Quel fascino a rotelle che scavalca l’idea romanzata della disabilità

«Troppo spesso le persone con disabilità vedono ancora scambiare i propri partner per badanti oppure, se sono fidanzati o sposati, devono rispondere alla domanda: “Ah, anche lui/lei è disabile?”. La mia commedia scavalca invece l’idea romanzata della disabilità, mostrando che, come succede a tutti, l’affettività delle persone con disabilità ha tante sfaccettature»: lo dice Dario Scarpati, autore di “Fascino a rotelle”, commedia teatrale che andrà in scena domani, 26 maggio, e domenica 27 a Palermo, liberamente ispirata a Simona Petaccia, presidente dell’Associazione abruzzese Diritti Diretti

Manifesto della commedia "Fascino a rotelle", Palermo, 26 e 27 maggio 2018È il giorno della vigilia per la prima nazionale di Fascino a rotelle, che andrà in scena domani, 26 maggio, e domenica 27 al Teatro Sant’Eugenio di Palermo, nella città che è la Capitale della Cultura 2018.
La commedia – scritta, diretta e interpretata da Dario Scarpati e liberamente ispirata a Simona Petaccia, giornalista con disabilità motoria in carrozzina, presidente dell’Associazione abruzzese Diritti Diretti – intende passare un colpo di spugna su tutte quelle convenzioni sociali che dipingono le persone con disabilità come “poveretti da compatire” o come “single per scelta di qualcun altro”. Al centro della vicenda, infatti, c’è Marta, donna con disabilità (interpretata da Laura Gestivo), che con astuzia e sex-appeal riesce sempre a ottenere ciò che vuole dal marito Luigi (Dario Scarpati).
«Attraverso sotterfugi e giochi di parole affidati ai due sposi assieme a una vicina indiscreta e a un bizzarro architetto – si legge nella presentazione dello spettacolo – l’Autore trasforma la narrazione del quotidiano e la manifestazione dei personaggi in un copione dalla profonda simbologia, componendo un lavoro teatrale che, con ironia, supera l’idea dell’integrazione tra “abili” e “disabili” perché la dà per scontata. Quello che viene portato in scena è l’interazione tra persone, ognuno con i propri contrasti e le proprie debolezze. Con Fascino a rotelle, infatti, si vivono la vanità, la passione, la paura, la maldicenza, l’avarizia, il dilettantismo ecc. In una parola, la realtà».

«Troppo spesso – sottolinea Scarpati – le persone con disabilità vedono ancora scambiare i propri partner per badanti o, quando dicono di essere fidanzati/sposati, devono rispondere alla solita domanda: “Ah, anche lui/lei è disabile?”. La mia commedia scavalca invece l’idea romanzata della disabilità, mostrando al pubblico che, come succede a tutti, l’affettività delle persone con disabilità ha tante sfaccettature. Probabilmente, proprio questa è la sua forza perché sfoglia la vita di una coppia, senza sottolineare che una persona si muove con la carrozzina e l’altra no. Al contrario, in varie scene, le difficoltà quotidiane vengono trasformate in sorrisi».

«Sono davvero felice di tenere a battesimo questa commedia – afferma Simona Petaccia – poiché è un bel progetto di comunicazione, nato quasi per gioco due anni fa. È infatti un’opera che imita la vita, perché è nata proprio a seguito delle avances che mi rivolse un uomo, dopo avere assistito a un convegno sul turismo accessibile a Matera, definendomi appunto “Fascino a rotelle”. Con me c’era Dario Scarpati, che, assistendo alla scena, ha tratto ispirazione per la stesura del suo copione. Appena me l’ha inviato ne sono rimasta entusiasta, anche se il personaggio di Marta a me ispirato è proprio una simpatica canaglia!».

Da ricordare, in conclusione, gli altri interpreti di Fascino a rotelle, che saranno Luciano Cucinotta nella parte dell’architetto e Miriam Mandosi, la signora Picciuoli. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@dirittidiretti.it.

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