Una settimana in Puglia, per la cura del Pianeta e delle Persone

«Il movimento ambientalista mondiale è fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma è altrettanto fondamentale che il movimento per la giustizia sociale si unisca ad esso»: un assunto, questo, dal quale è nato in Puglia il Festival della Cooperazione Internazionale, la cui seconda edizione si terrà da oggi, 8 ottobre, a domenica 14, a Ostuni (Brindisi) e in altre località. Sia a livello organizzativo che per i contenuti, la manifestazione è profondamente connessa con il mondo della disabilità, come testimonierà, in apertura, l’intervento di Vincenzo Falabella, presidente della FISH

Festival Cooperazione Internazionale 2017, presentazione con Francesco Colizzi e Vincenzo Falabella (per concessione di «OstuniLive.it»)

Immagine di repertorio riguardante la presentazione, lo scorso anno, del Festival della Cooperazione Internazionale, con il coordinatore Francesco Colizzi (al microfono), a fianco di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) (per concessione di «OstuniLive.it»)

«Il movimento ambientalista mondiale è fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma è altrettanto fondamentale che il movimento per la giustizia sociale si unisca ad esso. Infatti, una mole importante di studi e il Rapporto ONU sui Determinanti Sociali della Salute ha posto all’attenzione non solo degli studiosi, ma delle istituzioni internazionali e dei cittadini tutti, il complesso intreccio che connette tra loro salute globale, ambiente e giustizia sociale. Innanzitutto, le disuguaglianze sociali nella salute risultano di primaria importanza non solo per il danno che infliggono alle popolazioni, bensì anche come indicatore sintetico e altamente sensibile del grado di giustizia sociale di una società e, in definitva, del suo livello globale di civiltà».
È sulla base stessa di questi assunti, così come li tratteggia Francesco Colizzi, coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale, che è nata lo scorso anno in Puglia questa manifestazione, promossa dall’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), affiancata dalle organizzazioni che compongono la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo). Quest’ultima, lo ricordiamo, è un’alleanza strategica avviata nel 2011 da due organizzazioni non governative – la stessa AIFO e EducAid – insieme a due organizzazioni di persone con disabilità, quali DPI Italia (Disabled Peoples’ International) e la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), con l’obiettivo di occuparsi di cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità, in àmbito internazionale.

Come dunque ben si evince dalle parole di Colizzi – che oltre a coordinare l’evento, ne è anche il direttore, insieme ad Antonio Lissoni, presidente dell’AIFO e a Giampiero Griffo, presidente della RIDS – sarà Salute Globale, Ambiente, Giustizia Sociale, il tema della seconda edizione del Festival, che dopo gli ottimi esiti dello scorso anno, si articolerà da oggi, 8 ottobre, fino a domenica 14, con incontri, rassegne e altre iniziative, in programma soprattutto a Ostuni, ma anche a Brindisi, Latiano (Brindisi), Cisternino (Brindisi), Lecce e Taranto.
Rimandando i Lettori al programma completo (disponibile a questo link), qui sottolineiamo che sia a livello organizzativo – come detto – sia rispetto ai contenuti, il mondo e i temi della disabilità sono parte pregnante di questa manifestazione e lo testimonierà la stessa partecipazione di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH, che interviene oggi, 8 ottobre a Ostuni, con un intervento in apertura del Festival. Successivamente, quindi, l’intera mattinata dell’11 ottobre sarà dedicata a un convegno sul tema La cooperazione italiana e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): stato dell’arte. Focus su disabilità e cooperazione. Esperienze pugliesi.

Ad aprire quest’ultimo incontro sarà Giampiero Griffo, che oltre a presiedere la RIDS, fa parte del Direttivo Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International) ed è anche legittimamente ritenuto uno dei “padri italiani” della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.
«Quando si parla di cooperazione e disabilità – aveva scritto lo scorso anno Griffo su queste stesse pagine – la ricchezza di esperienze e di progetti è così ampia da poter svariare sui numerosi temi degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unte, dall’educazione inclusiva agli aiuti umanitari, dai diritti dei bambini alla cooperazione decentrata o territoriale, fino alle condizioni di disuguaglianza e all’empowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.]. Se attraverso i progetti di cooperazione internazionale verrà rafforzata la voce delle persone con disabilità, per tutelare i loro diritti umani nelle politiche nazionali e internazionali, ne beneficeranno anche le persone con disabilità in Italia. Essere infatti consapevoli che il movimento mondiale delle persone con disabilità opera in tutti i Paesi del mondo dà maggiore consapevolezza anche al movimento italiano, che dalle esperienze di azioni e attività maturate in altri Stati può trovare nuove idee e motivazioni, per tutelare, promuovere e proteggere i nostri diritti». (Stefano Borgato)

Ricordiamo ancora il link a cui è disponibile il programma completo di tutte le giornate del Festival. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: festival.cooperazione.internazionale@aifo.it.
Segnaliamo infine che a quest’altro link, relativo al nostro articolo intitolato L’inclusione lavorativa nella Cooperazione Internazionale, è possibile rintracciare il lungo elenco dei contributi da noi pubblicati in questi anni, sul tema Cooperazione Internazionale e Disabilità.

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