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Il diritto alla vita indipendente sfida le politiche sociali

Disegno di omino in carrozzina che spezza le cateneSi chiama Disabilità… indipendente?, il seminario formativo che si terrà nella mattinata di domani, 9 marzo, a Villa di Breme Forno, polo del Campus Bicocca di Cinisello Balsamo (Milano), e a condurlo sarà Pietro Barbieri, già presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, attualmente coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità.
L’iniziativa è promossa dal L-inc (Laboratorio-inclusione sociale disabilità), progetto avviato lo scorso anno in Lombardia (se ne legga ampiamente anche nel box in calce), che si propone di rendere la persona con disabilità protagonista del proprio percorso di vita. La relativa sperimentazione coinvolge al momento diciannove persone con disabilità, per accompagnarle a intraprendere un percorso di vita indipendente, ma nel corso dei tre anni arriverà a coinvolgerne complessivamente sessanta.

«Con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – sottolinea Marco Faini, responsabile del Progetto L-inc – la vita indipendente e l’inclusione sociale divengono diritti di tutte le persone con disabilità. Un cambiamento che le politiche di welfare sociale non riescono, per il momento, a fare proprio. La “vita indipendente”, infatti, viene ancora descritta come una “tipologia di intervento” e non come una prospettiva a cui tutti i servizi e le misure devono tendere. Un concetto che ancora non equivale alla libertà di scegliere cosa fare della propria vita. È innanzitutto la combinazione dei due termini (“vita” e “indipendente”) che, rispetto agli stereotipi che condizionano la vita delle persone con disabilità, appare eversiva. Usare insieme queste due parole scardina l’idea che la persona con disabilità possa ambire a una vita propria, dove quel “propria” possa innanzitutto significare poter decidere, partecipare alle scelte, essere informati delle diverse opportunità. In altre parole: autodeterminazione. Tra le tante sfide che il movimento delle persone con disabilità ha avviato, quella sulla vita indipendente appare certamente quella più impegnativa e, per certi aspetti, più controversa».
L-inc, pertanto, vuole contribuire a cambiare rotta, basandosi soprattutto sull’ascolto dei desideri e delle aspettative delle persone con disabilità, su una valutazione multidimensionale che tenga conto della qualità di vita, su una progettazione personalizzata orientata all’inclusione sociale e su un’aggregazione delle risorse disponibili nell’ottica del “budget di salute”, oltreché sull’attivazione della comunità.

A introdurre l’incontro di Cinisello Balsamo e a moderare il dibattito sarà lo stesso Marco Faini. Sono previsti inoltre gli interventi di Gianfranca Duca, presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito di Cinisello Balsamo, Silvano Casazza, direttore socio sanitario dell’ATS (Agenzia di Tutela della Salute) della Città Metropolitana di Milano, Monica Pozzi, educatrice e Mirko Casiraghi, una delle persone con disabilità che hanno scelto di partecipare a L-inc. (S.B.)

Il seminario è gratuito e disponibile fino ad esaurimento posti, è però consigliabile la prenotazione scrivendo a info@laboratoriolinc.it, indirizzo al quale possono anche essere chieste ulteriori informazioni e approfondimenti. Sono stati richiesti i crediti CROAS per gli assistenti sociali ed è previsto il servizio di sottotitolazione.

L-inc (Laboratorio-inclusione sociale disabilità)
Questo progetto si propone di rendere la persona con disabilità protagonista del proprio percorso di vita. Per questo è pensato come un laboratorio che vuole sperimentare diverse attività e iniziative sul territorio di Bresso, Cinisello, Cormano e Cusano Milanino (Città Metropolitana di Milano), che mettono al centro la persona con disabilità.
L-inc nasce dal Progetto Inclusione sociale e disabilità: percorsi di sperimentazione del Budget di Salute, realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, nell’àmbito della terza edizione del Bando Welfare in azione e innovazione sociale. È promosso da ANFFAS Lombardia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, ente capofila), LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e IPIS-Insieme per il sociale, dalle Cooperative Sociali Arcipelago, Solaris e Il Torpedone, dall’Università di Milano (Dipartimento di Diritto Pubblico e Sovranazionale), dall’Università di Milano Bicocca (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale) e dall’UICI Lombardia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti).
Sono esattamente sessanta le persone alle quali L-inc si rivolgerà in tre anni. Agli inizi del mese di ottobre dello scorso anno si è svolto un incontro per presentare il progetto alle prime venti persone scelte e chiedere loro di farne parte.