È ormai avviato il percorso contro la segregazione delle persone con disabilità

Il progetto di ricerca pluriennale avviato sin dal 2014 dalla FRA, l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali, per attuare concretamente la deistituzionalizzazione delle persone con disabilità e il processo di transizione dalle cure istituzionali ai servizi basati sulla comunità, punta in questi giorni i propri riflettori sull’Italia, con due workshop che si terranno a Roma, ove valutare i progressi raggiunti dal nostro Paese, nel salvaguardare il diritto alla vita indipendente

Giovane con disabilità in carrozzina, sul tetto di un palazzo, con le braccia aperteL’interesse per il tema della segregazione delle persone con disabilità e della loro ormai indispensabile deistituzionalizzaizone a tutti i livelli non sta crescendo solo in Italia, come abbiamo a lungo riferito proprio ieri, soffermandoci sulle iniziative in corso da parte del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, a recepimento delle costanti pressioni provenienti dal mondo della disabilità e in particolare dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Già da qualche anno, infatti, la questione è diventata a tutti gli effetti europea, pensando innanzitutto al progetto di ricerca pluriennale avviato sin dal 2014 dalla FRA, l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali.
Tale azione si basa sulla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e in particolare sul 19° articolo della stessa (Vita indipendente ed inclusione nella società), ritenendo come elementi essenziali per attuarlo concretamente, la deistituzionalizzazione e il processo di transizione dalle cure istituzionali ai servizi basati sulla comunità.
La FRA ha definito quindi tre attività strettamente correlate tra loro, che vengono elencate così dall’Agenzia: «Una mappatura dei servizi per persone con disabilità di tipo istituzionale e di quelli basati sulla comunità nei 28 Paesi Membri dell’Unione Europea. Lo sviluppo e l’applicazione di indicatori sui diritti umani, per valutare il progresso raggiunto nel salvaguardare il diritto alla vita indipendente. Una ricerca sul campo in cinque Paesi Membri dell’Unione Europea (Bulgaria, Finlandia, Irlanda, Italia e Slovacchia), per meglio comprendere i fattori decisivi e le barriere al processo di deistituzionalizzazione».

In questi giorni tale importante programma punta i propri riflettori proprio sull’Italia, con due workshop previsti per oggi, lunedì 12, e domani, 13 febbraio, a Roma, il primo dei quali concentrerà l’attenzione sulla terza di quelle attività, ovvero la ricerca sul campo condotta negli ultimi due anni nel nostro Paese, con l’obiettivo di permettere ai vari attori coinvolti nel processo di deistituzionalizzazione di condividere le loro conoscenze, esperienze e percezioni su quali fattori contribuiscano al processo e quali invece lo ostacolino.
Vi interverranno circa venticinque persone, molte delle quali hanno direttamente contribuito alla stessa ricerca sul campo. Tra esse, decisori politici nazionali e locali, fornitori di servizi, rappresentanti del mondo accademico, organizzazioni della società civile e persone con disabilità.

Il workshop di domani, 13 febbraio, invece (Impegni, finanziamenti e risultati relativi alla de istituzionalizzazione: dove siamo e che cosa resta da fare?), guarderà alla seconda attività del progetto, come viene spiegato dai promotori: «Questo incontro si concentrerà sullo sviluppo e l’applicazione di indicatori sui diritti umani. Sulla base, quindi, delle discussioni circa gli impegni, i finanziamenti e i risultati relativi alla deistituzionalizzazione, l’incontro stesso permetterà ai partecipanti di discutere sul progresso del processo di deistituzionalizzazione in Italia e su che cosa resta da fare. I lavori partiranno dai risultati e dalle raccomandazioni incluse nelle relazioni su piani e iniziative rivolti alla deistituzionalizzazione, sui finanziamenti e sul loro impatto sulle persone con disabilità, pubblicati dall’Agenzia FRA nell’ottobre dello scorso anno. A tal proposito, verrà richiesto ai partecipanti di riflettere sui risultati presentati in quelle relazioni e di discutere su come superare alcuni degli ostacoli, allo scopo di rendere la deistituzionalizzazione una realtà concreta in Italia. In più, la giornata sarà anche l’occasione per discutere su come le raccomandazioni della FRA possano essere implementate nel contesto dell’Italia».
Qui i partecipanti saranno tra i trenta e i quaranta, decisori politici nazionali e locali, fornitori di servizi, enti nazionali per i diritti umani, esponenti di organizzazioni della società civile, persone con disabilità e rappresentanti del mondo accademico. (S.B.)

A questo link è disponibile il programma completo dei due workshop in programma per il 12 e 13 febbraio a Roma, a cura della FRA, Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali.

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