Analisi della variabilità mitocondriale dei Salmonidi italiani.
Che a realizzare quell’esplosione di cultura sia stata una giovane con deficit uditivo simile al mio, mi convince che davvero “tutto si può, se si vuole”, ma tale volontà deve essere determinante, poiché Vanessa, pur non udente, ha pure imparato a menadito, oltre all’italiano, anche le lingue inglese e spagnola, comprese quelle in segni.

La storia di Vanessa Migliosi ha attratto anche l’interesse del CNR di Roma (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per cui Benedetta Marziale e Virginia Volterra parlano di lei nel volume Lingua dei Segni, Società, Diritti (Carocci, 2016) [se ne legga anche in «Superando.it», N.d.R.]», dove autori sordi e udenti affrontano aspetti diversi e complementari, quali la ricerca linguistica (Virginia Volterra), le neuroscienze (Francesco Pavani), il modello bilingue (Valentina Foa, Gabriele Gianfreda, Barbara Pennacchi), la costruzione sociale della sordità (Sara Trovato), i diritti umani e le minoranze linguistiche (Benedetta Marziale) e appunto l’autodeterminazione (Vanessa Migliosi). Volume che non mi lascio certo scappare.

Quando Vanessa Migliosi si è interessata di sport, è stata subito notata e poi eletta vicepresidente dell’FSSI. Erano gli anni “caldi”, fra il 2002 e il 2003, con il presidente nazionale Renzo Corti che si era dovuto dimettere dalla Federazione e il CONI che nel frattempo era intervenuto, nominando come commissario un proprio consulente, Sergio Melai.
Sono occorsi due anni di intensi dibattiti fra ENS (Ente Nazionale Sordi) e FSSI per evitare la frattura della Federazione Sportiva dei Sordi, ed è proprio in quel frangente che Vanessa si è “messa in gioco”, o meglio è stata spinta a candidarsi nel Direttivo Nazionale della Federazione stessa, rimanendo in carica, nel ruolo di vicepresidente, fino al 2009, quando si è presentata candidata al Direttivo dell’ICSD ed è stata eletta a suffragio universale – come detto inizialmente – durante il Congresso di Taipei, insieme al presidente Craig Crowley (Gran Bretagna), al vicepresidente dello Sport Mondiale dei Sordi Josef Willmerdinger (Germania), e al vicepresidente dello Sport della Gioventù David Lanesman (Israele).
Ha ricoperto quella carica per quattro anni, ma a Sofia nel 2013 non si è ripresentata, essendo troppo impegnata professionalmente e socialmente su altre questioni.

Dopo la laurea, Migliosi ha fatto ricerche scientifiche per sei mesi a Tampere, in Finlandia, poi altri tre mesi in Giappone, e un intero anno in Spagna, fruendo di borse di studio per ricerche mirate di tipo biologico-molecolare sulla sordità, lavorando alle ricerche pure all’Università di Verona, al Centro di Ecologia Alpina e al Centro Mendel di Roma.
Intensa è stata pure l’attività didattica della giovane Vanessa, che ha presentato alcune approfondite relazioni a diversi convegni in Italia: Il bambino sordo; situazione e prospettive; La sordità si può sconfiggere; I fattori ereditari e le nuove scoperte della genetic; Sordità: ultime scoperte della genetica, mentre all’estero ha tenuto altri seminari: Ultima aportaciones de la genetica a la sordera,  in tre città spagnole, e GenDeaf project and last discoveries of genetic hearing loss, in inglese, a un Congresso Mondiale a Helsinki, in Finlandia, rimarcando che questa è una nuova iniziativa europea per accrescere la consapevolezza sulle cause della sordità ereditaria e delle sindromi associate, come la stessa Migliosi aveva approfondito, con un ampio articolo sul periodico «Parole e Segni» (n. 6/7 del 2003).
Vanessa ha collaborato a diversi progetti, mentre per aggiornarsi ha partecipato a Master e Congressi, senza trascurare le attività di volontariato, prima come membro della Commissione Giovani dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, poi come segretaria dell’IFHOHYP (International Federation of Hard of Hearing Young People), di cui è stata pure presidente, mentre un ruolo essenziale, in campo sportivo, lo ebbe nel momento più caotico e delicato, quando fra il 2003 e il 2005 riuscì a salvare la gloriosa Federazione Sport Silenziosi d’Italia (FSSI) addirittura dall’estinzione, causata da una gestione maldestra, costituendo il CSSI (Centro Sportivo Sordi Italiani), poi confluito come Federazione Sport Sordi Italia, conservando quindi il vecchio e glorioso marchio FSSI, e ponendosi accanto al CIP (Comitato Italiano Paralimpico), ma con ruolo proprio e distinto.

Chissà come sarebbe stato lieto e orgoglioso Francesco Rubino, al quale il Comune di Milano ha intestato nel 2002 una via (“Via Francesco Rubino, ideatore dello Sport per non udenti”), se avesse oggi conosciuto questa giovane signora sorda, tanto acculturata e determinata socialmente, che dopo avere fatto rinascere lo Sport Silenzioso italiano, oggi è pure impegnata, accanto all’ENS, a fare approvare anche dalla Camera la Proposta di Legge che «fermo restando l’insegnamento della lingua italiana parlata e scritta, riconosce, promuove e tutela la Lingua dei Segni Italiana».

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