La Val di Susa attende tanti atleti Special Olympics

Ben 474 atleti, provenienti da varie Regioni d’Italia, arriveranno dal 18 al 24 marzo in Val di Susa, per cimentarsi nelle gare di sci alpino, sci nordico, corse con le racchette da neve e snowboard, durante i XXIX Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettiva, che festeggia proprio quest’anno il proprio cinquantesimo anniversario. Si rinnoverà dunque ancora una volta, anche all’insegna dello sport unificato, praticato insieme ad atleti senza disabilità, una sfida che è soprattutto con se stessi

Atleta di Special Olympics in gara sulla neve

Un atleta di Special Olympics in gara sulla neve

«Ognuno di questi atleti ci trasmette un messaggio prezioso: la vita è bella e se fai sport lo è ancora di più!»: lo ha dichiarato a Bardonecchia (Torino) Giovanni Maria Ferraris, assessore allo Sport della Regione Piemonte, partecipando, insieme ai Sindaci della Val di Susa, alla conferenza stampa di presentazione dei XXIX Giochi Nazionali Invernali di Special Olympics, il movimento internazionale dello sport praticato da persone con disabilità intellettiva, che festeggia proprio quest’anno il proprio cinquantesimo anniversario.
L’evento, in programma dal 18 al 24 marzo prossimi, coinvolgerà ben 474 atleti, provenienti da numerose Regioni italiane, che gareggeranno nello sci alpino e nordico, nella corsa con le racchette da neve e nello snowboard.

Particolarmente significative le parole pronunciate per l’occasione da Luca De Pieri, che si cimenterà nello snowboard, in rappresentanza degli atleti: «Anni fa – ha detto -, negli anni in cui Eunice Kennedy fondò Special Olympics, probabilmente nessuno avrebbe mai lontanamente pensato che sarei stato capace di sciare in equilibrio su una sola tavola, nessuno avrebbe creduto in me. Oggi è diverso, i primi a crederci sono stati i miei genitori a cui sono infinitamente grato. Loro, fin dall’inizio, mi hanno lasciato libero di provare, di tentare, di mettermi in gioco, lo stesso i miei fratelli che sono sempre pronti a tifare per me. È indubbio che dietro ad ogni atleta come me ci sia una famiglia unita che crede fermamente nelle sue capacità, così come a crederci è il movimento Special Olympics che crea continue opportunità per noi atleti, di tentare e di vincere, prima di tutto sui nostri stessi limiti. Ed è un movimento che attraverso lo sport educa alla bellezza della diversità, coinvolgendo, tramite lo sport unificato, anche atleti senza disabilità intellettiva. La speranza è quello di vivere in un futuro migliore, sempre più inclusivo».
«Di recente – ha concluso – ho sentito che in Islanda la quasi totalità delle donne che viene a sapere di aspettare un bambino con la sindrome di Down decide di interrompere la gravidanza, così non nasceranno più persone come me. È un vero peccato, perché tutti possediamo lo stesso diritto alla vita, tutti abbiamo diritto ad un’opportunità, a volte ne basta una soltanto, per dimostrare che sappiamo fare più di quanto si pensa, per sorprendervi. Vi aspetto in pista! Grazie a tutti».

Ancora sullo sport unificato si soffermano da Special Olympics Italia: «Si tratta – dichiarano – dello strumento ideale per generare rispetto e inclusione ed è una costante di ogni nostro evento. Anche in occasione di questi Giochi Nazionali Invernali in Val di Susa, gli atleti con e senza disabilità intellettive avranno l’opportunità di gareggiare insieme, nella stessa squadra nella corsa con le racchette da neve e nello sci di fondo».
«Lo sport – viene ancora sottolineato – unisce, favorendo la comprensione e la conoscenza. Quando si affronta il tema della disabilità, nello specifico intellettiva, si ragiona spesso esclusivamente in termini di intervento sulla persona, analisi, classificazione e intervento educativo da adottare; così come, in riferimento all’attività sportiva, alla capacità di attivare in ogni individuo una costante crescita psicofisica. I Giochi Nazionali Invernali Special Olympics, da questo punto di vista, collocano in primo piano il valore e l’essenza più pura dello sport, delle gare e delle competizioni che rappresentano per gli atleti Special Olympics, in primo luogo una sfida con se stessi, l’opportunità di una nuova conquista da un punto di vista sportivo, ma soprattutto umano. E notevole importanza, su un altro versante, riveste anche il lavorare sui contesti, sull’ambiente, per creare le corrette condizioni di integrazione e inclusione».

La fiaccola dei Giochi è dunque partita il 12 marzo, per attraversare i tredici Comuni della Val di Susa, prima di giungere a Bardonecchia, in occasione della Cerimonia di Apertura del 20 marzo (Piazza Valle Stretta, ore 16.30). Qui verrà acceso il tripode e si darà il via ufficiale alla manifestazione.
La Cerimonia di Chiusura, infine, si terrà sempre a Bardonecchia, il 22 marzo, presso il Campo Smith (ore 20.30). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@specialolympics.it.

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