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Vicini a chi protesta per i diritti e per la propria dignità

Protesta di persone con disabilità all'interno del Parlamento della Polonia, aprile-maggio 2018

Alcune delle persone che stanno manifestando dal 18 aprile all’interno del Parlamento della Polonia

Stanno protestando all’interno del Parlamento della Polonia ormai dal 18 aprile e nei giorni scorsi hanno avuto anche la solidarietà dell’ex presidente della Repubblica Lech Walesa che li ha incontrati. Sono un cospicuo gruppo di persone con disabilità che si sentono letteralmente dimenticate in quella che viene definita a torto o a ragione come «la Polonia del boom», ritenendo del tutto insufficienti gli assegni statali per l’assistenza e chiedendo l’introduzione di un’indennità per la riabilitazione di 500 zloty (circa 117 euro!). Chiedono insomma di poter vivere per lo meno dignitosamente.
Ora l’EDF, il Forum Europeo della Disabilità, ne denuncia anche le condizioni di maltrattamento cui vengono sottoposte nel corso di questa protesta, e in tal senso il Presidente della Federazione, Yannis Vardakastanis, ha inviato una lettera aperta a tutti i responsabili delle principali Istituzioni Europee e della Polonia, e anche al Presidente del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Quest’ultimo organismo, lo ricordiamo, è quello preposto dalle Nazioni Unite a verificare lo stato di attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nei Paesi che l’hanno ratificata, e la Polonia ha proceduto a tale passo sin dal 25 settembre 2012.

«È con profonda preoccupazione e inquietudine – ha scritto il Presidente dell’EDF – che assistiamo a segnalazioni di maltrattamenti delle persone con disabilità che protestano nel Parlamento Polacco ormai da più di un mese. Le condizioni che vengono imposte ai manifestanti sono scandalose e costituiscono chiare violazioni dirette dei loro diritti umani e della loro dignità. Vi è infatti la proibizione ad avere con sé gli accompagnatori, vietando loro l’accesso o espellendoli dal Paralamento. Inoltre, l’area a loro riservata è recintata da una barriera d’acciaio e la polizia vieta loro di incontrare il pubblico e anche figure di alto profilo come Janina Ochojska, leader dell’organizzazione Azione Umanitaria Polacca. E ancora, quelle persone non possono incontrare i propri fisioterapisti e hanno a disposizione un solo bagno dedicato, cui possono accedere solo tramite un percorso obbligatorio designato. Alcuni di loro, va ricordato infine, non lasciano il Parlamento già da quaranta giorni, dormendo su materassi stesi su pavimenti di marmo e luci accese per ventiquattr’ore».

«Queste condizioni – prosegue Varadkastanis – sono ingiustificabili e intollerabili e devono subito cessare. Si tratta infatti di un chiaro affronto ai diritti umani fondamentali e alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, sottoscritta e ratificata anche dalla Polonia. Le condizioni a cui vengono sottoposte quelle persone sono incompatibili con i minimi standard di sicurezza e dignità che gli Stati dovrebbero garantire ai cittadini. L’EDF, quindi, insieme all’intero movimento europeo delle persone con disabilità, sostiene quei manifestanti, che hanno finora mostrato estrema forza e resistenza nel sopportare le condizioni cui sono state sottoposte».

«Domani, 25 maggio – conclude il Presidente dell’EDF -, quattrocento delegati dell’Assemblea Parlamentare della NATO [organizzazione internazionale che svolge una funzione di raccordo fra la l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord e i Parlamenti Nazionali dei Paesi Membri, N.d.R.] arriveranno nel Parlamento Polacco e durante tale evento, il Governo del Paese ha dichiarato che l’area della protesta sarà chiusa. Anche alla luce di questo fatto, chiediamo al Governo e al Parlamento della Polonia di porre immediatamente fine a questo trattamento disumano e di impegnarsi ad un rispettoso dialogo con dei manifestanti che stanno chiedendo al Governo Polacco un supplemento di 117 euro al mese per coprire i costi aggiuntivi che devono sostenere a causa della loro disabilità. È l’ora di rispondere al loro bisogno di un tenore di vita decente!».

Anche il FID (Forum Italiano sulla Disabilità), organismo che rappresenta a livello internazionale tutte le principali organizzazioni e federazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presenti nel nostro Paese, si è unito all’appello dell’EDF, tramite un messaggio del suo presidente Vincenzo Zoccano, che ha scritto: «Solidarizziamo appieno con i cittadini con disabilità polacchi affinché la loro protesta possa proseguire e concludersi positivamente nel rispetto dei diritti umani, per altro rafforzati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dalla Polonia già nel 2012». (Stefano Borgato)

Ringraziamo Luisella Bosisio Fazzi per la collaborazione.

Per ulteriori approfondimenti: andre.felix@edf-feph.org; fid.presidenza@gmail.com.