No al continuo impoverimento della più antica Unità Spinale d’Italia

«L’Unità Spinale Unipolare di Firenze per la quale le persone paraplegiche hanno fatto tante lotte, la prima in Italia a livello europeo, esempio sul quale sono state avviate tutte le altre Unità Spinali Unipolari italiane, è in serio pericolo»: a denunciarlo sono le ONLUS Habilia e ATP (Associazione Toscana Paraplegici), pienamente sostenute anche dalla FAIP (Federazione Associazioni Italiane Parateraplegici), il cui presidente Vincenzo Falabella chiede un’assunzione di responsabilità politica da parte della Regione Toscana, per rilanciare anziché impoverire quella storica struttura

Donna bionda che intima lo stop con la mano destra«Purtroppo le persone paraplegiche toscane devono constatare che la loro Unità Spinale Unipolare, quella di Firenze, è in serio pericolo. Quella struttura per la quale i paraplegici stessi hanno fatto tante lotte, la prima in Italia a livello europeo, esempio sul quale sono state avviate tutte le altre Unità Spinali Unipolari italiane e che per molto tempo è stata un vero punto di riferimento per l’intero Bacino del Mediterraneo. Ora, però, sono alcuni anni che viene sempre più impoverita di risorse».
La dura presa di posizione proviene dalle Associazioni fiorentine Habilia  eATP (Associazione Toscana Paraplegici), che aggiungono: «Da molto tempo chiediamo che l’Unità Spinale torni ad essere quella di una volta, ma adesso siamo venuti a conoscenza che è nato un nuovo polo nello stesso comprensorio dell’Ospedale di Careggi al quale vengono destinate tutte quelle risorse che i paraplegici chiedono da anni proprio per l’Unità Spinale. Si tratta di una scelta che tra l’altro è in conflitto con le Linee Guida Nazionali sulle Unità Spinali Unipolari».
A tal proposito le Associazioni citano un passo di quelle stesse Linee Guida, ove si scrive che la preferenza dev’essere «accordata alle Unità Spinali con Unipolarità […] e deriva dalla necessità di garantire al paziente mieloleso il massimo della tutela e della prevenzione dei danni terziari, che abitualmente si verificano nei pazienti che afferiscono in strutture che non garantiscono […] una adeguata contemporaneità  e progressione del processo clinico-assistenziale».
«La ragione di questa scelta – concludono Habilia e ATP – non è stata spiegata e nemmeno dove sia per la comunità il vantaggio di tutto ciò. Riusciamo quindi solo a pensare che il vantaggio possa essere per qualcun altro, considerato che già in passato vi sono stati dei tentativi poco chiari, fortunatamente poi bloccati proprio dalle Associazioni di persone paraplegiche».

Piena solidarietà alle Associazioni toscane arriva dalla FAIP, la Federazione Associazioni Italiane Paratetraplegici, il cui presidente Vincenzo Falabella parla di «situazione non più sostenibile», chiedendo con forza «un’assunzione di responsabilità politica da parte del Governo della Regione Toscana, per cercare altresì di pianificare un’azione di rilancio di quella che è stata la prima Unità Spinale istituita in Italia».
Dal canto loro Habilia e ATP preannunciano entro breve anche una conferenza stampa, durante la qualre si soffermeranno su ulteriori problemi presenti in tale settore, ritenendo che «questa sia solo l’ultima delle vessazioni subite negli ultimi anni in Toscana dalle persone con lesione midollare e dalle persone con disabilità in genere». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: presidenza@faiponline.it.

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