Chirurghi nelle fiction, ma nella vita reale nemmeno una vacanza!

«Leggere che in un mondo che si professa inclusivo come il nostro, dove nelle fiction TV le persone con disturbo dello spettro autistico fanno i chirurghi, si neghi un viaggio organizzato ad una persona solo per stigma, perché si presume potrebbero verificarsi dei disservizi in relazione alla sua disabilità, è indice del livello di discriminazione che ci circonda»: così Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio, commenta il rifiuto da parte di un tour operator di accettare una prenotazione di viaggio, nei confronti della famiglia di un giovane con autismo

Testo sullo stigma nei confronti delle persone con autismo

Un testo dedicato allo stigma nei confronti delle persone con autismo, realizzato dall’Associazione Oltre l’Autismo e dal Centro Servizi Autismo di Piacenza

Quella cui diamo spazio qui di seguito è una lunga e dettagliata lettera, ricevuta nelle scorse settimane dall’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autsitici).

«Siamo F.S. e S.S., genitori di M., ragazzo che presenta un disturbo dello spettro autistico cosiddetto “ad alto funzionamento” (sindrome di Asperger). Il grande desiderio e sogno di M. è quello di viaggiare all’estero per conoscere usi e costumi delle varie popolazioni. Per questo motivo, a seguito del conseguimento del diploma di maturità (Liceo Classico a indirizzo Linguistico), abbiamo deciso di regalargli un viaggio all’estero insieme a noi, a coronamento di cinque anni scolastici caratterizzati da grande sacrificio e sofferenze (bullismo, indifferenza, emarginazione, insegnanti di sostegno cambiate ogni anno ecc.).
Ci siamo recati presso l’Agenzia Cral Riuniti La vacanza Italiana srl”, per prenotare il viaggio denominato Il Gran Tour Olanda AMS (Olanda del Nord – L’Aja – Olanda del Sud – Rotterdam – Utrecht), organizzato dal Tour Operator Guiness Travel. L’operatrice dell’agenzia ha contattato telefonicamente il personale del Guiness Travel e, accertata la disponibilità dei posti (camera tripla per tre adulti), ha predisposto il contratto di compravendita del pacchetto turistico. A fronte della sottoscrizione del contratto di vendita, veniva da noi corrisposto il 30% del costo complessivo del pacchetto turistico. Abbiamo dunque prenotato, rammentando all’operatore che nostro figlio ha la sindrome di Asperger, cosa per altro nota al tour operator, essendo già loro clienti.
Purtroppo, con una telefonata dell’indomani, l’Agenzia ci ha comunicato che il Tour Operator Guiness Travel rifiutava la nostra partecipazione in quanto, a detta dello stesso, nostro figlio non sarebbe stato in grado di partecipare al Gran Tour Olanda AMS, neppure a fronte di una liberatoria in loro favore. Però ci avrebbero rimborsato l’anticipo! La gioia di nostro figlio si è quindi tramutata in profondo sconforto e tristezza alla notizia del rifiuto a poter partecipare ad un normale viaggio e dell’evidente selezione della clientela.
Abbiamo preteso dal tour operator una risposta scritta alla nostra richiesta di spiegazioni. Risposta che è arrivata qualche giorno dopo: “La nostra società, privata, non ha mai confermato questa prenotazione; al telefono il nostro booking risponde solo circa la disponibilità ma poi deve seguire richiesta scritta con eventuali segnalazioni come in questo caso ed avvengono gli accertamenti del caso. La nostra società non ha mai rifiutato la prenotazione ma ha fatto presente che nel viaggio scelto (con percorsi lunghi e più di un hotel) non riusciva a garantire tutte le richieste fatte e sarebbe incorsa, in maniera non onesta e corretta perché lo sapeva ab origine, ad offrire un disservizio; cioè un disservizio consapevole. La nostra società ha invece proposto alternative, tipo una sola città senza spostamenti, come d’altronde il viaggio precedente che hanno fatto, in cui era sicura di poter offrire ciò che necessitava al cliente. A dimostrazione che questo non è rifiuto ma semplicemente assistenza nella prenotazione come fa un consulente di viaggio altamente qualificato”.
Le giustificazioni sommarie addotte dal tour operator per il rifiuto della prenotazione non solo non hanno soddisfatto quanto da noi richiesto, ma hanno riportato, a nostro sommesso avviso, alcune inesattezze. Nell’e-mail, infatti, si legge che il tour operator non avrebbe rifiutato la prenotazione “ma ha fatto presente che nel viaggio scelto (con percorsi lunghi e più di un hotel) non riusciva a garantire tutte le richieste fatte”. Ebbene: 1) Il percorso più lungo è di 220 chilometri (3° giorno), come pubblicizzato dal catalogo del tour operatori a pagina 165. 2) Gli hotel sono due: Hotel Holiday Inn Boelelaan o similare in Amsterdam e Worldhotel Wings o similare in Rotterdam. 3) Le nostre richieste, che peraltro non costituivano una “conditio sine qua non” per la nostra partecipazione al viaggio, non vengono riportate dal tour operator poiché sono richieste banali espresse da moltissimi viaggiatori “normodotati” o non disabili quali: avere possibilmente una camera lontano dai servizi (ascensori e cucine); poter aver assegnati posti avanti sul pullman (anche con pagamento supplemento) negli spostamenti, così come avvenuto nel precedente viaggio; avvisare la compagnia aerea per una eventuale assegnazione di posti così come suggerito, sin dal 2016, dal Progetto Autismo: in viaggio attraverso l’aeroporto, promosso dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), insieme ai principali gestori degli aeroporti nazionali, con la collaborazione di Assaeroporti e delle Associazioni di settore.
Sempre nella risposta del tour operator è riportato che “la nostra società ha invece proposto alternative, tipo una sola città senza spostamenti come d’altronde il viaggio precedente che hanno fatto, in cui era sicura di poter offrire ciò che necessitava al tuo cliente”. In realtà il tour operator non ci ha presentato alcuna alternativa.
L’Agenzia Cral Riuniti ci ha riferito (ovviamente solo verbalmente) che le motivazioni addotte dal tour operator per rifiutare la nostra prenotazione erano che lo stesso doveva garantire il regolare svolgimento del viaggio agli altri clienti e che quindi se il ragazzo si fosse sentito male, loro sarebbero stati in difficoltà dicendo: “dove li lasciamo?”; in Olanda le camere degli hotel sono molto piccole e quindi saremmo stati scomodi. Il tutto aggiungendo che “neanche con sottoscrizione di liberatoria a loro favore avrebbero accettato la nostra partecipazione”».

