Il Comune di Roma non può sottrarsi a quelle assunzioni

«Persone con disabilità costrette a fare ricorso contro il Comune di Roma, per vedere riconosciuto un diritto sacrosanto, il lavoro, dopo avere superato un concorso pubblico ormai da cinque anni»: a denunciarlo è il Comitato che rappresenta le centinaia di persone risultate da anni idonee a un Concorso di Roma Capitale, riservato appunto alle persone con disabilità, ai sensi della Legge 68/99. Nel ricorso presentato al Tribunale di Roma si ravvisano gli estremi della discriminazione indiretta, essendo di fatto impedito alle persone con disabilità l’accesso al mondo del lavoro

Donna in carrozzina di spalle davanti a una scala

Oggi è proprio l’esclusione dal mondo del lavoro uno dei più pesanti elementi di discriminazione delle persone con disabilità, delle quali solo una su cinque risulta occupata

«Questa storia ha dell’incredibile: persone con disabilità dimenticate e ignorate da chi avrebbe dovuto e potuto fare qualcosa di concreto, costrette a fare ricorso contro il Comune di Roma per vedere riconosciuto un diritto sacrosanto, il lavoro, dopo che hanno superato un concorso pubblico ormai da cinque anni. Le Istituzioni sono state interpellate tutte, ma le nostre istanze, volte anche ad arginare la grave situazione di sottorganico di Roma Capitale, sono state ignorate».
A dichiararlo in una nota è Silvia Agostinetto, portavoce del Comitato che rappresenta le centinaia di persone con disabilità risultate da anni idonee a un Concorso di Roma Capitale per Istruttore URP-Redattore pagine web, riservato appunto alle persone con disabilità, ai sensi della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).
«Lo abbiamo ribadito a tutti – aggiunge Agostinetto -, siamo scesi anche in piazza a manifestare, perché Roma Capitale è sottorganico di 263 unità totali per persone con disabilità, ma abbiamo ottenuto solo un silenzio assordante. È dunque questa la motivazione che ci ha indotto a fine dicembre a rivolgerci all’avvocato Fernando Gallone, che sta curando il deposito di un ricorso innanzi al Tribunale di Roma, contro Roma Capitale, per mancato rispetto delle assunzioni obbligatorie di persone con disabilità».

A quanto pare, quindi, non sono solo le aziende private ad eludere la chiara normativa in materia di assunzioni di persone con disabilità, ma anche le Amministrazioni Pubbliche e tra queste, come viene sottolineato dal Comitato, «spicca in questo caso Roma Capitale che in barba alle indicazioni di legge – ricorda ancora la Portavoce – da parecchi anni non copre le scoperture di assunzioni di disabili, che attualmente risultano pari a 263 unità, un dato fornito proprio dai piani assunzionali del Comune stesso. Un numero elevato, irrispettoso della dignità dei lavoratori più deboli, quelli a cui un’Amministrazione illuminata dovrebbe porre maggiore attenzione, ma che in questo caso risultano abbandonati a se stessi, in totale noncuranza dell’articolo 3 della Legge 68/99, che prevede di dover assumere una quota di disabili pari al 7% della forza lavoro».

«Roma Capitale – commenta l’avvocato Gallone – non ha alcuna giustificazione. Le assunzioni dei disabili nella quota d’obbligo, infatti, sono del tutto sottratte alla discrezionalità dell’Amministrazione, non incontrano il limite del blocco del turn over, poiché sono espressamente esonerate dalla legge e non possono neppure essere impedite nel caso in cui l’Ente Locale sfori il cosiddetto “patto di stabilità”. In altre parole, Roma Capitale non poteva in alcun modo sottrarsi a queste assunzioni, eppure da anni lo fa».
I ricorrenti, pertanto, hanno lamentato, nei confronti del Tribunale di Roma, come il comportamento dell’Amministrazione Capitolina integri gli estremi della discriminazione indiretta, impedendo di fatto alle persone con disabilità l’accesso al mondo del lavoro. (S.B.)

È disponibile a questo link il testo integrale della nota diffusa dal Comitato Idonei al Concorso di Roma Capitale per Istruttore URP-Redattore pagine web. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Simonetta D’Onofrio (ufficio stampa@simonettadonofrio.it).

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