La bellezza è un’esperienza da condividere con tutti

A dirlo è Serena Nocentini, che dirige il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (Firenze), commentando la piena operatività della struttura toscana, dopo la fase di progettazione e sperimentazione, nell’àmbito del Progetto “Museo per tutti. Accessibilità museale per persone con disabilità intellettiva”, lanciato nel 2015 dall’Associazione milanese L’abilità, in collaborazione con la Fondazione De Agostini. In tal senso sono già disponibili una guida di lettura facilitata e un percorso educativo permanente, rivolti appunto alle persone con disabilità intellettiva

Persone della Casa di Ventignano in visita al Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino

Alcune persone con disturbo dello spettro autistico del Centro Diurno Casa di Ventignano, durante la visita di sperimentazione del nuovo percorso accessibile alle persone con disabilità intellettiva, nel Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino

Sulle nostre pagine avevamo già segnalato come polo museale di eccellenza, sul versante dell’accessibilità e dell’inclusione sociale, il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (Firenze), che negli anni scorsi aveva visto il Comune della città toscana promuovere un progetto triennale, grazie a un investimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, volto a rendere e fruibile il suo patrimonio alle persone non vedenti e ipovedenti e ai malati di Alzheimer.
Da qualche settimana quel Museo è entrato a far parte a pieno regime di un percorso già ben avviato come quello del Progetto Museo per tutti. Accessibilità museale per persone con disabilità intellettiva, lanciato nel 2015 – come ampiamente riferito a suo tempo – dall’Associazione milanese L’abilità, in collaborazione con la Fondazione De Agostini.
«Grazie a tale iniziativa – aveva spiegato Anna Tipaldi, per conto dell’Associazione L’abilità – potremo costruire percorsi e strumenti specifici all’interno dei musei coinvolti, al fine di rendere il patrimonio culturale fruibile anche alle persone, sia bambini sia adulti, con disabilità intellettiva. Il tutto sviluppando linee guida e moduli operativi che potranno essere acquisiti all’interno della proposta educativa di altri musei. Al termine dell’intero percorso, inoltre, il progetto rientrerà in maniera permanente all’interno delle realtà museali che avranno aderito all’iniziativa, con la finalità di renderlo esportabile in qualsiasi altro luogo d’arte o di cultura».
«L’accessibilità a un museo – aggiunge oggi Carlo Riva, direttore de L’abilità e responsabile di Museo per tutti – non si misura solamente dalla presenza o meno di barriere architettoniche e sensoriali, ma anche dalla capacità di accogliere il pubblico con disabilità intellettiva.  In quest’ottica vogliamo cambiare il modo stesso di vivere il museo, consentendo a tutti i visitatori di godere della bellezza del patrimonio artistico. In tal senso, la valenza di Museo per tutti è duplice: consente all’arte di essere fruita dalle persone con disabilità intellettiva e consente alle persone con disabilità di godere di luoghi, di vivere esperienze da cui normalmente sono esclusi. L’obiettivo, in poche parole, è quello di “rendere visibile l’invisibile”».

Questa è stata dunque la strada su cui si è proceduto speditamente dal 2015, con l’adesione del Museo Archeologico San Lorenzo di Cremona, della Reggia di Venaria (Torino), della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e del Castello D’Albertis (Museo delle Culture del Mondo) di Genova, mentre prossimamente partiranno anche il Museo degli Innocenti di Firenze e il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. E naturalmente, come accennato all’inizio, ha aderito anche il Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, che dopo avere concluso la fase di progettazione, di formazione del personale e di sperimentazione, ha messo a disposizione una guida di lettura facilitata e un percorso educativo permanente, che aiuterà le persone con disabilità intellettiva a comprendere e a fruire degli affreschi dell’artista fiorentino.
«La guida – spiegano dal Museo – riporta in un linguaggio facilitato (Easy to Read) la spiegazione di alcune delle opere d’arte ospitate nelle nostre sale. Inoltre indica con frasi semplici e brevi come muoversi all’interno della struttura, come chiedere aiuto al personale e dà altre informazioni utili al visitatore. E ancora, sono stati realizzati materiali didattici ed educativi per facilitare la visita delle scolaresche in cui siano presenti alunni con disabilità. La guida è gratuita e può essere ritirata presso la biglietteria, oppure scaricata dal nuovo sito internet del museo, che sarà online dal prossimo mese di marzo, in modo tale da permettere ai visitatori e ai loro caregiver (genitori, insegnanti, accompagnatori) di familiarizzare con gli spazi del nostro Museo».

«Far parte del Progetto Museo per tutti – sottolinea Serena Nocentini, che dirige il Benozzo Gozzoli – configura a tutti gli effetti la nostra struttura come presidio culturale attivo all’interno della propria comunità, attento alle sue esigenze e in costante ascolto nei confronti di quelle di pubblici diversi, e nello specifico delle persone con disabilità intellettiva. Sono pertanto grata all’Amministrazione di Castelfiorentino da sempre sensibile a queste tematiche e all’Associazione L’abilità, che ha ideato questo progetto, formato le educatrici e realizzato gli efficaci materiali didattici che resteranno al Museo. Partecipare alle due giornate di sperimentazione del percorso con gli ospiti e con gli educatori della Casa di Ventignano, condotte con la consueta competenza e sensibilità da Alice Vignoli e Stefania Bertini, mi fa con più forza ribadire che la bellezza, in questo caso figurata nei maestosi Tabernacoli di Benozzo Gozzoli, non è un valore, bensì un’esperienza da condividere con tutti».
«Ho aderito con entusiasmo al progetto proposto dall’équipe del Museo Benozzo Gozzoli», conclude Cinzia Pieraccini, referente medico della citata Casa di Ventignano, Centro Diurno della Sanità Pubblica per persone con disturbo dello spettro autistico i cui ospiti hanno partecipato alle visite di sperimentazione del percorso. «Attraverso dei facilitatori anche molto semplici – aggiunge -, ma comprensibili per queste persone, con comunicazioni e indicazioni tramite le immagini, i nostri ragazzi hanno potuto entrare in contatto con le percezioni sensoriali ed emotive espresse dalle opere che stavano osservando ed esplorando. E i risultati sono stati inaspettati: vedere la partecipazione gioiosa e curiosa dei nostri ragazzi, che non è così scontata, inserisce a pieno titoplo l’esperienza al Museo tra i percorsi terapeutici e di integrazione sociale della Casa di Ventignano». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@hlstampa.com (Carolina Natoli).

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