A tutte le persone con disabilità visiva: non abbiate paura di mettervi in gioco!

«Mi rivolgo a coloro che non vogliono restare centralinisti, che è una mansione destinata a morire e a diventare obsoleta. A chi sente di avere volontà, capacità, in un’azienda che dia la possibilità di mettersi in gioco: sfruttate l’occasione e non restate nell’angolo. Inizialmente potrà sembrare dura, magari l’azienda non risponderà, ma continuate a lottare e non mollate!»: è questo l’appello di Alessandro, che racconta la sua positiva storia lavorativa e che facciamo nostro, con la speranza che venga ascoltato da tante persone con disabilità visiva e anche da numerose aziende

Cieco davanti al computer

Una persona con disabilità visiva al lavoro con il computer

Alessandro è stato assunto una ventina di anni fa, presso una grande azienda impegnata nel settore dell’energia, come centralinista con disabilità visiva; allora aveva un piccolo residuo visivo, migliore di quello che ha oggi. Pochi giorni fa, con un messaggio vocale in un gruppo WhatsApp, ha raccontato all’ADV [Associazione Disabili Visivi, N.d.R.] la sua positiva storia lavorativa; gli ho proposto di raccontarla anche ad un pubblico più vasto, affinché sia di stimolo tanto a ciechi e ipovedenti, quanto a datori di lavoro e aziende, che in questa esperienza possano trovare spunti utili e interessanti.

Come dunque sta accadendo in molte aziende negli ultimi anni, i centralini stanno via via scomparendo. «Quindi – chiediamo ad Alessandro – che ne è stato di voi che lavoravate al centralino?». «Dopo un paio d’anni senza alcuna attività – ci dice – come succede purtroppo a molti di noi, ad un certo punto io e un gruppo di colleghi, stanchi di non far nulla, ci siamo ribellati all’immobilismo dell’azienda: inizialmente abbiamo trovato un muro insormontabile, poi, senza comprendere né come né perché, questo muro è crollato».

E che cosa è successo?
«È successo che l’azienda si è accorta che noi eravamo perfettamente in grado di lavorare e ci ha dato l’opportunità di scegliere il settore in cui farlo, potendo scegliere tra il settore del credito, il punto informativo aperto al pubblico, la distribuzione, il parco auto e altro; così ognuno di noi ha scelto il proprio ramo e ha avuto la possibilità di seguire un adeguato corso di formazione».

E tu, dunque, che settore hai scelto?
«Ho scelto di lavorare per il punto informativo aperto al pubblico, uno sportello di primo contatto con il cliente. È stata una bella sfida, sono in forza dal 2009 e faccio il lavoro di altri miei colleghi vedenti. Mi occupo di pratiche di servizio: stipulare un contratto, gestire il cliente, verificare le bollette, fare le rateizzazioni, gli spostamenti di contatori, o rispondere a nuove richieste su gas e luce. Negli ultimi anni, poi, mi occupo anche di vendita di beni di efficienza energetica, come climatizzatori, lavatrici, asciugatrici, frigoriferi, caldaie, lampadine a led e chi più ne ha più ne metta!».

Come fai concretamente a gestire le pratiche, per esempio a leggere il cartaceo, a controllare le firme, i moduli da riempire e tutto ciò che può esserti richiesto?
«Basta organizzarsi con calma e determinazione: il cliente si presenta alla mia scrivania, mi sottopone il problema e io lo informo che non vedo e che ho bisogno di alcune informazioni che lui può dettarmi e io appuntarmi al computer.
Poi, nelle ore pomeridiane in cui non siamo aperti al pubblico, studio il caso e avvio le pratiche per risolvere la richiesta. Controllo le informazioni tramite i nostri software applicativi, quindi ricontatto il cliente e, se necessario, prendiamo appuntamento per chiudere la pratica insieme. Ove possibile, però, cerco di fare tutto in via telematica, compreso mandargli il modulo via e-mail e riceverlo debitamente compilato e firmato.
In ogni caso, se dovesse esserci qualche esigenza immediata, sono contornato di colleghi disponibili a darmi una mano, e comunque tutte le pratiche sono controllate e revisionate dal nostro ufficio protocollo che mi ricontatterebbe in caso di eventuali inesattezze».

