Mai più si parli di Vita Indipendente (né di altro) in un luogo inaccessibile!

«Ad un cittadino con disabilità è stata negata la possibilità di accedere a un edificio pubblico e al presidente di un’Associazione di tutela delle persone con disabilità è stata negata la possibilità di concorrere ad una riunione sul tema del diritto ad una Vita Indipendente»: questa la denuncia del Coordinamento Para-Tetraplegici del Piemonte, riferita a un incontro sulla Vita Indipendente delle persone con disabilità, convocato dalla Regione Piemonte, cui appunto il Presidente del Coordinamento stesso non ha potuto partecipare, a causa dell’inaccessibilità della sede prescelta

Disegno di omino che segna lo stop«Ad un cittadino è stata negata la possibilità di accedere ad un edificio pubblico; ad una persona con disabilità non è stato possibile accedere ad un edificio pubblico; al presidente di un’Associazione di tutela delle persone con disabilità è stata negata la possibilità di concorrere ad una riunione convocata sul tema del diritto ad una Vita Indipendente, che rientra tra gli interessi tutelati da tale Associazione».
Questi i fatti, così come vengono denunciati dal Coordinamento Para-Tetraplegici del Piemonte, aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), riguardanti un incontro sulla Vita Indipendente delle persone con disabilità, convocato il 14 febbraio scorso dalla Regione Piemonte, presso l’Assessorato Regionale alle Politiche Sociali, cui appunto Piergiuseppe De Vecchi, presidente del citato Coordinamento, non ha potuto partecipare, a causa dell’inaccessibilità della sede prescelta.

«Questo episodio – sottolinea lo stesso De Vecchi – non può essere annoverato fra i tanti incidenti inevitabili della quotidianità di una persona con disabilità e come tale essere passato sotto silenzio o dimenticato. In questa occasione, infatti, è nostra volontà alzare la voce, per rimarcare l’abisso di distrazione e svogliatezza che sta alla base di certi comportamenti».
«Come sostiene la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – prosegue il Presidente del Coordinamento – recepita dal Parlamento Italiano con la Legge 18/09, la perdurante esclusione dalla partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità non va addebitata a una qualche menomazione, ma alle decisioni e ai comportamenti che inibiscono di fatto l’espressione della persona al di là delle sue particolari limitazioni. Nella fattispecie della vicenda qui denunciata, non vogliamo cadere nella trappola per cui attraverso la ricerca puntuale del responsabile si individua, di fatto e soltanto, un capro espiatorio atto a distrarre dalle macroscopiche lacune del sistema. Già alcuni anni addietro, infatti, si verificò un episodio analogo, pressoché identico nei soggetti e nell’epilogo. E anche allora, come oggi, si trattava di condividere fra Associazioni e Assessorati la redazione partecipata di Linee Guida finalizzate all’adozione del modello della Vita Indipendente».

«Il nostro Coordinamento – conclude De Vecchi – ritiene che la reiterazione di simili comportamenti infici e vanifichi la dichiarata volontà, espressa dall’Istituzione regionale, di attuare la Convenzione ONU e per questo è da stigmatizzare. Dal canto nostro ribadiamo la volontà di continuare in ogni sforzo per condurre avanti le istanze del movimento di lotta delle persone con disabilità, ma nello stesso tempo non rinunciamo a denunciare le discriminazioni di cui esse sono ancora troppo spesso sono vittime. In particolare, esigiamo che le prossime riunioni si tengano in un luogo accessibile davvero a chiunque». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@cptorino.it.

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