16 ottobre: il giorno giusto per far capire l’importanza di un cane guida

In tutta Italia, e anche nelle scuole, domani, 16 ottobre, Giornata Nazionale del Cane Guida, le varie componenti dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) racconteranno ancora una volta ai cittadini che questi animali sono letteralmente gli occhi di chi non vede e che limitarne l’accesso o la mobilità è un vero e proprio atto di discriminazione vietato dalla Legge. Per l’occasione verrà anche diffuso un decalogo di regole utili a conoscere meglio il cane guida e ad essere d’aiuto a chi non vede

Monumento al cane guida di Scandicci (Firenze)

Il monumento al cane guida della Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci (Firenze). In primo piano un “giovane allievo”

«Giro sempre con la legge in tasca, ce l’ho nel portafoglio. Vi si dice chiaramente che con il mio cane guida posso entrare ovunque. Nonostante questo, però, è una battaglia continua e c’è anche chi mi ha risposto di non essere obbligato a seguire la legge!»: una ventina di anni fa, il cinquantenne Biagio, dopo essere diventato cieco a causa di una retinite pigmentosa, ha scelto di farsi affiancare da un cane guida che gli ha cambiato completamente la vita, migliorandone la qualità. E tuttavia, se da una parte Biagio ha raggiunto una buona indipendenza sociale grazie al suo fidato amico, non è sempre facile per entrambi avere accesso libero ai tutti i luoghi.
E del resto non si tratta, purtroppo, di un caso isolato; in Italia, infatti, sono ancora troppi i fatti di cronaca in cui il diritto del cane guida di entrare in luoghi pubblici o salire sui mezzi viene negato, limitando la mobilità delle persone cieche e ipovedenti.

È per questo che nel 2006 l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ha istituito per il 16 ottobre di ogni anno la Giornata Nazionale del Cane Guida, per dare vita a un momento di riflessione sull’importanza di questo fedele e instancabile compagno di libertà, nonché per fornire l’occasione di sensibilizzare appunto la collettività verso le discriminazioni che, nonostante le disposizioni di legge, vedono protagoniste le persone non vedenti accompagnate dal loro cane guida nell’accedere ai luoghi di pubblica utilità.
«Nonostante in Italia ci siano leggi ben specifiche [Legge Nazionale 37/74, poi integrata e modificata dalla 376/88 e dalla 60/06 e Regolamento CE 1107/06, N.d.R.]), esse sono spesso disattese – dichiara Mario Barbuto, presidente nazionale dell’UICI -. È infatti utile ricordare che se nel nostro Paese una compagnia di trasporti, il gestore di una struttura ricettiva o di una spiaggia dicessero no al cane guida, oltre a negare l’accoglienza a un cliente ed essere passibili di multa, compirebbero un atto di vera e propria discriminazione. Non permettere l’ingresso alla guida a quattro zampe vuol dire lasciare fuori anche la persona che quell’animale accompagna. Apparentemente è il cane che non può entrare, in realtà chi viene rifiutato è un individuo in quanto cieco, come riporta la Legge 67/06 [“Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”, N.d.R.], attraverso il concetto di discriminazione indiretta».
«Al di là, però, dei regolamenti – conclude Barbuto – sarebbe opportuno che si sviluppasse maggior senso civico e che ciò corrispondesse a un cambiamento culturale, per garantire alle persone con disabilità visiva di potersi muovere in maniera più agevole nelle città, in piena libertà per una totale autonomia e inclusione sociale».

