Accelerare ovunque l’attuazione del Piano Nazionale delle Cronicità

«L’attuazione del Piano Nazionale della Cronicità – viene sottolineato dal Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva – rappresenta un eccezionale strumento per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure da parte dei cittadini, per garantire effettività ai Livelli Essenziali di Assistenza e per contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale mediante l’innovazione organizzativa. A un anno e mezzo, però, dall’approvazione del Piano, solo cinque Regioni lo hanno recepito formalmente. È necessario quindi che tutte le Regioni si mettano velocemente “in regola”»

Elaborazione grafica di Cittadinanzattiva sul Piano Nazionale delle Cronicità

Elaborazione graficare realizzata da Cittadinanzattiva per rappresentare gli obiettivi perseguiti dal Piano Nazionale della Cronicità

«L’attuazione sostanziale del Piano in tutte le Regioni rappresenta un eccezionale strumento per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure da parte dei cittadini, per garantire effettività ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e per contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale mediante l’innovazione organizzativa che questo introduce. Perciò, a distanza di un anno e mezzo dall’approvazione dello stesso, è preoccupante che siano solo cinque le Regioni ad averlo recepito formalmente. È necessario che velocemente tutte le Regioni si mettano “in regola”».
A dichiararlo è Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i Diritti del Malato e responsabile del CnAMC (Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici) di Cittadinanzattiva, in una nota prodotta a margine dal seminario intitolato Piano Nazionale delle Cronicità: a che punto siamo, promosso dallo stesso Tribunale per i Diritti del Malato di Cittadinanzattiva, con la partecipazione dei principali portatori d’interesse del mondo della salute, per discutere appunto sull’applicazione del Piano Nazionale della Cronicità, varato in seguito all’accordo del 15 settembre 2016 tra Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano.

«Le malattie croniche in Europa – viene ancora sottolineato da Cittadinanzattiva – sono responsabili dell’86% di tutti i decessi e di una spesa di circa 700 miliardi di euro l’anno. In Italia sono quasi 24 milioni le persone che hanno una o più malattie croniche. Il nostro Paese, un anno e mezzo fa, ha messo nero su bianco come il Servizio Sanitario Nazionale intende occuparsi delle persone che soffrono di malattie croniche nel Piano Nazionale delle Cronicità: ma l’implementazione va a rilento. Attraverso la relativa Intesa del settembre 2016, tutte le Regioni e le Province Autonome si erano impegnate a recepire il documento con propri provvedimenti e a dare attuazione ai contenuti del Piano nei rispettivi àmbiti territoriali, ma ad oggi le Regioni procedono in ordine sparso e si evidenziano ancora molte aree critiche nella gestione delle malattie croniche». (S.B.)

A questo link è disponibile un ampio approfondimento di Cittadinanzattiva, con i numeri del Piano Nazionale della Cronicità. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@cittadinanzattiva.it.

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