Trauma cranico e gravi cerebrolesioni acquisite: l’inadeguatezza e le disparità

L’esigenza di giungere finalmente a una piena applicazione a livello nazionale delle garanzie sanitarie e socio-assistenziali per le persone colpite da trauma cranico e da grave cerebrolesione acquisita e per le loro famiglie, come stabilito da una serie di normative: ha parlato soprattutto di questo, la FNATC (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico), nel corso di un recente incontro con Vincenzo Zoccano, sottosegretario di Stato con Delega a Famiglia e Disabilità. E i punti di convergenza, oltre alle promesse di impegno, non sono mancati

Testa con tratteggi tra vari punti

Una realizzazione grafica elaborata dalla FNATC (Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico)

L’esigenza di giungere finalmente a una piena applicazione a livello nazionale delle garanzie sanitarie e socio-assistenziali per le persone colpite da trauma cranico e da grave cerebrolesione acquisita e per le loro famiglie, come definito principalmente dai LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza), dal Piano Nazionale d’Indirizzo per la Riabilitazione, dal Documento del Tavolo Nazionale per la realizzazione delle SUAP (Speciali Unità di Accoglienza Protratta) e da altre normative: sono stati questi i temi principali sottoposti dalla delegazione della FNATC – la Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico aderente alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – che ha recentemente incontrato Vincenzo Zoccano, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, con Delega a Famiglia e Disabilità. Per la Federazione erano presenti, tra gli altri, il presidente Paolo Fogar e il coordinatore del Comitato Scientifico Alessandro Giustini.

«Purtroppo – ha sottolineato Fogar durante l’incontro – quello che le Associazioni constatano ogni giorno  in concreto è l’inadeguatezza dei servizi e degli interventi e, contemporaneamente, la profonda disparità tra le Regioni e persino tra ASL della medesima Regione. Ne conseguono famiglie che spesso vengono lasciate sole a sostenere gran parte delle enormi problematiche sociali e assistenziali, con le reti delle strutture sanitarie sovente impreparate a garantire le idonee cure riabilitative a questi soggetti in tutte le fasi della loro vita. Ne emerge un quadro che nega i princìpi di equità, generalità, appropriatezza e continuità del Sistema Sanitario Nazionale, e proprio in situazioni di particolare gravità come queste».

Tra le altre questioni affrontate, si è discusso anche dell’esigenza di un intervento che possa sanare le problematiche insite nella recente Legge 112/16, meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” (o sul “Durante e Dopo di Noi”), e si è preso atto della positiva evoluzione che la Legge per la tutela dei caregiver sembra stia avendo in Parlamento.

In sostanza, sono emersi dal confronto molti punti di convergenza sui vari temi dibattuti, e dal canto suo il sottosegretario Zoccano ha manifestato il proprio forte impegno a lavorare rapidamente in tutti questi settori, in stretta  collaborazione con la FNATC, impegnando anche le sue possibilità di coordinamento attivo nei confronti degli altri Ministeri ( dalla Salute al Lavoro, dall’Istruzione alle Infrastrutture e Trasporti), «indispensabili – ha dichiarato – per realizzare un’efficace politica unitaria  per la difesa dei diritti di queste persone». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa.fnatc@gmail.com.

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