Dietro le quinte dell’inclusione e dell’autonomia

C’è anche il documentario intitolato “AutoNOImia: dietro le quinte”, disponibile nel web, a raccontare gli ottimi risultati ottenuti da Parent Project – l’Associazione di pazienti e genitori di bambini e ragazzi con distrofia muscolare di Duchenne e Becker – grazie al Progetto “AutoNOImia”, che puntava a sperimentare una serie di percorsi innovativi, in grado di favorire l’autonomia dei giovani adulti con distrofia muscolare, mirando al tempo stesso a facilitarne l’inclusione sociale e i processi di cittadinanza nel contesto delle comunità locali

Documentario "AutoNOImia: dietro le quinte", 2018

Un’immagine del documentario “AutoNOImia: dietro le quinte”, realizzato a conclusione del progetto promosso dall’Associazione Parent Project

«Attraverso AutoNOImia ci siamo posti l’obiettivo di sperimentare percorsi innovativi in grado di favorire l’autonomia dei giovani adulti con distrofia di Duchenne, mirando al tempo stesso a facilitarne l’inclusione sociale e i processi di cittadinanza nel contesto delle comunità locali. In particolare, puntiamo a interconnettere in modo virtuoso due obiettivi: quello di sviluppare e migliorare la vita dei singoli ragazzi che convivono con la distrofia di Duchenne, e quello di promuovere la loro partecipazione attiva alla vita del loro territorio».
Così Parent Project, l’Associazione di pazienti e genitori di bambini e ragazzi con distrofia muscolare di Duchenne e Becker, aveva presentato a suo tempo sulle nostre pagine il progetto denominato Auto-NOI-mia. Percorsi sperimentali di inclusione sociale e cittadinanza attiva per le persone con disabilità nel contesto delle comunità locali, che si è avvalso del finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ora, dopo un anno di iniziative, che hanno coinvolto persone di tutte le Regioni italiane, quel progetto volge alla sua conclusione e l’Associazione che lo ha promosso può ritenersi pienamente soddisfatta dei risultati ottenuti. «Nonostante gli ostacoli legati alla patologia con la quale convivono – dichiarano infatti da Parent Project – i ragazzi e i giovani adulti che fanno parte della nostra rete hanno tanti interessi, passioni e talenti che AutoNOImia ha inteso valorizzare e “mettere in circolo”, rendendoli protagonisti nel contesto delle loro comunità locali e facilitandone al contempo l’inclusione e i processi di cittadinanza attiva. Le attività che hanno visto protagonisti i giovani sono state numerose e variegate: chi ha scritto e illustrato un libro, chi ha girato cortometraggi, chi ha organizzato mostre artistiche o fotografiche e chi ha contribuito alla diffusione di pratiche sportive accessibili o ha partecipato alla Milano Marathon in carrozzina. Le esperienze verranno raccolte anche in un annuario, elaborato graficamente da alcuni dei partecipanti, senza dimenticare che intorno alle varie iniziative si è creata una preziosa rete, composta da amici, familiari, insegnanti e istituzioni, che ha contribuito alla realizzazione e al successo del progetto».

A raccontare il tutto vi è anche il documentario intitolato AutoNOImia: dietro le quinte – disponibile sin d’ora su YouTube -, che entra nel vivo del progetto, ritraendo in particolare tre storie, che rappresentano simbolicamente tutte le altre.
Sono le storie di Luca, Carlo e Lorenzo, giovani appassionati di cinema sperimentatisi come registi di un cortometraggio, per sensibilizzare sul tema dell’inclusione (Non è la solita pubblicità progresso! , del quale anche il nostro giornale si è occupato); quella di Guglielmo, che ha scelto di cimentarsi nel baskin, sport integrato ispirato al basket, condividendo con un gruppo di coetanei la fatica degli allenamenti e l’emozione delle partite e delle trasferte; e quella di Marco e Matteo, fratelli che hanno deciso di organizzarsi per vivere autonomamente in un loro appartamento. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Elena Poletti (e.poletti@parentproject.it).

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