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Annullare quell’Avviso Pubblico sull’assistenza specialistica

Bimbo con disabilità insieme a un'insegnante di sostegnoLa FISH Lazio (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e la FAND Lazio (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) hanno chiesto e ottenuto un incontro con Agnese D’Alessio (dirigente dell’Area Programmazione, Organizzazione e Attuazione dell’Offerta di Istruzione, Diritto allo Studio Scolastico e Universitario) e Salvatore Segreto (Segreteria della Direzione Regionale Formazione, Ricerca e Innovazione, Scuola e Università, Diritto allo Studio), funzionari della Direzione Regionale del Lazio della Formazione e della Scuola, a proposito delle criticità riscontrate in merito all’Avviso Pubblico sull’assistenza specialistica per gli alunni con disabilità e in situazioni di svantaggio (Determinazione G07619 del 13 giugno 2018), emanato dalla Regione per il prossimo anno scolastico 2018-2019 (per il secondo anno le risorse stanziate per questa tipologia di assistenza saranno fatte valere sul POR FSE 2014/2020, Programma Operativo Regionale Fondi Sociali Europeo, e l’intervento viene attuato nell’ambito dell’Asse II, Inclusione sociale e lotta alla povertà).

«Durante l’incontro – si legge in una nota prodotta congiuntamente da FISH e FAND Lazio – abbiamo evidenziato innanzitutto la scarsa tempestività da parte degli Uffici Regionali nelle procedure adottate, che comporteranno la richiesta di presentazione dei progetti agli Istituti Scolastici al termine delle lezioni e durante il periodo degli Esami di Stato. La tempistica strettissima prevista dal bando, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, solleva di conseguenza serie perplessità circa la possibilità che i servizi di assistenza possano essere garantiti all’inizio della didattica».

«Ma la criticità più grave del provvedimento – proseguono le Federazioni – è rappresentata dall’estensione degli interventi di inclusione scolastica previsti anche agli alunni in situazioni di svantaggio, ossia con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e ulteriori Bisogni Educativi Speciali (BES) che, a fronte dell’esiguo aumento di risorse stanziate rispetto allo scorso anno (2 milioni e mezzo di euro), causerà gravissimi disagi nei confronti degli alunni con disabilità, in particolare di coloro che hanno la certificazione con l’articolo 3, comma 1 della Legge 104/92, i quali, con un aumento non definito e preventivato di beneficiari, dovranno condividere con i nuovi compagni le misure economiche destinate alla loro assistenza. Al riguardo abbiamo fatto presente che la normativa di riferimento in materia non prevede l’adozione di misure di assistenza per l’autonomia e la comunicazione per gli allievi con BES e con DSA, e che la scelta di ampliare la platea dei destinatari dei servizi dedicati, rischia di comportare inevitabili drastiche riduzioni degli stessi, se non supportata da adeguati stanziamenti economici aggiuntivi in tal senso. Si è sottolineato inoltre che, sino ad oggi, i fondi per l’assistenza sono stati destinati esclusivamente agli alunni con disabilità in forza dell’articolo 13, comma 3 della Legge 104/92, con la conseguenza che, qualora la Regione intenda ampliare la tipologia di utenza, si rende indispensabile incrementare in modo congruo la corrispondente disponibilità finanziaria. Diversamente, infatti, si configurerebbe una palese discriminazione indiretta a danno delle persone con disabilità ai sensi della Legge 67/06».

Un’ulteriore grave criticità è stata ancora rappresentata dalle Federazioni ed è quella relativa «all’assenza nel provvedimento della previsione di criteri idonei alla valutazione dell’intensità del bisogno dell’alunno (Codici Diagnostici, con riferimenti al comma 1 piuttosto che al comma 3 della Legge 104/92), contenuta invece nella precedente disciplina. Tale omissione rende oltretutto inutile ogni altro riferimento inserito nell’atto (“disabilità gravissime”), considerato che gli Istituti Scolastici non avranno alcun parametro effettivo per definire la reale e complessiva gravità o meno delle singole situazioni».

Già nella scorsa settimana FISH e FAND Lazio avevano sottolineato tali istanze alla Direzione interessata, e tuttavia la Regione è rimasta sulle proprie posizioni, giustificando, in particolare, l’accesso dei nuovi destinatari ai servizi «in un’ottica di inclusione», ritenendo che, nonostante l’assenza di criteri di valutazione idonei a definire normativamente la gravità dei singoli casi, «la necessità di ricevere il servizio dovrà comunque essere “certificata” dalla ASL e accolta dalla scuola di appartenenza degli allievi. In altri termini si rimarrebbe nel quadro delle opportunità presenti per l’impiego delle risorse destinate agli interventi (in particolare, il Fondo Sociale Europeo)».

E ancora, sempre durante l’incontro è stata anche fatta presente la necessità di garantire agli alunni il completo “supporto organizzativo” previsto dalle normative in materia, riguardante dunque non solo l’assistenza, ma anche il trasporto gratuito, «come espressamente chiarito in più occasioni dalla giurisprudenza – sottolineano FISH e FAND Lazio -, servizio rispetto al quale la Regione Lazio non ha ancora oggi definito l’entità dell’importo complessivo da stanziare per il prossimo anno scolastico, né le tempistiche in cui verrà emanato il relativo bando».

«Abbiamo infine ricordato agli interlocutori – proseguono dalle Federazioni – la necessità di arrivare all’adozione di tali provvedimenti attraverso un percorso partecipato, che veda coinvolte attivamente le organizzazioni rappresentative dei diritti delle persone con disabilità, come disposto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. In merito la Regione ha manifestato la disponibilità a formalizzare un tavolo di lavoro con le organizzazioni sulle tematiche relative all’inclusione scolastica».

Alla luce di tutto ciò, quindi, le rappresentanze di FISH e FAND Lazio hanno chiesto all’Amministrazione Regionale l’annullamento della Determinazione G07619 del 13 giugno, e al fine di evitare inevitabili ritardi che pregiudicherebbero con certezza l’attivazione dei servizi cui gli alunni hanno diritto all’inizio della didattica scolastica, la riconferma del bando e della modulistica adottati nell’anno 2017-2018. In caso di inerzia da parte della stessa Amministrazione, le Federazioni non hanno escluso la possibilità di ricorrere ai competenti organi giudiziari, per garantire la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi con disabilità. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishlazio.it.