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Toscana e Vita Indipendente: fondi invariati da cinque anni

Foto in bianco e nero di uomo in carrozzina che incrocia altre persone non disabiliCome si legge nel sito di Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, Peccioli (Pisa), «sono sostanzialmente tre le aree di intervento finanziate attraverso il Fondo Regionale per la Non Autosufficienza approvato dalla Giunta Regionale Toscana con la Delibera n. 1369 del 4 dicembre scorso, per uno stanziamento di 265.878.675 euro così ripartiti: 54.878.675 destinati a garantire l’estensione dei servizi domiciliari alla popolazione in condizioni di disabilità e di non autosufficienza di età superiore ai 65 anni, e almeno il 7% per il sostegno al sistema integrato a favore delle persone non autosufficienti di età inferiore ai 65; 9 milioni per la continuità dei progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità; 202 milioni assegnati alle ASL per coprire le quote sanitarie nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite) e nei Centri Diurni».

Alcune osservaizoni critiche su tale provvedimento arrivano da Simona Lancioni, responsabile di Informare un’h, che dichiara: «Se è positivo e apprezzabile che la Regione Toscana garantisca continuità ai progetti di Vita Indipendente delle persone con grave disabilità in essere, notiamo con sconcerto che la somma di 9 milioni di euro destinata a tale scopo è rimasta invariata da cinque annualità (2014-2018), impedendo di fatto l’accesso di nuovi utenti alla prestazione (salvo il subentro in caso di decesso/rinuncia o trasferimento ad altra Regione di qualcuno dei beneficiari)».
«Sono diversi anni – sottolinea ancora Lancioni – che segnaliamo questa criticità, ma questa viene sistematicamente ignorata. La segnaliamo per l’ennesima volta, perché crediamo che la continuità assistenziale vada salvaguardata al pari della possibilità per le persone con disabilità nelle stesse condizioni di accedere alle stesse prestazioni, e l’unico modo per garantire entrambe le istanze è aumentare il fondo per la Vita Indipendente (intesa come assistenza personale autogestita). Infatti, per garantire l’accesso ai servizi essenziali – tali sono i progetti per la Vita Indipendente – in condizioni di uguaglianza a chiunque possieda i requisiti per accedervi, non sempre basta non tagliare i fondi, talvolta (ed è questo il caso) occorrerebbe incrementarli!». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@informareunh.it.