«Dare un senso alle maldestre giustificazioni del Tour Operator Guiness Travel – commenta Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio – è davvero complicato. Leggere che in un mondo che si professa inclusivo come il nostro, dove nelle fiction TV le persone con disturbo dello spettro autistico fanno i chirurghi, si neghi un viaggio organizzato ad una persona solo per stigma, perché si presume potrebbero verificarsi dei disservizi in relazione alla sua disabilità, non solo è indice di quanto siamo ancora lontani dall’idea di “Paese civile”, ma soprattutto del livello di discriminazione che ci circonda».
«Chiunque – prosegue Stellino -, disabilità o meno, può sentirsi male e compromettere (?) il viaggio degli altri partecipanti: è da mettere in conto quando si decide di partire con un viaggio organizzato, o no? E ancora nel 2018 bisogna accettare di subire tali lesioni dei diritti, mentre prima dovrebbe sempre venire la persona (con i suoi diritti), poi la disabilità… Però. Però abbiamo la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che è la Legge 18/09 dello Stato Italiano, la quale all’articolo 5 (Uguaglianza e non discriminazione), comma 3, recita: “Al fine di promuovere l’uguaglianza ed eliminare le discriminazioni, gli Stati Parti adottano tutti i provvedimenti appropriati, per garantire che siano forniti accomodamenti ragionevoli”. E ancora, all’articolo 30 (Partecipazione alla vita culturale, ricreativa, agli svaghi ed allo sport), comma 1: “Gli Stati Parti riconoscono il diritto delle persone con disabilità a prendere parte su base di uguaglianza con gli altri alla vita culturale e adottano tutte le misure adeguate a garantire che le persone con disabilità: […] (c) abbiano accesso a luoghi di attività culturali, come teatri, musei, cinema, biblioteche e servizi turistici, e, per quanto possibile, abbiano accesso a monumenti e siti importanti per la cultura nazionale”. E da ultimo, ma non certo ultimo, l’articolo 3 della nostra bella Costituzione: “…è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”. La libertà e l’uguaglianza… valori che probabilmente non sono propri del Tour Operator Guiness Travel!».

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@angsalazio.org.

Stampa questo articolo