Va ricordato anche che un cane guida, prima di diventare tale ed essere affidato al suo nuovo padrone, deve compiere un articolato percorso di addestramento da parte di personale specializzato della durata di oltre un anno e dimostrare di avere il carattere idoneo per poter svolgere questo delicato e importante compito. Al termine del percorso viene sottoposto anche a test caratteriali e attitudinali per valutarne le reazioni, portando il cane in mezzo al traffico, nei mezzi pubblici e in luoghi affollati per testarne le capacità. Solo il soggetto ritenuto idoneo potrà poi essere affidato a una persona con disabilità visiva.
È evidente che tutto ciò ha dei costi molto elevati, quantificabili in molte migliaia di euro per singolo cane, la cui formazione non sarebbe possibile senza l’aiuto di Enti Benèfici che sostengono le relative scuole.
Nel nostro Paese sono cinque le scuole abilitate alla formazione del cane guida, il Servizio Cani Guida dei Lions a Limbiate (Milano), la Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi a Scandicci (Firenze), l’Associazione Puppy Walker di Selvazzano Dentro (Padova), il Centro Regionale Ellen Keller di Messina e il Centro di Addestramento Cani Guida di Campagnano (Roma) dell’ANPVI (Associazione Nazionale Privi della Vista e Ipovedenti).

In occasione della Giornata Nazionale, le varie componenti dell’UICI incontreranno i cittadini, dimostrando anche con esercitazioni pratiche perché i cani guida siano davvero gli occhi di chi non vede. E diffonderanno anche le dieci regole per conoscere bene questi animali, un decalogo che qui in calce riprendiamo integralmente.
Tra gli altri lo farà anche l’UICI di Roma, rivolgendosi in particolare alle scuole della Capitale, con l’intento di prolungare idealmente la Giornata Nazionale all’intero periodo scolastico.
La prima scuola coinvolta sarà l’Istituto Ruggiero Bonghi, con un incontro in programma nella mattinata di domani, 16 ottobre, ma altri ne verranno calendarizzati in seguito, con l’Associazione chi chiede anzi di essere contattata da parte di scuole eventualmente interessate.
A precedere il tutto, sempre domani, con il beneplacito del Comune di Roma e del I Municipio, è in programma anche una passeggiata dimostrativa (partenza alle 8.15 da Via Mentana, 2/b). (A.P. e S.B.)

Dieci regole per conoscere il cane guida ed essere d’aiuto a chi non vede
1.
Non dare da mangiare al cane guida e non chiamarlo quando sta lavorando: i fischi e i versi lo distraggono.
2. Se si desidera accarezzarlo o salutarlo, è opportuno chiedere prima alla persona accompagnata.
3. Non lasciare il proprio cane sciolto nelle vicinanze di un cane guida che sta lavorando, è opportuno invece cercare di controllarlo.
4. Se occorre dare un’indicazione alla persona cieca, non prendere il cane guida dal guinzaglio né dal collare.
5. Ricordare sempre che i cani guida sono gli occhi di una persona, pertanto non impedire l’accesso ai locali e ai mezzi pubblici. Lo prevede la Legge 37/74, integrata e modificata dalla Legge 376/88 e dalla Legge 60/06.
6. Non bisogna avere paura dei cani guida, non sono aggressivi e non trasmettono malattie.
7. Quando si è alla guida di un mezzo, se un cane guida sta attraversando la strada è opportuno fermarsi a una distanza sufficiente a non spaventarlo.
8. Sui mezzi pubblici, aiuta il cane guida a trovare un’ubicazione comoda; inoltre, non ha l’obbligo di pagare il biglietto o una sovrattassa.
9. I cani guida sono puliti, sporcano sempre lontano dai marciapiedi e dai luoghi adeguati e il loro padrone è tuttavia esonerato dalla raccolta obbligatoria, come previsto da molti Regolamenti Comunali.
10. È importante non ostacolare il passaggio dei cani guida sulle rampe e ricordare che macchine e motorini parcheggiati sui marciapiedi o sulle strisce pedonali costituiscono un ostacolo insormontabile per i non vedenti.

Delle battaglie per il diritto all’accesso dei cani guida – condotte con forza, oltreché dall’UICI, anche dall’Associazione Blindsight Project – il nostro giornale si è occupato molto spesso in questi anni. Nella colonnina a destra del nostro articolo intitolato A scuola con il cane guida (a questo link), elenchiamo i contributi da noi pubblicati su questo tema negli ultimi anni.

Per ulteriori informazioni:
° UICI Nazionale: Alessandra Pigoni, (apigoni@imageware.it)
° UICI di Roma: Giovanni Fornaciari (ufficio stampa@uicroma.it)

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