Invalidità civile e minorazione visiva: un esempio da seguire

Grazie all’impegno dell’UICI di Modena (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), d’ora in poi, nella città emiliana, sarà facile e finalmente possibile prenotare l’esame specialistico del campo visivo presso l’Azienda Sanitaria Pubblica, con totale copertura delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale e farlo con la metodica più corretta. Vediamo come si è arrivati a questo risultato tramite un percorso che costituisce un esempio da seguire

Visita oculisticaLa Metodica CV% Zingirian-Gandolfo è oggi poco conosciuta e supportata. Com’è noto, infatti, la minorazione visiva viene oggi valutata non solo sulla base del residuo visivo dell’interessato (espresso in frazioni), ma anche su quella del suo «campo visivo perimetrico binoculare» (espresso in percentuale), come esplicitato dalla Legge 138/01 (Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici), presa ormai a riferimento dalle Commissioni di Prima Istanza per l’accertamento dell’invalidità INPS.
Quando anche il Ministero delle Finanze, nel 2004, assunse come riferimento la citata legge, per quanto concerne la valutazione del deficit visivo, esso fece proprio il punto di vista scientifico espresso in una relazione del professor Roberto Ratiglia, oculista esperto del Consiglio Superiore di Sanità. In tale relazione, Ratiglia indicava il programma CV% Zingirian-Gandolfo quale metodica più efficace per il corretto calcolo del campo visivo perimetrico binoculare, rispetto allo standard fino a quel momento utilizzato, ovverossia il Metodo Estermann. Il programma CV% Zingirian-Gandolfo puntava infatti sulla funzionalità del residuo visivo del paziente e non tanto sulla semplice percezione dello stimolo luminoso, risultando più preciso e scientificamente corretto. Fino a qui, nessun problema.
Le difficoltà, tuttavia, sono nate nel momento in cui le Commissioni di Prima Istanza, seppur lentamente, si sono avviate a richiedere ai pazienti la quantificazione del campo visivo perimetrico binoculare secondo appunto la Metodica CV% Zingirian-Gandolfo: si è infatti appurato che sono ben pochi gli oculisti che la conoscono e ben poche anche le attrezzature oculistiche in circolazione, i cosiddetti “perimetri”, che la supportano. Risulta infatti che presso le strutture sanitarie di intere Regioni italiane non esistano perimetri idonei al calcolo del residuo perimetrico con il programma CV% e che anche laddove questi esistano, i medici che li utilizzano non sono in grado di estrapolare dati che consentano una certificazione nello standard richiesto dalla Circolare Ministeriale.
Morale della favola: in mezzo a tanti altri problemi che le persone con disabilità visiva devono risolvere, si aggiunge anche questo, apparentemente banale, ma di non facile soluzione nella realtà, perché sensibilizzare gli operatori in proposito, con i tempi di “caccia alle streghe” che corrono, non è per niente semplice.

La necessità di disporre di una Legge come la 138/01 non è derivata tanto e non soltanto dall’esigenza di adeguare i criteri valutativi italiani a quelli della medicina internazionale, ma dal fatto che nella nostra Associazione [UICI di Modena – Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, N.d.R.] abbiamo ripetutamente riscontrato, svolgendo la nostra attività di assistenza a giovani ciechi e ipovedenti, situazioni anomale e inaccettabili. Vi erano infatti soggetti che, considerando unicamente l’acuità visiva, risultavano privi dei requisiti in base ai quali chiedere l’intervento dell’Ente Pubblico.
Si hanno validi motivi per sperare che la misurazione dell’ampiezza del campo visivo – talvolta limitatissima anche in soggetti con buona acuità visiva – ci permetterà di evitare esclusioni dolorose.
L’UICI ha rivolto da tempo un accorato appello a tutti coloro che sono in qualche modo interessati a questo problema, affinché tali direttive siano quanto prima correttamente recepite e rese fruibili, in modo da offrire a tutti gli operatori un preciso indirizzo per un’applicazione equa e corretta delle disposizioni di legge. L’attuale situazione, infatti, caratterizzata dall’adozione di criteri disomogenei, crea forti sperequazioni da Provincia a Provincia, da Regione a Regione.

Oggi sono passati più di diciassette anni dall’approvazione della Legge 138/01, quando già negli anni precedenti l’UICI era stata fortemente impegnata per far sì che l’istituto dell’invalidità civile per ciechi fosse revisionato, superando l’assioma che voleva la funzione visiva identificata soltanto con la visione centrale.
La 138 fu subito salutata come una buona Legge, che andava a colmare un vuoto normativo. Essa non solo inseriva tra le categorie di cecità – come si è detto – coloro che avevano perso la visione periferica, ma anche e soprattutto riconosceva ufficialmente l’esistenza degli “ipovedenti”, sino ad allora ignorati dalla legislazione italiana.

