Quali prospettive per le politiche sulle disabilità?

Ruoterà attorno a questo tema la Seconda Conferenza Nazionale dei Quadri Dirigenti dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), in programma a Roma il 19 e 20 aprile, due intense giornate di studio, con il contributo di numerosi autorevoli esperti, con l’obiettivo di analizzare in particolare le novità legislative introdotte dal 2014 ad oggi, per valutarne l’impatto sulla condizione di vita delle persone con disabilità nei diversi aspetti

Elaborazione grafica basata su varie parole (al centro "disabilità")«In queste due giornate di analisi e confronto non vogliamo solo evidenziare ciò che non funziona. Grazie anche alla partecipazione di numerosi esperti intendiamo invece fare emergere un bilancio complessivo sulle luci e ombre dell’attuale normativa, allo scopo di  porre le basi di ogni ipotesi di utile correttivo o riforma. Vogliamo quindi coinvolgere anche i rappresentanti e quadri dirigenti della nostra Associazione, presente su tutto il territorio nazionale, per condividere ad esempio le esperienze positive di buone prassi. Solo insieme sapremo così progettare nuovi scenari di integrazione sociale, un percorso dove le persone con disabilità e le loro famiglie possano divenire non più solo oggetti di assistenza, ma cittadini protagonisti del loro futuro».
Così Nazaro Pagano, presidente nazionale dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), presenta la Seconda Conferenza Nazionale dei Quadri Dirigenti di tale organizzazione, in programma a Roma il 19 e 20 aprile (Hotel Radisson Blu, Via Turati, 171) e centrata sul tema Quali prospettive per le politiche sulla disabilità?, due intense giornate di studio che analizzeranno in particolare le novità legislative introdotte dal 2014 ad oggi, per valutarne l’impatto sulla condizione di vita delle persone con disabilità nei diversi aspetti.

«È tempo di scelte – sottolineano dall’ANMIC -, per costruire un futuro migliore per le persone con disabilità. La crescente complessità e frammentazione della normativa che regola oggi – nel lavoro come nell’assistenza o  nella scuola – il nostro modello di welfare riservato alle persone con disabilità rende spesso i diritti difficilmente esigibili. Occorre allora aprire un serio dibattito sull’intero quadro normativo e sugli attuali modelli organizzativi per valutarne stato di attuazione, efficacia e adeguatezza ai nuovi bisogni». (S.B.)

A questo link è disponibile un testo di approfondimento sulla due giorni di Roma. Per ulteriori informazioni: tempi nuovi.bg@tiscali.it (Bernadette Golisano).

Stampa questo articolo