Quindi per il tuo lavoro è fondamentale l’utilizzo della tecnologia?
«Certamente. Cerco di sfruttare al massimo quel piccolissimo residuo visivo che mi rimane e che mi permette di gestirmi, sebbene con molta difficoltà, utilizzando il software di ingrandimento ZOOMTEXT; negli ultimi anni, però, la mia vista è peggiorata e pertanto per l’80% della giornata utilizzo gli screen reader [applicazione che interpreta un testo tramite un sistema di sintesi vocale o di display Braille, N.d.R.] JAWS o NVDA, che l’azienda mi ha comunque fornito. C’è anche una nuova app per smarthphone che utilizzo molto per la scansione e la lettura di testi cartacei (e non solo). Si chiama SEEING AI di Microsoft, la uso tantissimo e la consiglio vivamente!».

Ma che mi dici dell’accessibilità dei vostri applicativi?
«Ah, questa la voglio proprio raccontare! Abbiamo spontaneamente costituito all’interno dell’azienda un gruppo di esperti di accessibilità e testiamo gli applicativi aziendali e i prodotti online, i nostri siti web e le applicazioni mobili. I risultati sono ottimi, siamo riusciti a far modificare alcune applicazioni per renderle accessibili anche dai dispositivi mobili che i ciechi usano attivando il sistema di vocalizzazione».

Ma questo io lo sostengo da tempo, e la vostra realtà è fantastica! Se infatti ogni azienda utilizzasse le proprie risorse interne, ovvero le persone con disabilità visiva per i test di accessibilità relativi ai prodotti per non vedenti, avremmo molti più siti web e applicazioni accessibili direttamente al momento della diffusione pubblica e inoltre, cosa fondamentale, a costo zero! Tornando comunque al tuo lavoro, cosa puoi dirci sul rapporto con la clientela?
«È veramente gratificante, ho sempre la fila alla mia scrivania, non so perché tante persone preferiscano venire da me, anziché dai miei colleghi vedenti. Forse perché mi vedono districarmi meglio con i nuovi programmi, dato che cerco di tenermi aggiornato informandomi sui siti web dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico».

E con l’azienda e con i colleghi cosa è cambiato?
«Devo dire che per me è stato un salto di qualità, sia personale che lavorativo ed economico. Mi sento realizzato sul posto di lavoro, ho tante gratificazioni e da persone diverse, sia clienti che colleghi e capi che sono fieri di me e mi hanno chiesto di partecipare a convention aziendali in cui racconto la mia esperienza. Inoltre, cosa non da poco, ho avuto un miglioramento nell’inquadramento del livello professionale, con conseguente aumento di stipendio, e sono previsti ulteriori scatti di livello».

In conclusione, hai un messaggio che vuoi mandare ai Lettori?
«Mi rivolgo a coloro che non vogliono restare centralinisti, che è una mansione destinata a morire e a diventare obsoleta. A chi sente di avere volontà, capacità, in un’azienda che dia la possibilità di mettersi in gioco: sfruttate l’occasione e non restate nell’angolo, datevi da fare e lottate… Se avete voglia di uscirne ed emergere, non reprimetevi. Inizialmente potrà sembrare dura, magari l’azienda non risponderà, ma continuate a lottare e non mollate! È stato un piacere raccontarvi la mia storia lavorativa e spero di non avere annoiato nessuno».

Grazie e bravo Alessandro, sei un bell’esempio per tutti e sono speranzosa che questo appello sarà ascoltato da tante persone. Complimenti, poi, anche all’azienda in cui lavori, che ha dimostrato di essere aperta e pronta a cogliere il potenziale che tu e i tuoi colleghi avete dimostrato di avere. Confidiamo dunque in altre aziende che raccolgano l’esempio e siano in grado di comprendere il grosso potenziale che potrebbero sfruttare a vantaggio di tutti. In particolare, è importante rendere noto che con le giuste capacità personali, molte mansioni amministrative possono essere svolte con strumenti e software applicativi accessibili, e proprio questo aspetto potrà aprire la strada a ulteriori nuovi impieghi, come, tra gli altri, quello di esperto di accessibilità digitale.

Esperta di accessibilità del web dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), con delega per le problematiche ICT (Information and Communications Technology). Il presente servizio – già reso pubblico nell’àmbito della comunicazione curata dalla stessa ADV – viene qui ripreso, con alcuni minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

Stampa questo articolo