Se un piccolo borgo, tra i più belli d’Italia, diventa esempio di accessibilità

Il Comune di Monteverde – piccolo centro in provincia di Avellino, al confine tra Irpinia e Puglia – ha lanciato qualche tempo fa un progetto volto all’accessibilità, che sta ora attuando, grazie a un finanziamento europeo, in collaborazione con varie Associazioni. Tra queste vi è anche l’UICI, i cui tecnici hanno concordato alcuni interventi che renderanno pienamente accessibili i vari percorsi alle persone con disabilità visiva. Si tratta di un bell’esempio per tutto il nostro Paese, proveniente da quello che nel 2013 è stato annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”

Monteverde (Avellino)

Un’immagine di Monteverde, piccolo Comune tra Irpinia e Puglia, in provincia di Avellino

Monteverde, noto anche come “Il nido della cicogna nera”, è un piccolo Comune in provincia di Avellino, al confine tra Irpinia e Puglia, che dal 2013 è annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”. In epoca di dominazione longobarda, venne convertito in una fortezza invalicabile, talché dalle torri del suo castello si poteva controllare l’intero territorio, con uno sguardo su ben tre Regioni (Basilicata, Campania e Puglia).

Nel 2016, l’Amministrazione Comunale di Monteverde ha voluto lanciare una propria sfida con il Progetto Un paese accessibile, avvalendosi della collaborazione di varie Associazioni, tra le quali anche l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti). Per questo si è rivolta alla Commissione Nazionale Ausili, Nuove Tecnologie e Accessibilità della stessa UICI, che ha inviato i propri componenti Giuseppe Fornaro e Nunziante Esposito a studiare i percorsi da rendere accessibili, gettando in tal modo le basi per una realizzazione che dovrà essere completata entro la fine di questo 2018.
«I tre percorsi – spiega Fornaro, che è anche componente del Gruppo di Lavoro OSI (Osservatorio Siti Internet) dell’UICI e consigliere dell’UICI di Napoli – ovvero quello naturalistico, quello storico e quello religioso, verranno resi accessibili alle persone con disabilità visiva grazie alla creazione di percorsi tattilo-plantari LOGES, che costituiranno parte integrante della pavimentazione per ben quattro chilometri. Mediante poi un impianto tecnico-informatico basato sulla rete cablata, le persone potranno connettersi ad una App ed essere aiutate nei percorsi, tramite un’audiodescrizione dei punti di interesse, oltre ad essere coadiuvate durante il tragitto per mezzo di un assistente vocale che ne riconoscerà la posizione».

Il progetto avviato a Monteverde, va detto, è stato reso possibile vincendo un bando della Comunità Europea che ha portato a uno stanziamento di circa 4 milioni di euro. «L’esperienza di questo antico borgo – commenta Fornaro – dovrebbe costituire un esempio per il nostro Paese ed essere replicata in tutte le Regioni d’Italia, affinché il concetto di “inclusione” possa diventare realmente un fatto concreto». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fornarog@uiciechi.it o fornarog@uicinapoli.it.

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