Partendo da tali premesse, il Ministero della Salute ha espresso il parere che «la classificazione e la quantificazione del danno visivo, ai sensi della Legge 3 aprile 2001 n. 138 sia presa a riferimento in tutti gli ambiti in cui si effettua una valutazione medico-legale da danno funzionale a carico dell’apparato visivo» e, quindi, anche in sede di accertamento della cecità per causa civile ai fini della concessione dei relativi benefìci, sia di carattere economico che socio-assistenziale.
Ormai la strada da seguire era stata tracciata e il problema di trovare strutture pubbliche che assicurassero tale prestazione diagnostica (perimetria – campo visivo computerizzato con Metodo Gandolfo CV 100%) era da affrontare. Ancora oggi, ribadiamo infatti, sono pochi i perimetri che dispongono di tale programma. Le ASL, le Aziende Ospedaliere e Universitarie e anche gli studi oculistici privati non hanno provveduto in tal senso.

Proprio per queste ragioni di immobilismo, la nostra Sezione UICI di Modena “Mariangela Lugli” si è fatta carico della questione e ha intrapreso nei mesi scorsi un percorso di interlocuzione e incontri istituzionali con l’Azienda Ospedaliera di Modena, che ha avuto ad oggetto l’opportunità di assicurare a quanti soffrano di disabilità visive di prenotare un esame fondamentale – appunto il campo visivo con Metodo Gandolfo (per la precisione, “residuo perimetrico binoculare”) – che la medicina internazionale considera come parametro legale alternativo al visus, per il riconoscimento della cecità.
Il risultato finalmente è stato raggiunto: a Modena sarà facile e finalmente possibile prenotare l’esame specialistico del campo visivo presso l’Azienda Sanitaria Pubblica, con totale copertura delle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale: questa è la sintesi dell’Accordo raggiunto dal Presidente della nostra Sezione, Ivan Galiotto, con l’Azienda Ospedaliera modenese.
Qui di seguito riassumiamo brevemente i dettagli di tale Accordo:
° non sarà necessaria l’impegnativa del medico curante;
° l’esame del campo visivo con il Metodo Gandolfo potrà essere richiesto direttamente dal cittadino per tramite del patronato dell’UICI di Modena, che ne redigerà la richiesta all’Azienda USL;
° tutti coloro che sono in possesso di tale richiesta per il campo visivo con Metodo Gandolfo potranno contattare il numero verde dell’AUSL di Modena (800 239123);
° l’esame del campo visivo con Metodo Gandolfo presso l’AUSL sarà gratuito;
° è stata individuata nell’Ambulatorio Oculistico del Distretto di Modena (Via del Pozzo, 71/b) una sede dedicata all’effettuazione degli esami con Metodo Gandolfo, anche per semplificarne la logistica in sede di calendarizzazione degli appuntamenti.

Un nuovo servizio di prenotazione telefonica è iniziato lo scorso 21 maggio (per chi ne volesse sapere di più, contattare il patronato dell’UICI di Modena, tel. 059 300012, ore 9-12, presso il quale sarà anche possibile richiedere l’esame del campo visivo con Metodo Gandolfo, richiesta che andrà poi presentata all’AUSL al momento della visita).

Anche la Presidenza Nazionale dell’UICI ha lodato lo spirito di iniziativa della nostra Sezione, con un elogio al Presidente di essa e al personale della stessa, che entusiasticamente si è messo a disposizione, per aggiungere un altro fondamentale tassello ai servizi già resi dall’Associazione.
Iniziative come queste devono essere da esempio per le altre strutture dell’Unione, nella costruzione di una rete di servizi di assistenza, che risponda concretamente alle necessità primarie dei cittadini con difficoltà visive.
Dal canto suo l’Azienda USL di Modena ha correttamente interpretato e reso fruibili le istanze dell’UICI e questo è più importante risultato tangibile, che crea il primo caso italiano di erogazione a carico del Servizio Sanitario Nazionale della prestazione richiesta con un percorso dedicato e in tempi molto ridotti.
«Bella questa Sezione territoriale che fa squadra e guadagna conquiste!», ha dichiarato Ivan Galiotto, manifestando plauso e grande soddisfazione per l’operato svolto e il risultato ottenuto, integrando i temi a lui più cari in un dibattito che da tempo è in atto.

Occorre poi spendere una parola in più per il servizio interno di patronato della nostra Sezione, e in particolare sul fatto che esso si rivolge indistintamente a tutta la cittadinanza, offrendo servizi e prestazioni a costo zero in materia di previdenza, lavoro e assistenza.
Prende il via da queste premesse una nuova immagine dell’UICI, per così dire “multifunzionale” nei confronti della cittadinanza, delle persone con disabilità visiva e delle loro famiglie. L’obiettivo è certamente quello di promuovere più servizi senza scopi di lucro, che corrispondano alle esigenze dell’utente in termini di qualità e di tempestività, con la speranza di rinforzare una relazione fiduciaria tra l’UICI e i propri sostenitori. Tutti, infatti, possono rivolgersi liberamente presso la nostra Sezione, dove troveranno personale sempre disponibile a fornire una consulenza completa, competente e del tutto gratuita in materia contributiva e previdenziale, informazioni e orientamento su questioni riguardanti il lavoro, l’invalidità e la salute.

Da dire, in conclusione, che l’Accordo d’Intesa con l’UICI verrà divulgato dall’Azienda Ospedaliera di Modena a tutti i Patronati di Modena e Provincia, per informarli del nuovo percorso creato.

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (uicmo@uiciechi.it).

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