Tutte le persone malate hanno il diritto di sapere quali siano le migliori cure

«Va riaffermato ancora – scrive Tommasina Iorno, presidente di UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare) – che le persone malate sono uguali in Europa come in Italia, e che non devono esistere malati “di serie A” e “di serie B”, giacché tutti hanno il diritto di sapere quali siano le migliori cure e di potervi accedere. Il nuovo Regolamento Europeo sulla “valutazione delle tecnologie sanitarie”, che istituisce una cooperazione permanente fra le Agenzie europee del settore, è una risposta indispensabile a questa necessità, e per questo chiediamo al Ministro della Salute di votarlo»

Tastiera con lettere blu, salvo "H, T e A" che sono rosse

“HTA” sta per “Health Technology Assessment”, ovvero “valutazione delle tecnologie sanitarie” e il nuovo Regolamento Europeo sull’HTA, che UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare) chiede di adottare in Italia, istituisce una cooperazione permanente fra tutte le Agenzie europee di HTA (come l’Agenzia Italiana del Farmaco per il nostro Paese)

Le persone affette da Malattie Rare vivono una condizione che spesso non consente loro di aspettare mesi o anni per sapere se avranno mai accesso a una cura e se questa cura sia la migliore fra quelle disponibili. Ma questa situazione riguarda anche milioni di altri pazienti affetti da malattie che, sebbene non rare, necessitano di cure innovative e diagnosi precoci, oppure di dispositivi e terapie complesse.
Il nuovo Regolamento Europeo sull’HTA, ovvero per la “valutazione delle tecnologie sanitarie” [HTA, in inglese, sta per “Health Technology Assessment”, che vuol dire appunto “valutazione delle tecnologie sanitarie”, N.d.R.],  rappresenta un significativo passo in avanti verso un processo decisionale più trasparente, completo e tempestivo, su quali cure siano le più affidabili e se, di conseguenza, valga la pena che siano pagate dalla collettività, cioè rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale.

Ad oggi. per ogni nuova tecnologia che arriva in Europa, ogni Stato Membro dell’Unione raccoglie e verifica le informazioni cliniche con processi parcellizzati e che, nella maggior parte delle volte, escludono la presenza dei rappresentanti dei pazienti. Ripetere lo stesso lavoro di raccolta e verifica in ventotto Paesi, ripetuto a volte anche dalle Agenzie Regionali, è uno spreco di tempo e risorse non più accettabile per il sistema. La qualità delle valutazioni e di conseguenza anche le successive decisioni sulla rimborsabilità, ovviamente, ne risentono. Una corretta e più obiettiva valutazione permetterebbe inoltre di liberare risorse economiche da utilizzare su terapie e tecnologie più efficaci e anche più avanzate.
Dopo più di vent’anni di sperimentazione, il nuovo Regolamento della Commissione Europea istituisce una cooperazione permanente fra tutte le Agenzie europee di HTA (come l’AIFA-l’Agenzia per il Farmaco italiana). Gli esperti di ogni Agenzia produrranno un rapporto HTA comune, contenente tutte le informazioni nella propria disponibilità in quel momento, sui nuovi farmaci, i nuovi dispositivi medici, e i metodi di diagnosi più avanzati, in modo tale da contribuire ad un unico rapporto veramente esaustivo.
Questa nuova cooperazione porterà a un vero salto di qualità per tutto il nostro sistema sanitario. Tutti, infatti – l’AIFA, le Regioni, gli ospedali, ma soprattutto medici e pazienti – potranno avere a disposizione un’informazione più completa, trasparente e rapida sulle terapie veramente innovative che siano state sviluppate, con l’auspicabile coinvolgimento della comunità dei pazienti sin dalle prime fasi.
Ad ogni Paese, per altro, continuerà a spettare la decisione riguardo a quali cure rimborsare e quali no, ma la novità risiederà appunto nella possibilità di avere informazioni più oggettive, complete e trasparenti, così da poter privilegiare solo le terapie realmente innovative ed efficaci.
La cooperazione sarà interamente finanziata dalla Commissione Europea, senza l’uso di fondi privati.

Chiediamo dunque al ministro della Salute Giulia Grillo di votare a favore del Regolamento al Consiglio dell’Unione Europea, perché l’uso delle informazioni contenute nei rapporti HTA europei non deve più essere solo un’opzione, ma la norma: ne va infatti della qualità e della trasparenza delle nostre scelte a livello nazionale. L’interesse dei pazienti dovrebbe essere al centro delle politiche sulla salute. Per questo chiediamo che il Ministro ascolti la nostra voce e quella di tante altre organizzazioni di pazienti.
I Paesi più esperti e qualificati, come l’Italia, potranno integrare le loro conoscenze con quelle di altri grandi Paesi, guadagnare tempestività e risorse, nonché migliorare la qualità del loro lavoro a livello europeo e nazionale. Su un altro versante, nei Paesi con meno esperienza e risorse per l’HTA, i malati potranno anche guadagnare mesi se non addirittura anni nell’accesso alle cure.

Va riaffermato una volta di più che le persone malate sono uguali in Europa come in Italia, e che non devono esistere malati “di serie A” e “di serie B”, giacché tutti hanno il diritto di sapere quali siano le migliori cure e di potervi auspicabilmente accedere. Il Regolamento sulla Cooperazione Europea nell’HTA è una risposta indispensabile a questa necessità.

Presidente di UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare).

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